Micronote 46

images1. Dico che, prima di scagliarci contro gli altri accusandoli di fabbricare capri espiatori, dobbiamo sottoporci ad un severo auto-esame per scoprire i nostri.

2. Mi ricordo nel porto di Venezia, negli anni Sessanta, i caccia della marina militare italiana Indomito, Intrepido, Impavido e Impetuoso. Forse c’era anche l’Impresentabile, ma non l’ho mai visto.

3. Oggi nel mondo occidentale si registra una chiara frattura, che vede da un lato coloro che sostengono le ragioni dell’identificazione e della differenziazione, dall’altro coloro che difendono quelle dell’unità e dell’indifferenziazione. Con una generale incapacità di cogliere la vera complessità, e le ragioni dell’altro. Ma bisognerebbe pensare, non abbandonarsi a slogan e sentimentalismi. Rispondere anche, in modo convincente, a domande come: perché dovrei preferire una società multietnica e multiculturale ad una culturalmente omogenea?

4. Il gatto mi guarda, e mi dice: “tu sei un re”. Il cane mi guarda, e mi dice: “tu sei il mio re”. Io mi guardo allo specchio e mi dico: “sono il re di me stesso, ma sto per abdicare”.

5. Non ho mai amato Pasolini: né come scrittore, né come regista, né come altro… Niente mi ha mai detto, niente mi dice. Non è un mio autore, punto. Del resto, chi può segua il suo sentiero. Il mio non ha mai intersecato PPP.

6. Mancuso e Recalcati: bella coppia di forgiatori di banalità che paiono profonde. Hanno capito che la chiave del successo per loro è quella di far in modo che il loro lettore si senta intelligente anche quando non sia tale.

7. Litania. Corrotto, corruzione, corrotti, corruzioni, corrompere corrotti, comprare corruzioni,corrompere comprati, comprare corrotti. Amen.

8. Gli umani sono esseri simbolici. I simboli per essi sono più importanti di qualsiasi cosa, ne vivono a tutti i livelli della loro vita, anche quando non lo sanno. E anche ne muoiono, ne sono morti e ne moriranno.  I simboli hanno molto a che fare con l’appartenenza, l’unità del gruppo, la gerarchia e la differenziazione, senza le quali gli umani non possono vivere. Essi devono identificare se stessi, e non possono farlo se non escludendo ciò che non sono. Imitano gli altri in ciò che includono ed escludono. Io imparo quello che sono anche escludendo quello che non sono. Il “tu non sei” per il bambino è importante quanto il “tu sei”. Epica del negativo, del privativo.

9. Da un lato vi è la necessità di incanalare il risentimento sociale crescente, dall’altro disponibilità decrescente di mezzi per poterlo fare. Necessità, contemporaneamente, pena il collasso sistemico, di alimentare il desiderio nella sfera immaginale-mediatica, mentre alla maggioranza della popolazione è del tutto impossibile accedere alla realizzazione del desiderio instillato, e ne consegue una pesantissima frustrazione.

10. Lo sport è dopato, il calcio è corrotto, Il tifo è ridicolo.

11. “Perché non devo rubare, se lo fanno tutti?”. Me lo son sentito dire una volta, dal mio preside, che parlava di se stesso. La risposta a questa semplice domanda non è affatto semplice, a meno di non appellarsi alla legge divina, al Corano, ecc.

12. La verità è che i luoghi in cui appaiono entità femminili-divine sono luoghi di culto pagano.

13. Dall’entrata dell’Italia nella I GM è trascorsa 1 vita di centenario. Fu ieri. Da Waterloo sono trascorse 2 vite di centenari. Fu l’altroieri.

14. Quei meschini, gli italini,
ben si meritan Salvini.

15. Chi per meriti propri, o di altri, o per l’onnipotente sorte, abbia potuto occupare una posizione centrale, un Centro piccolo o grande da cui sia ben visibile, e percepire quindi come reale il suo valore, e ben guadagnato il luogo da cui si rivolge alle popolatissime periferie dei senza nome, dei non-riconosciuti, dei reietti che pullulano e sgomitano sui media, e sciamano per ogni dove nella società tecnotronica, disperatamente tentando di emergere a loro volta, e di essere riconosciuti, e di penetrare nel Centro e di stabilirvisi a loro volta, costui, come Eco e come ogni altro Autore, Maestro o maestrino, guarderà con stizza, rabbia o aperta ira, o con sarcasmo e ironia, la moltitudine di quelli che restano confinati nelle periferie e parlano e tessono infiniti vani discorsi, e si auto-propongono come scrittori, opinionisti e sapienti, non accettando di riconoscere la propria nullità. [Cavolo, che periodo, che bravo che sono!]

16. Un tempo le persone colte disputavano tra loro, ora si sputano addosso a vicenda. E sui social media non avvengono dispute ma scambi di sputi.

