The Scenic Imagination 7

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Vi è tuttavia un nocciolo di verità al centro della fantasia patriarcale freudiana [Gans si riferisce a Totem e Tabù]. Anche se – lasciando da parte il problema posto dal fatto che la religione primitiva era ed è focalizzata principalmente sugli animali, qualche volta sulle donne, e quasi mai sugli uomini – noi accettiamo pienamente il modello di Girard, l’assassinio sostitutivo come lo descrive Girard non è sufficiente a generare l’umano perché non è un evento auto-cosciente e pertanto non costituisce una scena, e lo stesso vale per la mera ripetizione del meccanismo come meccanismo. Continua a leggere

Poesia della domenica

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ULIXES

I Quest

Se mai nel mare troverò la lacrima
scesa dal volto della mia sirena
che inebriata del nulla in Occidente
canta l’amore, il vuoto, la mia pena
allora ogni parola sarà pietra
ad innalzare una città di dèi.

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Austerlitz

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Il romanzo di W.G. Sebald Austerlitz (Austerlitz, 2001, trad. it. di A. Vigliani, Adelphi, Milano 2002) appare davvero altro rispetto al comune romanzo corrente (che deve anche subire la pressione dell’editing, sovente introiettato dagli autori al punto da diventare un auto-editing preventivo, qualcosa di non molto diverso da quel che accade con la censura nei paesi con regimi totalitari). Non è diviso in capitoli, sono 315 pagine di narrazione continua, inframmezzata da molte immagini, per lo più fotografie, tutte in bianco e nero, col nero che prevale sul bianco, e molto grigio. Le immagini sono intessute alla prosa, per così dire, ne sono dunque parte essenziale. È un racconto di parole e immagini in bianco e nero. Continua a leggere

The Scenic Imagination 6

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La grande scoperta politica della Rivoluzione Francese e del suo seguito napoleonico, filtrata attraverso la metafisica post-kantiana di Hegel, è che l’individuo autonomo dell’Illuminismo, pur se la sua migliore opportunità di essere felice sta nella società civile pensata da Locke, è nel nucleo originario della sua umanità modellato sul centro sacro e solo secondariamente e con riluttanza accetta di essere un partecipante della periferia scenica. Continua a leggere

Bibliosofia

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Ho chiamato così il mio sito, Bibliosofia. Perché i libri sono pericolosi, e con essi ci vuole saggezza.
I libri sono pericolosi. Essi promettono la liberazione dello spirito, ma tutto ciò che promette allo spirito la liberazione può convertirsi nel custode del suo carcere e nel suo carnefice. Essere-liberati-da significa da sempre passare nel dominio di un altro, tranne che per i pochi a cui è data la grazia della vera libertà. Continua a leggere

Pena di morte

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L’Onu proclama una moratoria della pena di morte. Si tratta di un progresso morale dell’Umanità? Sono scettico. Soprattutto sono scettico sul livello morale di quella parte della classe politica italiana che esulta per il successo della nostra diplomazia. Se la classe politica avesse dotato l’Italia di un sistema giudiziario rigoroso ed efficiente, tale che i cittadini si sentissero garantiti nel loro bisogno di ricevere giustizia, allora esulterei. Continua a leggere

Apocalypto

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Sul film di Mel Gibson Apocalypto si è scritto molto. Ci sono state molte polemiche. Le più interessanti sono quelle che riguardano il modo in cui nel film è descritta la civiltà Maya, che appare fondata su riti sanguinosi, una civiltà violenta. Gibson è stato accusato di non aver capito nulla dei Maya, della loro alta spiritualità. In effetti, i Maya appaiono i villains della storia, i cattivi. Ma i buoni non sono i bianchi occidentali, come nel western classico nordamericano, bensì i membri di una comunità tribale di cacciatori della foresta. Continua a leggere

Innocenzo Cipolletta

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Attualmente il presidente delle Ferrovie dello Stato è Innocenzo Cipolletta (classe 1941). Nel luglio 2007 Cipolletta ha aderito al cosiddetto Manifesto dei coraggiosi di Francesco Rutelli a sostegno della candidatura di Walter Veltroni alla direzione del Partito Democratico su una piattaforma “riformista e liberale”. Il futuro è radioso.

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Il Budda delle periferie

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Mi è difficile condividere il grande entusiasmo suscitato in molti lettori (soprattutto giovani, pare) dal romanzo di Hanif Kureishi Il Budda delle periferie (The Buddha of Suburbia, 1990, trad. it. di Ivan Cotroneo, Bompiani, Milano 2003). Romanzo di formazione di un giovane figlio di emigrati indiani nella Londra spumeggiante dei primissimi anni Settanta, tra gruppi e gruppetti rock, punk, residui hippy, teatro underground, droghe e soprattutto molto sesso, per lo più etero, ma anche un po’ omo, è scontato, a tratti banale. Continua a leggere