Un ringraziamento per il 5 per mille

Alcuni giorni fa l’Agenzia delle Entrate ha comunicato i dati relativi alla destinazione del cinque per mille dei redditi del 2008, dichiarati nel 2009. La mia associazione Autismo Treviso onlus, al tempo della dichiarazione del 2009 era appena nata. Nonostante questo, 179 persone hanno deciso di destinare il cinque per mille ad Autismo Treviso e al suo progetto L’orto di San Francesco. Per un totale di 5.280 euro. Non è molto, direte voi. Ma dovete pensare che eravamo nati da 2 mesi! Si vede che il nostro progetto ha incontrato la sensibilità di molti, che vogliamo anche qui pubblicamente ringraziare.

Tecnologia, democrazia

La tragedia giapponese si è sovrapposta brutalmente a quella libica, dando forse un colpo decisivo alle speranze degli insorti contro Gheddafi. Nutro il forte dubbio che il Governo italiano stia tergiversando e manovrando per ricucire i rapporti con Gheddafi, forse addirittura sperando in una sua totale vittoria. La cosa sorprendente in tutto il guazzabuglio per me è questa: essendo il Paese occidentale maggiormente coinvolto per ragioni storiche ed economiche, gli eventi ci hanno colti di sorpresa. La nostra intelligence non vale dunque assolutamente nulla, agenti e funzionari dovrebbero essere cacciati a calci nel sedere. D’altra parte, interessi economici (sempre a breve, lo sguardo lungo in questo campo manca) e principi democratici sembrano spesso in conflitto. Il paradosso è che stiamo combattendo da anni in Afghanistan, probabilmente per lasciarlo in mano ai talebani e ai signori della droga, e di fronte a ciò che avviene a due passi da noi giriamo lo sguardo dall’altra parte. Continua a leggere

Bambù

Il bambù per me bambino significava canna da pesca. Come era pesante la canna di bambù che si usava negli anni Cinquanta, quando ero un piccolo pescatore che non riusciva mai a soddisfare la sua passione, perché suo padre a pesca si annoiava! Ora per me il bambù rappresenta un micromondo ostile, un invasore che a schiere compatte si fa strada nel giardino. Un micromondo dentro il quale non ci si può inoltrare, e dove c’è ben poco da osservare. Solo la sera si anima, e la crescente oscurità copre fruscii e svolazzi di misteriosi uccelli.

Solo

Un eccellente romanzo globale è Solo di Rana Dasgupta (Solo, 2009, trad. it. di S. Rota Sperti, Feltrinelli 2011). Veramente globale, anzitutto per la vita dell’autore. Nato a Canterbury da famiglia indiana, studia Letteratura francese ad Oxford, pianoforte ad Aix-en-Provence, Communication Arts nel Wisconsin. Lavora poi a Londra, quindi a Kuala Lumpur, quindi a New York. Adesso vive a Delhi. E Solo narra la vita di un bulgaro dal nome tedesco ed evocativo di Ulrich, mentre nella seconda parte, onirica, molti fatti avvengono a Tbilisi in Georgia. Continua a leggere

Napolitano e il consumismo

Nel suo citatissimo intevento dell’8 maggio, Napolitano ha detto: “Ma credo che per raggiungere una parità sostanziale sia necessario incidere essenzialmente sulla cultura diffusa: sulla concezione del ruolo della donna, sugli squilibri persistenti e capillari nelle relazioni tra i generi, su un’immagine consumistica che la riduce da soggetto ad oggetto, propiziando comportamenti aggressivi che arrivano fino al delitto. Per favorire il cammino verso una parità sostanziale, molto devono fare la scuola e i mezzi di comunicazione attraverso i valori che trasmettono, e una rilevante responsabilità cade su quanti hanno ruoli preminenti in tutti gli ambiti e le professioni ; alle donne in particolare, tocca offrire validi modelli di comportamento. Non solo a quante hanno particolari funzioni e visibilità, ma a tutte le donne spetta, nella quotidianità della loro vita, il dovere di contrastare luoghi comuni, di esigere rispetto e considerazione”.

Sorgono domande. Qual è la cultura diffusa? Non è quella del politicamente corretto? I comportamenti aggressivi (del solo maschio?) sono alimentati davvero dalla cultura consumistica? La scuola non è quasi totalmente femminilizzata? I media non sono pieni di giornaliste e di conduttrici?

Io penso che la cultura consumistica sia cresciuta in parallelo con l’emancipazione femminile, e che esse siano interdipendenti, e che i luoghi in cui quella cultura non è approdata (come l’Afghanistan) siano anche quelli in cui l’oppressione delle donne è maggiore. Mi sbaglio? Non credo.

 

Tigre addormentata

Dorme tra le rughe di un vecchio albero, tra le foglie di edera giovani, una coccinella septempunctata. Come moltissimi degli animali più belli, anche lei è una formidabile predatrice, tigre degli afidi, che divora in grande numero. Non so se sognano gli insetti: credo di no, ma forse mi sbaglio. Se sogna, questa coccinella, sulle cui elitre splende il riflesso del sole, sogna sicuramente il piacere delle sue cacce e dei suoi banchetti. Ed è un animale cosmico, perché i punti neri della livrea sono sette, come i pianeti. Così, in lei vedo il sole e i sette.

Ammutinamento morale

Al tempo della contestazione globale sessantottesca, Ignazio Silone pone delle questioni che mi sembrano ancora attuali nel clima presente.

Può il nostro Sistema autotrascendersi?

Può esservi un reale passaggio tra le generazioni?

Può aver luogo un ammutinamento morale in grado di rinnovare la politica e la società?

La mia risposta è un triplice no.