
La fede (quando si tratta di un’interpretazione soprannaturale del naturale) è una congettura per analogia fondata sulle esperienze soprannaturali. Così coloro che posseggono il privilegio della contemplazione mistica, avendo sperimentato la misericordia di Dio, e sapendo di avere questa esperienza in comune con altri, suppongono che, poiché Dio è misericordia, il mondo creato è opera di misericordia – πίστις, credenza. Ma quanto a constatare direttamente questa misericordia nella natura, bisogna rendersi ciechi, sordi, empi per credere che sia possibile. Anche gli Ebrei e i Musulmani, che vogliono trovare nella natura le prove della misericordia divina, sono spietati. E spesso anche i cristiani.
Per questo la mistica è l’unica fonte della virtù di umanità. Perché non credere che dietro il sipario del mondo vi sia una misericordia infinita, o credere che questa misericordia sia davanti al sipario, l’uno e l’altro rendono crudeli. (III, 117-118) Continua a leggere →