La strage di Orlando

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Considerazioni sulla strage di Orlando, così come mi vengono.
1. L’omofobia del terrorista Omar M. è strettamente legata alla sua identificazione nell’islamismo jihadista. Scindere i due elementi porta fuori strada: anche nei paesi islamici più tolleranti un locale come il Pulse Club di Orlando sarebbe del tutto impensabile, e le forme di omosessualità accettate socialmente in tutto il mondo musulmano sono solo quelle sommerse e invisibili. In nessun paese islamico può prosperare, manifestandosi e lottando per i suoi diritti, una comunità LGBT.
2. Attaccare l’Islam in quanto tale per fatti del genere è pericolosissimo, perché non fa altro che accrescere l’odio inter-religioso e spingere nuovi credenti nelle reti dell’ISIS. Chi tra gli occidentali vuole lo scontro totale con l’Islam come religione deve dichiarare di volere anche un mare di sangue, incommensurabile con quello che viene versato ora. C’è bisogno di un impegno culturale immane, al fine di superare quella che deve essere compresa come una guerra di culture in corso, anche entro l’Islam. La possibilità di un mare di sangue, tuttavia, solo un accecato oggi la può escludere.
3. L’Islam jihadista ha una forte capacità di contagio, grazie anche all’internet. La comunità musulmana nei paesi occidentali non sembra attualmente essere in grado di generare anticorpi adeguati.
4. Ritenere che il jihadismo sia un prodotto di povertà ed emarginazione è mera insensatezza: atti di violenza sfrenata vengono compiuti in nome di Dio da persone perfettamente integrate nelle società ricche, figli di genitori integratissimi, come Omar Mateen. Ergo, lo scontro è culturale, e il detonatore massimo è il sesso, il locus in cui agli occhi di una buona parte dei musulmani, e non dei soli jihadisti, si palesa la totale corruzione morale dell’occidente: nell’emancipazione della donna, nell’esistenza stessa di un mondo LGBT pubblico e socialmente accettato.
5. Domanda. Cosa accadrà in una globalità multiculturale in cui la comunità musulmana crescerà di numero, offrendo al suo interno l’humus culturale (anzitutto bloccando qualsiasi possibilità di studio storico-critico del Corano) per lo sviluppo di cellule mortifere?

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