Cattivi insegnanti

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Si può essere cattivi insegnanti in molti modi, anzi in moltissimi, e lo si può essere anche a dispetto di una viva intelligenza e grande apertura culturale, della pratica delle innovazioni didattiche, e anche del successo conseguito presso allievi e famiglie, se lo spirito è intimamente guasto. Una delle tante anime grandi liquidate dalla Rivoluzione sovietica, e una delle supreme, Pavel Florenskij, raccontando ai figli la sua giovinezza (Ai miei figli. Memorie di giorni passati, Mondadori, Milano 2003), evoca ad un certo punto una figura della quale era stato intimo amico prima di scoprirne la tabe profonda: El’čaninov, che fece l’insegnante.

Per ogni occasione inventava nuovi metodi di insegnamento, risvegliava le menti e l’interesse, stimolava. Con lui si studiava con passione, ai suoi ammonimenti si obbediva volentieri e li si adempiva persi­no, e nella maggior parte dei casi egli poteva portare i suoi allievi dovunque volesse; solo di…

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La maledizione di Kafka

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Di Achmat Dangor – un musulmano di origine asiatica nato a Johannesburg – Frassinelli ha pubblicato La maledizione di Kafka (Kafka’s Curse, 1998, trad. it. di E. Capriolo, 2006). Un testo che deve aver avuto una gestazione complessa, non certo lineare, come testimonia la sua struttura, che riesce ad essere intricata a dispetto delle sole duecento pagine, al punto che l’autore ha pensato di premettere una tavola dei rapporti di parentela dei numerosi personaggi. Un titolo da letteratura molto alta.
Una pretesa forse eccessiva da parte di uno scrittore che non mi pare riesca a mantenere le promesse. La maledizione è quella di una metamorfosi verso il basso, che è chiaramente in relazione allo sradicamento del personaggio principale dalla propria cultura di origine.
Libro interessante tuttavia: se non altro perché fa capire al lettore italiano come il Sudafrica non sia fatto solo di bianchi e neri, come qui…

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Antisemitismo nella Bibbia

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Reca come sottotitolo Indagine sul Vangelo di Giovanni il bel libretto di Rudolf Pesch Antisemitismo nella Bibbia? (Antisemitismus in der Bibel? , 2005, trad. it. di M. Faggioli, Queriniana 2007). Il testo giovanneo, cui sono state nel tempo attribuite forti valenze gnostiche e un antisemitismo addirittura virulento, viene finemente analizzato da Pesch, che arriva alla conclusione che 1) Giovanni non è affatto gnostico; 2) non solo non è antisemita,  e semmai è interno alla logica del profetismo biblico, ma appartiene pienamente alla tradizione ebraica, dalla quale il Cristianesimo scaturisce. Le 160 pagine di Pesch sono ricche di riferimenti e fortemente argomentate. Riporto un passo che mi sembra molto significativo.

L’ODIO CHE COLPISCE ISRAELE, COLPISCE ANCHE LA CHIESA

La chiesa, che soccombe o rimane prigioniera dell’antigiudaismo, espelle l’ebreo Gesù – come gli avversari di Gesù in Israele lo volevano espellere dal popolo di Dio come falso Messia. Nella storia, a partire…

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Il tenente Sturm

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Ne Il tenente Sturm (Sturm, 1923, trad. it. A. Iadicicco, Guanda 2000) Ernst Jünger mostra bene come il senso dell’annullamento, e in particolare quello della propria destinazione al nulla, sia strettamente e originariamente connesso alla violenza scatenata. Come percezione, intendo, non certo come concetto filosofico. La morte di massa nel 1914-18 assume il carattere dell’annientamento, vi si attua un passaggio decisivo nella comprensione della guerra e della morte (che ciò non salvi da altre guerre è un dato pacifico).
L’esperienza del Fronte Occidentale nella Prima Guerra Mondiale ha carattere rivelativo ed iniziatico, ma ciò cui inizia, il sapere indicibile che comunica agli epopti, è il sapere del nulla. Trovo molto significativi i seguenti due passi. Nel primo Sturm fa il cecchino, e spara ad un soldato inglese. La cosa è normale, ovvero è normale, in guerra, che due che forse avrebbero qualcosa da comunicarsi e magari potrebbero essere…

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Avvicinamenti

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Avvicinamenti. Droghe ed ebbrezza di Ernst Jünger (Annäherungen. Drogen und Rausch, 1970, trad. it. di C. Sandrin e U. Ugazio, Guanda, Parma 2006) è un libro sull’ampiamento della coscienza ed il superamento della condizione normale, nel senso dell’eccitazione e/o dello stordimento, che lo stesso autore in vari momenti della sua vita ha voluto sperimentare. In realtà, si tratta di una ricerca antropologica, entro la quale mi sembra che si possano cogliere, più che in altri testi, il fondamentale paganesimo jungeriano e i suoi legami essenziali con la visione romantico-tedesca della Natura e della Totalità.
Si veda questo passo sul suolo e la notte.

