(E)MIGRANTI

non-una-di-meno-675
Questione di prefissi. Avete notato il diverso lessico? Quelli di destra parlano sempre di IMmigrazione e di IMmigrati (solitamente clandestini), quelli di sinistra di migrazione  e di migranti. Certo non è un caso, come non è un caso che ben pochi parlino di Emigrazione e di Emigranti. La cosa può essere considerata sotto diversi punti di vista, e qui ne richiamo solo uno.
Secondo me, la destra usa il suffisso IN perché il suo sguardo è concentrato sul territorio-comunità-cultura da difendere: gli IN-migrati sono coloro che sono entrati nel nostro spazio (e non dovevano farlo), in sostanza sono invasori da controllare e respingere. La sinistra, di contro, vede con sospetto tutto quello che ruota intorno a identità e radici, e ama il mutamento, il meticciamento, il cambiamento e la sovversione. Scomparso il proletariato marxiano, essa ne cerca un sostituto, e lo trova nelle masse dei migranti. Senza IN, perché essa ama il movimento, non lo stabilirsi, il fissarsi entro confini, il radicarsi. Ma anche senza E. Per opposte ragioni, destra e sinistra hanno bandito la parola Emigrazione. Quella E rimanda infatti all’origine, ad una radice che né la destra né la sinistra vogliono vedere e davvero comprendere.
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