Rileggo Simone Weil 46

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Distruzione di una città, di un popolo, di una civiltà: quale azione meglio di questa dà all’uomo la falsa divinità? Già uccidere un uomo, il proprio simile, lo eleva in immaginazione al di sopra della morte. Ma uccidere qualcosa di sociale, quel sociale che è al di sopra di noi, che noi non arriviamo mai a comprendere, che ci costringe in ciò che è quasi il più interiore di noi stessi, che imita il religioso fino al punto di confondervisi salvo discernimento soprannaturale…
Il pentimento provato dai Greci per quest’azione, sentimento soprannaturale, ha valso loro il miracolo della loro civiltà.
La volontà di potenza. Rajas. È la tentazione di Adamo e quella del Cristo. (II, 210)

Secondo Simone Weil l’intera civiltà dei Greci è segnata dal pentimento (soprannaturale) per la distruzione di Troia. Ne consegue che l’intera civiltà greca è appunto un miracolo. Verrebbe da chiedersi: ma perché Cristo non è greco?
In questo passo, tuttavia, l’elemento più interessante è nella distinzione tra il religioso e il sociale. La nozione per cui il sociale imita il religioso è tuttavia erronea: il religioso è il sociale, poiché la con-fusione dei due è originaria. Si potrebbe invece asserire che il sociale che si autocomprende e si proclama non-religioso lo fa necessariamente nei termini del religioso stesso. Ogni ateismo è religione, come ogni laicismo. E quindi presenta le due caratteristiche della religione: il mito e il rito. L’umano, poi, non sfugge alla trascendenza, perché questa è costitutiva del suo essere umano. Bisogna tuttavia distinguere tra una trascendenza mondana, per così dire, che è inerente al pensiero e al suo fondamento segnico, e la trascendenza assoluta di quello che si afferma come divino. La prima è autoevidente, al punto che molti non la riconoscono come trascendenza, la seconda esige un atto della mente che è l’atto di fede di secondo grado (il primo essendo quello nella corrispondenza tra il mondo al di fuori di me e il mio senziente-pensante essere nel mondo, ovvero nella esistenza di me come soggetto).

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