Micronote 36

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  1. Il grillismo è anzitutto una crisi della semantica, un collasso dei codici comunicativi.
  2. Scrivere Internet con l’iniziale maiuscola e senza l’articolo significa personalizzare e divinizzare il web. D’ora in poi io la scriverò minuscola, e vi metterò l’articolo: l’internet.
  3. Sempre più chiaro il processo in atto: annientamento delle classi medie, irrobustimento dei ceti dominanti, proletarizzazione globale dei lavoratori, ricchezza concentrata entro i puri limiti che evitino la deflagrazione sociale. Un equilibrio difficile, da realizzare tuttavia con lo schiacciasassi.
  4. I mulini degli Dei macinano lentamente, ma finemente. Giunge il momento in cui la pula sarà sparsa, la farina messa nei sacchi. Continua a leggere

Vox

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Dall’armadio blindato nella notte
sento venire la voce dei fucili:
«Tu facci uscir da questo eterno buio!
Facci vedere l’alba nella nebbia,
e fango e cani e foglie gocciolanti,
e campi arati e anatre nel cielo!»

Inizio di un’amicizia

col Gallas

La mia amicizia con Alberto Gallas iniziò così

Per tutto il corso della nostra lunga amicizia, iniziata nel maggio 1968 e mai interrotta, Gallas ed io ci siamo sempre chiamati per cognome. Anche in questo ricordo, dunque, lo chiamerò come sempre, Gallas.

La nostra reciproca conoscenza risale all’anno scolastico 1961-62, quando frequentammo la prima media nella sezione i della scuola media Francesco Morosini di Venezia, una sezione in cui si studiava la lingua inglese (era una scelta delle famiglie non ancora comune, a quei tempi). La nostra era una sede staccata della scuola, in campo San Maurizio, in un antico palazzo che fronteggiava un altro palazzo, quello in cui aveva sede l’Azione Cattolica veneziana, con la FUCI, di cui entrambi saremmo diventati membri. Il Gallas di quegli anni lo ricordo in giacca e cravatta, come in seguito lo avrei visto molto raramente. Nel 1974, quando ci laureammo in filosofia a Padova nello stesso giorno, mi chiese in prestito la cravatta che indossavo, perché lui era arrivato senza. Ma alle medie il regolamento imponeva a tutti gli studenti della Morosini giacca e cravatta, e così il Gallas di allora appare alla memoria vestito in modo assai più formale di quello degli anni successivi. La mia conoscenza di Gallas, tuttavia,  inizia con un’assenza, anzi una serie di lunghissime assenze. Lui soffriva di asma, e per lunghi periodi doveva restarsene a casa. Così, a quel cognome, che per la prima volta sentii pronunciare la mattina del 1 ottobre 1961, quando ci fu l’appello generale per tutte le classi della sezione staccata, trovandolo anche un po’ strano, per lungo tempo corrispose nella mia mente un’evanescenza, una instabilità, cioè esattamente il contrario di quello che si manifestò poi, nella solidità dell’amicizia come della presenza reale di Gallas nella mia vita. Continua a leggere

Mastrapasqua

mastrapasqua-presidente-inps-indagato

Un umano neurotipico incontrerebbe qualche difficoltà nello svolgere bene il compito di Direttore Generale di un ospedale e di Presidente dell’INPS, per considerare solo 2 degli incarichi del formidabile Malapasqua. Ma non essendo costui un alieno, ed essendo nota dai tempi di Virgilio la “sacra fame dell’oro” – per dirla con Dante -, il suo caso dice della struttura politico-economica italiana più di tremila saggi del Mulino.

Micronote 35

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  1. A Treviso ovunque, in ogni angolo, lungo ogni canale e fossato, sono visibili quelle scatole di plastica che servono a distribuire veleno ai ratti. Dei ratti avvelenati e delle loro sofferenze nessuno si preoccupa, perché sono grigi e fanno schifo alla gente. Quando invece i ratti si trasformano in topi, che sono bianchi e paciosi nei laboratori, allora gli animalisti li riempiono di diritti. Mi sa che vi sia qualche forma di discriminazione, diciamo.
  2. Tutti coltivano il proprio orticello. Alcuni non sanno di averlo, ma lo coltivano ugualmente, come sonnambuli.
  3. Chiunque in Italia pensi realmente che il suo partito o movimento otterrà più del 50% dei voti alle elezioni politiche è pazzo. Continua a leggere

