Taccuino di prigionia 27

4 Aprile 1944. Ieri ho ricevuto la 2ª cartolina mandata in febbraio. Ho saputo di Ciro, Minello, Miotti, Ghedin. Che fortunati! Ho risposto con una lettera stamattina ed ho spedito anche un modulo. Papà mi disse di aver spedito 3 pacchi. Io invece ne ho ricevuto uno solo.

10 Aprile. Ieri la S. Pasqua. Pioggia tutto il giorno. Non ho adempiuto ai doveri di credente e professante. Mi sento però un certo che. Devo sforzarmi per vincere questa specie di repulsione, di miseria fisica e decidermi una buona volta: confessione e comunione.
Stamane sono partiti per Trieste – Milano – Brescia e Verona circa 800 ufficiali: Aviazione, Artiglieria, Genio, Servizi, Autocentri. Fanteria niente: la solita sfortunata!
Adesso c’è un nuovo comandante del Block, un cap.no tedesco piccolino, energico.

Ieri Guido ha invitato Bosello a pranzo. Un bel risotto con lardo e salame e secondo di panini con marmellata. Alla sera sbobba di piselli e patate, secondo brasato e crauti.
Ricche sigarette offerte da Bosello e passeggiata lunga con Salamon per digerire un po’ (s’era tutti gonfi).
E Mario come l’avrà passata?

Stamattina ho lavato la camicia. Finalmente mi sono deciso dopo mesi che l’indossavo.
Bosello preso a compassione per vedermi senza camicia me ne volle regalare una di tela con maniche corte Abbastanza buona; anche a lui era stata regalata.

Anche la IV Pasqua che passai lontano da casa mi ha lasciato qualche momento di nostalgia.Però credo di essermi indurito il cuore e incallito l’animo. Una volta mi commuovevo assai di più.
Ho osservato che le Pasque passate via di Zero sono progressivamente peggiorate di anno in anno.
I a Palermo II a Moscho III a Mostar IV a Norimberga con reticolato.

In queste notti sogno stranissime cose. Ho visto serpenti che mi mordevano, assistito ad agonie di parenti e… di me stesso. Ho rivisto mamma, ma in situazioni molto ingarbugliate e tristi.

13 Aprile. Giornate piene di sole. È piacevole passeggiare la sera su quel tratto di asfalto che comincia da un cancello con reticolato e finisce in un altro cancello con reticolato. Da una parte e dall’altra una sentinella con baionetta in canna. Chissà perché ormai il reticolato mi è familiare. Mi è difficile pensare strade, prati, piazze e case senza filo spinato, senza sentinelle, senza baracche in legno, senza i capibaracca.
Ci sono diversi ufficiali che si recano in permesso a Norimberga sulla loro parola d’onore.

Anche ora (14.20) siamo in allarme. I Francesi e i Russi scappano nei rifugi appena sentono i segnali. Forse avranno subito qualche dura lezione , o forse erano presenti a quel bombardamento che distrusse decine di baracche in questo campo.
Si dice dai tedeschi che se arrivassero degli spezzoni incendiari le baracche colpite brucierebbero in pochi secondi. Bisogna stare attenti e tenere aperte le finestre: uscite di sicurezza.

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One thought on “Taccuino di prigionia 27

  1. Credo che l’indurirsi fosse una forma di difesa che nasceva spontanea per affrontare la prigionia, per non lasciarsi sopraffare dagli eventi che si dovevano affrontare giorno dopo giorno.

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