L’amante
I
Nell’alto cielo ai limiti di sera
l’inerzia che ogni giorno lo consuma
si fa corposa.
L’alta mancanza, spaziale frutto
già consumato ai limiti del giorno
non lo riposa. Continua a leggere
L’amante
I
Nell’alto cielo ai limiti di sera
l’inerzia che ogni giorno lo consuma
si fa corposa.
L’alta mancanza, spaziale frutto
già consumato ai limiti del giorno
non lo riposa. Continua a leggere
Nel capitolo di The Scenic Imagination che Eric Gans dedica all’immaginazione scenica in Kant, c’è questo bel passo sul sublime. Continua a leggere
E’ un’anima semplice Mattis, il protagonista del romanzo di Tarjei Vesaas Gli uccelli (Fuglane, 1957, trad. it. di S. Epifani De Cesaris, Iperborea 2002). Un uomo che si avvicina alla quarantina, ma è rimasto bambino, una persona con ritardo mentale, incapace di qualsiasi lavoro, in difficoltà nelle relazioni sociali perché non è in grado di capire gli altri, che a loro volta stentano a capirlo. Continua a leggere
Erotic Faith di Robert M. Polhemus (The University of Chicago Press, Chicago 1990) è un testo molto ricco e raffinato. Attraverso un’accurata e sottile analisi di alcuni capisaldi della narrativa inglese dal 1813 al 1928, Polhemus delinea i caratteri di quella fede che dà il titolo all’opera, cioè la fede nell’amore erotico (che nel corso del Novecento diventerà in molti casi puramente sessuale) come unico luogo del compimento dell’essere umano, unica e insuperabile forma della umana felicità.
In una frase famosa di Tristi tropici (1955), Claude Lévi-Strauss, parlando per la comunità antropologica/etnologica, chiama Rousseau “nostro maestro e nostro fratello”. Rispetto al discorso standard dell’antropologia accademica, Rousseau è davvero il primo pensatore a costruire un modello dell’umanità primitiva (“la società incominciata”, la société commencée) sulla base di dati etnografici limitati ma ragionevolmente affidabili – un’età argentea situata paradossalmente sull’interfaccia tra lo stato di natura innocente e l’influenza mimetica corruttrice della società. Continua a leggere
Il banal-pensiero di sinistra (e non solo di sinistra) vorrebbe convincerci del fatto che la satira sia di per sé una pura espressione più o meno artistica di natura non violenta. La satira sarebbe anche laica, ed essenzialmente estranea al sacro, e ad esso contraria. Falso. La satira è sempre stata molto prossima al sacro, e volentieri si è accompagnata alla violenza. Continua a leggere
La ricerca di una vita nuova: un tema declinato in molti modi nella storia del romanzo. In particolare nel sottogenere del romanzo di formazione, cui sembra appartenere La vita nuova di Orhan Pamuk (Yeni Hayat, 1994; trad. it. di M Bartolini e Ş. Gezgin, Einaudi 2000). Un testo abbastanza complesso, in cui la vicenda personale dell’io narrante, un giovane assetato di assoluto, si svolge dentro una Turchia lacerata tra la sua tradizione e la fascinazione dell’Occidente. Il giovane Osman si innamora perdutamente della bella Canan e di un libro che lei stessa gli ha fatto scoprire, un libro che seduce le anime e promette l’incontro con l’assoluto. Ma questo assoluto è, in realtà, la morte. Continua a leggere
Foglie cadute di Vasìlij Ròzanov (1912, trad. it. a cura di A. Pescetto, Adelphi, Milano 1989) è un testo ambizioso, nonostante la forma disorganica – ma dopo Nietzsche l’organizzazione di un libro con pretese filosofiche è un fattore secondario. Trovo Ròzanov un autore petulante, con insostenibili pretese di grandezza, e però un vero esempio di mimesi conflittuale, cui va ascritta anche la sua brama di impossessarsi dell’amante di Dostoèvskij, lo scrittore idolatrato e il modello, Apollinàrija Sùslova: un classico esempio di dimostrazione concreta della verità della teoria girardiana del desiderio.
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Per non dare l’impressione che si tratti di un decreto “fascista”, e per accontentare Rifondazione, il Governo immette nel Decreto Sicurezza un articolo che colpisce tutte le discriminazioni, e in particolare l’omofobia. Una cosa molto all’italiana, ma pericolosa, per il fatto che si tratta di un decreto che colpisce penalmente dei reati, e perché il concetto di omofobia è vago. Continua a leggere