Paradiso per gatti

Ascolto oggi alla radio in auto, mentre ritorno a casa dall’Orto di San Francesco, dove ho portato il mio figliolo autistico, nella trasmissione Uomini e profeti di Gabriella Caramore, la fanta-teologia animalistica di Paolo De Benedetti, che farnetica, tra le altre cose, di un paradiso per cani e gatti. C’è da restar basiti. Mi viene da pensare che ascoltando le bambinate teologiche di De Benedetti un uomo adulto razionale potrebbe avvertire tutto il fascino dell’ateismo e dello scientismo. Un paradiso solo per cani e gatti? Un Pet-Paradise? Per i coccodrilli e i cobra niente? E come sarebbe il paradiso dei gatti? Il solito umano-troppo umano, animalista-troppo animalista. De Benedetti proietta l’umano (il suo) nell’animale, stravolgendone e violentandone la natura, ma seraficamente, senza nemmeno accorgersene. Il gatto come pacifico umanoide a quattro zampe che mangia solo crocchette vegetali. La morte che entra nel mondo col peccato di Adamo, dunque portata dagli umani, coinvolgendo gli animali innocenti, che prima dell’avvento degli umani dunque non morivano? Erano tutti erbivori, anche quelli dotati di unghie e zanne? E gli squali si nutrivano di alghe… Ma io lo so come sarebbe il paradiso gattesco (me l’ha detto la gatta del vicino): sarebbe pieno di topi da cacciare, che felicità.

Micronote 34

zab

  1. Perché la gente se ne possa fregare occorrono le condizioni. E che qualcuno le garantisca. Ovvero: il mio egoismo ha come presupposto l’altruismo altrui.
  2. Dal punto di vista cristiano, penso di essere un semi-credente. Ovvero un semi-ateo.
  3. Vogliono portare il liceo a 4 anni. Bene, risparmierete sul personale. Ma perché non a 3? Risparmierete di più.
  4. L’ignoranza è un virus. Il Web è il suo ambiente vitale.
  5. Chi ha voltato una gabbana ne volterà una nuova, o rivolterà la vecchia.
  6. Anche in tutto questo tripudio per la decadenza si notano insipienza e incontinenza.
  7. In ogni umano è un demone. O forse ogni umano è un demone. Continua a leggere

La canzone dell’Euro

euro

In Italia la corruzione è capillare.
Maledetto Euro!
In Italia la giustizia è troppo lenta.
Maledetto Euro!
In Italia crollano le scuole.
Maledetto Euro!
In Italia rubano tutti.
Maledetto Euro!
In Italia il mercato non funziona.
Maledetto Euro!
In Italia non ci sono asili.
Maledetto Euro!
In Italia il territorio è devastato.
Maledetto Euro!
In Italia si sprecano risorse.
Maledetto Euro!
In Italia migliaia di enti inutili.
Maledetto Euro!
In Italia la burocrazia è soffocante.
Maledetto Euro!
In Italia il patrimonio artistico è in sfacelo.
Maledetto Euro!
In Italia non tutelano il paesaggio.
Maledetto Euro!
In Italia il crimine è imperante.
Maledetto Euro!
In Italia non c’è certezza del diritto.
Maledetto Euro!
In Italia ci sono troppe leggi.
Maledetto Euro!
In Italia non c’è etica pubblica.
Maledetto Euro!
In Italia tutti fanno i cazzi loro.
Maledetto Euro!

Rovine democratiche

Parlamento eletto contro la Costituzione. Perché “incostituzionale” è la legge elettorale. Avverto un forte disagio intellettuale. Una cosa però mi è chiara: chi ha creato il Porcellum e chi lo ha approvato dovrebbe sparire dalla scena politica italiana, per indegnità. Ma ormai è tardi per una vera democrazia in Italia. Non si è mai realmente consolidata, è rimasta uno strumento retorico ad uso dei ceti dominanti (non chiaramente definiti, e variegati), e ora è un ammasso di rovine. E non saranno i barbari Grillini a ricostruirla, perché sono evidenti la loro inadeguatezza politica e impreparazione culturale. Prepariamoci a diventare una mera colonia. Tedesca, forse, o forse anche di molti altri.

Micronote 33

zab

  1. Da un punto di vista antropologico, la credenza che le vaccinazioni causino l’autismo è ben spiegabile. Nel medioevo credevano che gli Ebrei avvelenassero i pozzi per diffondere la peste. Strutturalmente è lo stesso fenomeno: l’essere umano preferisce pensare che il responsabile dei propri mali sia un altro essere umano.
  2. Anche le nubi più nere alcuni le vedono bianche, altri rosa.
  3. Morboso auto-eviscerarsi di molti su Facebook… Una dimostrazione del fondamento sacrificale del narcisismo.
  4. C’è una neo-borghesia che vorrebbe rampare anche in Italia, ma trova molte pastoie, e Renzi sussurra alle sue orecchie e la fa nitrire, diciamo.
  5. Sfruttamento è una parola scomparsa da tutti i media, cancellata dal linguaggio dominante. Continua a leggere