La Repubblica del gioco

La Repubblica italiana si fonda sul gioco. Lo promuove in tutti i modi, educa ad esso i cittadini fin dalla più tenera età. «Gioca il giusto» sussurra lo Stato con voce che persuade. Cioè moltissimo, e sarai felice. Il mondo immaginale delle belle donne giocatrici e croupier che infestano i media è l’altro versante del mondo reale delle vecchiette che spendono la pensione in gratta e vinci.

Taccuino di prigionia (2)

16 ottobre 1943. Stasera mi è saltato in testa di scrivere qualche appunto. Dio sa quando avrò la fortuna di rileggerlo a casa. Da otto giorni siamo qui in questo campo vicino a Varsavia. Stasera c’è stato il prete dell’Aviazione. Ha spiegato il vangelo. Domani a Messa non lo avrebbe potuto spiegare data la proibizione dei tedeschi. Ho perso l’abitudine di scrivere. Non so coordinare. Dei giorni passati il più doloroso è stato il 12/9; quello del versamento delle armi. Saputa la notizia volevo scappare in montagna con Palmieri e i nostri attendenti, Pasquazio e X di Venezia. Ricordo come ora quei momenti: ordini, contrordini. Disordine. La strada a Bergut ingombra di mezzi e armi. Qualche motocarrozzella tedesca di transito sollevò mille congetture. Continua a leggere

Taccuino di prigionia (1)

Un quadernino del 1943, un Viktoria notes presumibilmente tedesco, mi capita in mano mentre rovisto nei cassetti di un vecchio mobile, nella cantina della casa di mio padre a Venezia. È un taccuino del tenente Nino Brotto, che dal 1941 al 1943 aveva comandato un plotone in Jugoslavia, internato in un campo di prigionia nei dintorni di Varsavia. Scritto a matita, ogni spazio è riempito da una scrittura minuta, e c’è un po’ di tutto, note varie e minute di lettere. C’è anche un breve diario, che restituisce un clima storico ed una condizione disperata in cui moltissimi soldati italiani si sono trovati dopo l’8 settembre. Ne trarrò alcuni post.

Malversazione

Questa mattina, sul terzo programma della radio, ascolto Ilvo Diamanti che tiene la consueta rubrica di lettura e commento della stampa quotidiana. Ad un certo punto, a proposito di supposti maltrattamenti dei migranti tunisini da parte di agenti di polizia a Lampedusa, dice che i tunisini sono stati sottoposti a malversazioni. Non è la prima volta che sento giornalisti dire “malversazioni” in luogo di maltrattamenti, “paventare” in luogo di prospettare (per non parlare delle parole stravolte e massacrate, come metereologia ecc.). Lentamente, l’italiano sta precipitando nel caos. Ma non è che il riflesso linguistico di una società in cui dominano il pressapochismo e l’irresponsabilità. E Ilvo Diamanti è anche un docente universitario…

Dura legge

L’airone è un animale dall’aria innocua. Ma è un predatore. Mangia animali di ogni specie, basta che siano ingoiabili: pesci, insetti, vermi, rane, piccoli mammiferi e uccelli. Non è facile ingoiare un anatroccolo, e la bestiola rimane viva a lungo nel becco del trampoliere. In natura muoiono uccisi e divorati infiniti piccoli di tutte le specie. Raggiungere l’età adulta non è un’impresa facile.

Don Verzè

Come sempre, gli Ialiani si dividono tra quelli che inneggiano e quelli che fischiano, tra quelli che lodano e quelli che infangano. Difficile stabilire le somme del bene e del male, e definire se questo sacerdote abbia fatto più dell’uno o dell’altro. Quello che mi inquieta, tuttavia, in lui e nel suo gruppo, è la potenza ostentata. I Sigilli, poi, sembrano fatti apposta per un romanzo di Dan Brown. Molti, nella Chiesa, hanno una innata tendenza al faraonico, come si è visto nei secoli nel Papato, coi suoi flabelli e splendidi palazzi, e oggi, ad esempio, negli ori e ricchezze del sacrario di Padre Pio. E nell’opinione pubblica si alimenta la convinzione di una Chiesa che trama sempre nascostamente, amica dei potenti, degli affaristi, delle potenze oscure.

Profumo di ignoranza

Il Ministro Profumo

Il nuovo Ministro della Pubblica Istruzione, l’oligarca Profumo, della setta dei Tecnolatri, partecipa ad un videoforum di Repubblica. Rispuntano le idee che da anni ci affliggono, già espresse a suo tempo dal mirabile predecessore Lombardi. Anzitutto il primato dell’informatica, che per tutti i Tecnolatri è la vera panacea. Profumo di stantio, incapacità di afferrare la realtà, trionfo degli idola theatri, ignoranza di che cosa sia l’insegnamento. Continua a leggere

Scuola e non scuola 23

Dal 2001 al 2007 ho scritto una serie di Croniche di scuola e non scuola. Le rileggo in questi giorni, e mi pare che delineino un quadro che anche nell’era gelminiana e postgelminiana rimane immutato. Drammaticamente. Ne ripubblico qui gran parte. Continua a leggere