La montagna, come il mare, è un oggetto di contemplazione infinito. Le montagne sono molte, ma ognuna rappresenta la Montagna, l’unica. E la Montagna può essere vista in tre modi, e si offre a tre domande. Ci sono i suoi piedi, e la domanda è: che cosa c’è ai suoi piedi? C’è il suo ventre, e la domanda è: chi abita dentro la montagna? E c’è la cima, e la domanda è: che cosa si vede dalla cima? La risposta a quest’ultima è anzitutto: altre montagne. Ma ognuna delle tre domande ne genera altre.
Credenze
L’umano sempre crede. Per quanto uno sia dedito alla più rigorosa scientificità, o filosofi razionalisticamente usando rasoi di Occam, giunge un punto in cui il suo sapere diviene credenza, spesso senza che egli se ne accorga. Eppure c’è sempre un saltus. Per esempio: Umberto Veronesi dice che le scimmie superiori condividono con noi quasi interamente il patrimonio genetico, e per questo hanno dei diritti, come del resto, secondo gli animalisti, li hanno tutti gli animali. Gli scimpanzé sono dei quasi-uomini, secondo una sua dichiarazione: “Uno scimpanzé che cos’è? Un essere vivente con una differenza minima nel genoma rispetto all’uomo. Talmente minima, i geni sono uguali al 99,5 per cento, che potenzialmente potrebbe essere un progetto di uomo. E allora perché non tutelare anche lui? La Chiesa in realtà ha una visione antropocentrica: solo l’uomo conta. Ma io che sono animalista e vegetariano mi chiedo, provocatoriamente, perché non tuteliamo anche gli embrioni degli scimpanzé, anch’essi sono progetti di esseri umani.” Continua a leggere
2 Aprile
La Giornata Mondiale dell’Autismo del 2 aprile sottopone all’attenzione di tutti le drammatiche condizioni delle persone con autismo e delle loro famiglie. Non tempestive le diagnosi, non aggiornate le terapie, quasi inesistenti i servizi, scuola impreparata all’inclusione, per gli autistici adulti il nulla assoluto.
Amore
L’amore autentico è realizzazione di sé non nel possesso dell’altro ma nella contemplazione del suo essere altro dal sé, e non come un oggetto ma come un altro sé. Dunque, l’amore cristiano implica la differenza e la pluralità. In fondo, rimanda al compiacimento di Dio creatore, che considera buono ciò che non è Lui. È per questo che io diffido di tutte le posizioni che sostengono che l’unico oggetto degno dell’amore divino è Dio stesso: non vi sarebbe stata la Creazione.
Il male
Trombidium holosericeum
Un acaro dal bel colore, il simpatico Trombidium holosericeum. Mentre al parco assisto il mio figliolo autistico, che passa il tempo lanciando foglie e rametti nel fiumicello, il mio sguardo cerca micromondi. E vedo animaletti tra le rughe dei vecchi alberi. Lo chiamano ragnetto rosso, ma non ha nulla a che fare con l’omonimo fitofago, il Tetranychus urticae, che danneggia le piante. Questo ha un altro carattere, le sue larve sono vampire di aracnidi e insetti. Li lasciano vivi però, dopo aver succhiato il loro “sangue”.
Dismisura
La Torre di Babele non è un prodotto del moderno. E anche l’impero romano è una espressione di smisuratezza, come tutti gli imperi. La misura è un ideale filosofico per pochi.
Quando si pensa la dismisura, ogni aspetto della vita individuale e collettiva ne appare segnato. E anche la Chiesa cattolica, che ha mantenuto alcuni punti fermissimi, non ne è esente, sia nel suo pensiero che nella sua prassi concreta. Basta pensare alle migliaia di santi di Giovanni Paolo II, alla costruzione di San Pietro con le indulgenze vendute senza limite, all’idea che la popolazione mondiale possa crescere all’infinito, ecc. (cito tre aspetti casualmente, senza ordine temporale, e anche senza una valutazione di merito, come puri fatti). Aspetti che fanno ritenere che la dismisura sia costitutiva dell’umano in quanto tale, e destinata a durare quanto l’umano stesso.
Desiderio, dismisura
Il Desiderio è infinito. Nella sua natura è iscritta la mancanza del limite: esso tende al suo accrescimento, e passa continuamente da un oggetto all’altro. Ma non può essere concepito come una sostanza. Il Desiderio non sta per sé. È una funzione del soggetto, che l’apprende culturalmente: la sua non-animalità come soggetto umano sta esattamente nel suo desiderare, in luogo del puro appetire. Per questo la brama è senza fondo, e “dopo il pasto ha più fame che pria”, perché non sta per sé, ma è relazionale e mimetica, in altre parole sociale (il Deserto dei mistici è anzitutto una fuga dal regno della mimesi). Continua a leggere
Micronote 3
- La vita degli umani è breve, ed essi la impiegano quasi tutta in occupazioni vane.
- L’importanza dei beni culturali in Italia è rivelata dal fatto che il ministro Bondi per tre mesi non va a lavorare. E non si sa perché.
- Rimanere intellettualmente liberi in un ambiente di consorterie, mafie, logge, bande, schieramenti, ecc., è impresa sovrumana ed eroica.
- Ma perché le manifestazioni di piazza in Italia debbono sempre essere “colorate” e “gioiose”?

- La famiglia massacrata nella sua casa ad Itamar è israeliana, gli assassini palestinesi. Dunque la notizia non viene diffusa, e su quei morti nel mondo non piange nessuno. Se fosse stata una famiglia palestinese massacrata da fanatici ebrei, tutti i media del mondo si sarebbero scatenati. Continua a leggere
Siam pronti alla morte
Morire per Bengasi? Ebbene, sì. Qualcuno ha detto che se oggi fossero vivi Mazzini e Garibaldi il primo sarebbe a Bruxelles a denunciare con veemenza la viltà dell’Europa, il secondo sarebbe in prima linea a Bengasi, a fianco dei patrioti libici. Che si muoia per Kabul e non per Bengasi significa solo questo: gli Stati antepongono gli interessi ai princìpi. Ma spesso sbagliano nel determinare il loro stesso interesse.
“Siam pronti alla morte” cantiamo, ma non è vero. L’Italia non chiama, noi vogliamo vivere tutta la nostra consumistica vita.