È singolare che vi sia più vita sottoterra che alla luce del giorno, vita più delicata, più fine. Tutti questi germi, fibre, miceli, uova, nematodi appaiono solo quando un colpo di vanga li porta alla luce, che rapidamente li distrugge. Eppure è la radice ad…

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Adulterio & altri diversivi

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Tutti quanti abbiamo un grosso potenziale impossibile da realizzare entro i confini necessari a tessere il tutto. Lavoro e matrimonio sono le nostre massime prigioni. Quando le chiedeva cosa non andava, e come faceva lui a capire se lei non gliene parlava, gli ribatteva che se solo le avesse dedicato un attimo di attenzione avrebbe capito da solo. Qualunque intimità, si sa, è un potenziale inferno. Alistair definiva il sesso con la moglie “scopata d’obbligo”. (pp. 16-17)

Questo è un passo di Adulterio & altri diversivi, (Adultery & Other Diversions, 1998, trad. it. di G. Granato, Adelphi, Milano 2000), di Tim Parks, scrittore intelligente e moralista nel senso autentico di indagatore dei costumi e degli atteggiamenti umani (e italiani). In realtà, il libro parla poco, e solo all’inizio, di adulterio, ma tocca molti temi, tra cui quello della traduzione da un’altra lingua, su cui Parks, che ha…

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Heliopolis

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Può essere a tratti strana l’impressione che si prova leggendo Heliopolis (Heliopolis, trad. it. di M. Guarducci, Guanda, Parma 2006) il romanzo di anticipazione che Jünger pubblicò nel 1949. Si ha la sensazione di leggere uno strano ibrido tra fantascienza e Goethe. Una visione complessa di una società dominata dalla tecnica ma ancora pervasa di umanesimo aristocratico, con intuizioni sul futuro tecnicizzato dell’umanità che si alternano a squarci di narrazione tradizionalissima, ma mai scontata. Come nel dibattito tra gli amici alle pagine 106 – 111, in cui ciascuno è chiamato a esprimere la propria idea della felicità, un passo che rimanda alle origini arcaiche della letteratura e della saggezza. C’è un brano che mi pare una vera profezia dei nostri anni (in parte ex eventu, ma solo in piccola parte), in cui soprattutto mi inquietano molto queste parole: Alla fine non c’era più nulla di insulso, di…

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L’Amore in sé

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Che cos’è l’Amore in sé? Il titolo del raffinato breve romanzo di Marco Santagata (Guanda, Parma 2006) potrebbe anche scriversi L’amore in sé con l’a minuscola. Il senso sarebbe lo stesso? Poiché il titolo è stampato a caratteri maiuscoli la cosa comunque rimane ambigua. Questo romanzo mi ricorda la famosa tenzone duecentesca, il dibattito in rima tra Pier della Vigna e Jacopo Lentini e Jacopo Mostacci sulla natura dell’amore.
Non è un caso. Il protagonista di questo romanzo, infatti, è un professore universitario di letteratura italiana, che si trova in Svizzera a tenere delle lezioni accademiche sul Petrarca. Lezioni che (fortunatamente!) tendono a discostarsi gradualmente dall’accademico. Mentre Fabio (un mio omonimo, ohibò) sta presentando agli studenti una sua analisi del sonetto La vita fugge, e non s’arresta un’ora, e rispondendo ad un’obiezione di una giovane ascoltatrice, gli escono dalla bocca le parole « Vede, Bubi è il…

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Leggere Lolita a Teheran

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Il matrimonio è anzitutto una questione di potere e di libertà. Una società non è libera se i suoi membri di sesso femminile non possono scegliere liberamente chi sposare (e nell’Iran khomeinista non possono farlo e non possono fare molte altre cose). I grandi romanzi occidentali, come Lolita, Il grande Gatsby e Orgoglio e pregiudizio, che Nazar Nafisi analizza con acume, sono fattori di liberazione, perché mettono in luce il conflitto tra le ragioni dell’individuo che vuole essere libero e la logica del potere totalitario che vuole far sognare a tutti il suo proprio sogno. Sono le idee fondamentali espresse da Nazar Nafisi nel suo Leggere Lolita a Teheran (Reading Lolita in Tehran, 2003, trad. it. di R. Serrai, Adelphi, Milano 2004). Un libro che dice molto sulla condizione femminile, sul matrimonio e sul potere, scritto da una studiosa di letteratura inglese che insegnò per anni…

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Il cervello autistico

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templ  Il cervelloautistico. Pensare oltre lo spettro, di Temple Grandin e Richard Panek , (The Autistic Brain. Thinking Across the Spectrum, 2013, trad. it. di M. A. Schepisi, Adelphi 2014) ha un sottotitolo significativo: il libro non parla solo del funzionamento della mente autistica riportandolo al cervello e alle differenze tra cervelli, ma dei tipi di funzionamento generale delle menti umane, che sono per la Grandin sostanzialmente tre. Le idee su cui si incardina l’argomentazione sviluppata nel libro sono due: 1) l’autismo è prodotto dal cervello, ed è dunque una realtà essenzialmente neurobiologica; 2) esistono tre fondamentali modalità di pensiero (verbale, per immagini e per pattern), sia negli autistici che nei neurotipici, e non sono rigorosamente separate, ma possono convivere e interagire tra loro, sia nell’individuo che nella relazione sociale.  Si vede dunque come Temple Grandin abbia corretto la sua precedente estensione a tutte le persone con…

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