Mimetic Politics

far

L’antropologia mimetica di René Girard è alla base di questo brillante saggio di Roberto Farneti (Michigan State University Press, 2015), Mimetic Politics, che reca come sottotitolo Dyadic Patterns in Global Politics.  La prospettiva di Farneti, pur saldamente ancorata all’idea girardiana di mimesi, è altamente innovativa, e non manca di elementi critici nei confronti dello stesso Girard, in particolare alla sua escatologia, a quella che l’autore definisce pseudo-teologia. L’assunto di base è espresso da Farneti a p.4: «Mimetic theorists believe that mimesis is the inherent rationality of agency, that social dynamics are neither individuals nor collectives, but doubles».  A partire da questo, Farneti esamina la genesi degli imperi del passato. «The historical rationales used to explain the rise and agency of empires are biased by the assumption of the originality of the intentions that spur historical events. I will show how polities, unfainlingly, arise out of a process of harsh polarization in which two rival political entities set out to grow in size and political ambition by modulating one’s own patterns of agency on the patterns exhibited by the rival. It is  a reciprocal dynamic, in which it is difficult to track a beginning, a primal spur of the pattern». (p. 9) Noi viviamo in un contesto globale in cui è in atto un processo di radicalizzazione delle identità. Ma questo processo, secondo Farneti, non è la causa dei conflitti ma la loro conseguenza. Infatti si può osservare facilmente come i conflitti siano tanto più devastanti quanto più i rivali si assomigliano (Dal Rwanda alla Bosnia al Sudan all’Iraq), e come la rivalità porti ad una disperata accentuazione dell’identità. La ragione politica classica, secondo Farneti, non riesce a cogliere pienamente la realtà perché parte da un presupposto razionalistico e individualistico, e da una ontologia fallace: esisterebbe un soggetto autonomo, un individuo desiderante, che desidera questo o quell’oggetto per una spinta originaria, ovvero per una ragione. Il conflitto scaturirebbe dal convergere di desideri autonomi su risorse limitate e non disponibili per tutti. «We fail to capture the mimetic outlook of human discord because we are inextricably wedded to the classical belief that “we cannot have a desire except for a reason”». (p.83) Davvero molto interessanti, nella seconda parte del libro, l’analisi del pensiero di Hobbes in connessione con una teologia politica della Tomba Vuota, in cui l’Ascensione al cielo di Gesù, il suo sparire dal mondo, apre all’umano  uno spazio libero dal sacro, ma proprio per questo estremamente problematico. In ogni caso, uno spazio che si pone in opposizione alle tendenze a chiudere il gap tra la Terra e il Cielo che si intravedono un po’ ovunque oggi nel mondo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...