La capanna nella vigna 1

Nelle mie letture jungeriane sono a La capanna nella vigna (Die Hütte im Weinberg, 1958, trad. it. A. Iadicicco, Guanda 2009). Come dice il sottotitolo è il diario degli anni dell’occupazione (1945-48) della Germania. Come sempre leggendo Jünger trovo molto da ritagliare. Continua a leggere

L’idea di giustizia

C’è molta saggezza nelle pagine de L’idea di giustizia di Amartya Sen (The Idea of Justice, 2009, trad. it. di L. Vanni, Mondadori 2010). Un vero trattato, che si distende per 444 pagine (note comprese), confrontandosi col pensiero economico, giuridico e filosofico di oggi e di migliaia di anni fa. Se fondamentale nel testo di Sen è il dibattito con le tesi di John Rawls (cui è dedicato), non meno importante è l’ispirazione che l’autore trae da opere antiche come il Bhagavad Gītā, da figure come l’antico re maurya Aśoka, o il più recente moghul Akbar. La sostanza di tutta la vastissima argomentazione di Sen sta nella differenza tra un’idea astratta ed una concreta di giustizia, tra una rigorosa nītī e una elastica nyanya , cioè tra una giustizia fondata su un modello ideale-trascendente, come è ancora in Rawls e nel suo contrattualismo, ed una giustizia attenta alle situazioni reali, e più interessata al superamento dei mali presenti che alla realizzazione di un ordinamento perfetto. Continua a leggere

L’uomo maschio

L’uomo maschio (Le premier sexe, 2006, trad. it. di R. Boy, PIEMME 2007) è un pamphlet di Éric Zemmour. Le tesi sono estreme, perché appunto è un pamphlet, e non un saggio. Constata la femminizzazione della società europea, e del maschio stesso, e la sua perdita del carattere maschile. Vi sono idee che condivido, altre da cui dissento. Per esempio, Zemmour vede i due generi come aventi interessi opposti – il maschio, in forza del numero immenso di spermatozoi, portato al sesso con più femmine, la donna invece, dotata di un limitato patrimonio di ovuli, interessata ad un maschio forte protettore fisso – e la creazione della coppia (non la famiglia) come opera femminile, in quanto il maschio sarebbe intrinsecamente dissolutore di legami, dongiovanni, ecc… Ma nello stesso tempo vi è in Zemmour l’idea di una legge del Padre, che la società contemporanea avrebbe distrutto. Ora, queste sono idee molto da battaglia giornalistico-mediatica, ma non seriamente fondate.  Vi sono altre idee di Zemmour, poi, che riguardano lo sviluppo del capitalismo europeo: i 30 anni dal 1945 al 1975 hanno visto un graduale aumento dei salari e una diminuzione del saggio di profitto. Il capitale ha risposto con l’arma classica dell’ esercito di riserva, favorendo prima una massiccia immigrazione di forza-lavoro extracomunitaria a costo più basso, poi aprendo le porte all’esercito delle donne. Riporto un passo di un qualche interesse. Continua a leggere

Le volpi vengono di notte

Le volpi vengono di notte (2009, trad. it. di F. Ferrari, Iperborea 2010) è un bel libro di racconti di Cees Nooteboom. L’evanescenza delle storie che vi sono narrate, con grande forza di suggestione, ben corrisponde al tema, che è il divenire di tutte le cose, e di noi e delle nostre relazioni. Di noi, qui intesi come esseri che sorgono dal nulla per poi esservi risucchiati. Perdite di amici, perdite di amanti. Qui tutto è perdita, e melanconica contemplazione della perdita. Nichilismo con sprazzi su di un altrove inafferrabile. Continua a leggere