17. Stato contro Stato, Nazione contro Nazione, Stato contro Regione, Regione contro Comune, Regione contro Regione, ma tutti nell’Unione.

18. Ho sempre pensato che Vito Mancuso fosse portatore di un pensiero fortemente claudicante. Il suo punto debole è sempre stato il concetto di natura. Ascoltandolo parlare del suo ennesimo libro, emetto su di lui un giudizio definitivo: è un teologo da salotto radical-chic frequentato da signore di mezza cultura. Va bene per Repubblica, sì.

19. Patteggiamo, patteggiamo,
ed un gruzzolo teniamo,
ed il culo ci salviamo,
e fra un poco ritorniamo!

20. “Se Dio ha potuto creare l’universo dal nulla, può anche intervenire in questo mondo e vincere ogni forma di male. Dunque, l’ingiustizia non è invincibile” dice il papa nell’enciclica appena uscita. Chiunque affermi questo, dico io, deve pensarlo pensandosi contemporaneamente nei panni di un ebreo a Buchenwald.

21. Enciclica : “Per questo è arrivata l’ora di accettare una certa decrescita in alcune parti del mondo procurando risorse perché si possa crescere in modo sano in altre parti”. (193). Questa la vedo un po’ dura.

22. Enciclica, 204: “…l’ossessione per uno stile di vita consumistico, soprattutto quando solo pochi possono sostenerlo, potrà provocare soltanto violenza e distruzione reciproca”. Né in Bosnia, né in Iraq, né in Ruanda il massacro è nato dall’ossessione consumistica. Alle letture di Francesco e collaboratori manca Girard, senza dubbio.

23. Per la preda e il predatore,
per chi uccide e per chi muore,
per chi mangia e per chi è mangiato,
per chi prospera e per chi è malato,
per chi infetta e per chi è infettato.

24. “La mia libertà finisce dove inizia la tua”: così me l’hanno scritta nei temi centinaia di alunni. E io detesto questa frase per la sua indeterminatezza, tanto quanto l’altrettanto abusata “l’indifferenza è peggiore dell’odio”.

25. Ex comunisti ed ex fascisti uniti nell’infiammata difesa dei diritti civili e delle nozze gay: è questo il più interessante fenomeno dell’Italia di oggi.

26. Chiese il Maestro ai suoi discepoli: “Che cos’è l’uguale? Che cos’è il diverso? Quali uguali ami tu? Quali diversi? Quali differenze ami ugualmente? Quali uguaglianze ami differentemente?”

27. Favoletta rozza e reazionaria per spiegare ai bambini la differenza essenziale tra eterosessuale e omosessuale.
Tre barche in mezzo all’oceano: sulla prima tre coppie di giovani omosessuali maschi, sulla seconda tre coppie omosessuali femminili, sulla terza tre coppie di giovani eterosessuali, maschi e femmine.
I tre gruppi sbarcano su tre differenti grandi isole, molto lontane tra loro.
Dopo 50 anni, su ciascuna delle prime due isole ci sono sei scheletri, sulla terza c’è un popolo.

28. Nella nostra società l’accusa di razzismo, l’appiattimento delle argomentazioni dell’oppositore sul format razzista, è uno strumento di liquidazione dell’avversario che ha un indubbio carattere di violenza, e per dirla girardianamente, di scapegoating. Quando tu esprimi una critica all’idea di matrimonio omosessuale, puoi star certo che prima o poi, e più prima che poi, tu riceverai accuse di razzismo, gli impelagati nella psicoanalisi ti diranno che invidii il superiore piacere degli omosessuali, altri che sei preda di isterie protonaziste, ecc. ecc. Scontato che tu sia etichettato come fanatico, retrivo, ecc. E il bello è ricevere siffatte accuse, in difesa della coppia come istanza ultima, anche da quelli che negli anni Settanta erano i più accaniti smantellatori e decostruttori della coppia, del matrimonio, della stabilità affettiva, eccetera. Vedere la sinistra europea e italiana modellarsi sul radicalismo borghese che un tempo rigettava schifata è peraltro una grande soddisfazione, un piacere sublime.  

29. Cantando il loro inno nazionale gli Italiani mentono. Fin da bambini. Cantano infatti una menzogna. “Siam pronti alla morte”, cantano, e non lo sono.

30. Teoria brottiana del gender (chi ha orecchi da intendere intenda): spada, genere femminile; spadone, genere maschile; daga, genere femminile; giavellotto, genere maschile; lancia, genere femminile; fioretto, genere maschile; scimitarra, genere femminile; pugnale, genere maschile; mitragliatrice, genere femminile; mitragliatore, genere maschile; arma, genere femminile, fucile, genere maschile; pistola, genere femminile; revolver, genere maschile.

 

Annunci

One thought on “Micronote 46

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...