Infanticidio

L’assassinio di un neonato era una pratica consentita in quasi tutti gli Stati della Grecia, persino tra i colti e civili ateniesi, e ogni volta che la situazione economica dei genitori rendeva scomodo allevare il bambino, non veniva considerato vergognoso o biasimevole abbandonarlo alla fame, o alle bestie selvatiche … Una consuetudine ininterrotta, da quell’epoca in poi, ha talmente sostenuto quella pratica che non solo le dissolute massime del mondo tolleravano quel barbarico diritto, ma anche le dottrine dei filosofi, che avrebbero dovuto essere più corrette e accurate, venivano fuorviate dalla consuetudine stabilita, e in questa, come in altre occasioni, invece di censurare, sostenevano questo orribile abuso, con forzate considerazioni sulla pubblica utilità. Aristotele ne parla come di qualcosa che in molte occasioni il magistrato dovrebbe incoraggiare. Il buon Platone è della stessa opinione, e, con tutto l’amore per l’umanità che sembra animare i suoi scritti, non stigmatizza mai questa pratica.

Adam Smith, Teoria dei sentimenti morali, trad. S. Di Pietro, Rizzoli 1995, pp. 417-418

Finché c’è prosecco c’è speranza

L’ho letto per il titolo, poiché il prosecco è la bevanda nazionale trevigiana (ma io sono un veneziano in esilio a Treviso, e veneziani e trevigiani sono molto diversi). Questo noir con bollicine di Fulvio Ervas (Marcos y Marcos 2010)  è anche ambientato prevalentemente nella zona di Cison di Valmarino, che conosco bene, e i cui abitatori parlano un dialetto che è una variante del veneto a me abbastanza ostica e assai lontana dal veneziano. Di dialetto nel romanzo di Ervas c’è poco, e anche di usi e costumi locali, se non come una spolveratina, per così dire. Continua a leggere

Rileggo Simone Weil 80

 

La prescrizione secondo la quale l’unione carnale va compiuta solo per avere figli va certamente interpretata in modo ben più severo di quanto non faccia la Chiesa; non nel senso che la possibilità di avere figli legittima l’unione carnale; ma nel senso che, avendovi rinunciato del tutto, la si realizza un piccolo numero di volte in tutta la vita per obbedienza alle parole “crescete e moltiplicatevi”; a meno che una vocazione invincibile proibisca anche questo. Così non ci sarebbe quasi differenza alcuna tra un padre di famiglia e un monaco, quanto alla castità.
Certo questa non è una cosa da tutti. Ma neppure amare Dio è cosa da tutti. (III, 342-343) Continua a leggere

Olive Kitteridge

I protagonisti principali di Olive Kitteridge (Bompiani 2010) sono due anziani. Questo da solo pone il romanzo di Elizabeth Strout in una posizione particolare, poiché la tradizione romanzesca vuole che i protagonisti siano giovani, soprattutto la donna. Il personaggio femminile tipico è donna desiderabile, ed è questo un elemento convenzionale che si trova in quasi tutti i romanzi, compresi quelli scritti da autori italiani contemporanei che si concepiscono anti-sistemici. Questo elemento ovviamente ha relazione con la natura più profonda del romanzo, con la radice stessa del narrare nella sua relazione al desiderio. Continua a leggere

L’ex fascista del 2000

Poiché in Italia nulla è permanente, ed anche nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, dico che è bello contemplare il divenire di Gianfranco Fini. Che fu fascista ed ora è democratico, e sfiora e accarezza la cultura radicale della borghesia illuminata. Egli porta con schiena dritta il peso delle grandi mutazioni che ha attraversato. Quello che non ha perduto e non perderà mai è la brama di comando, e il culto della personalità. Nel Paese del melodramma, lo scontro oggi è tra narcisismi politici, che coprono come un velo iridescente il conflitto degli interessi socioeconomici. Continua a leggere

Il nemico di tutti



Il nemico di tutti, di Daniel Heller-Roazen (The Enemy of All. Piracy and the Law of Nations, 2009), trad. it di G. Lucchesini, Quodlibet 2010.

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