Rileggo Simone Weil 28

Un mezzo di purificazione: pregare Dio, non solo in segreto rispetto agli uomini; ma pensando che Dio non esiste. (I, 385)

* * * * * * *

Questa è forse la sentenza più radicale dei Quaderni. Pregare etsi Deus non daretur.

Ma: 1) in che modo si prega pensando? Si potrebbe dire che mentre si prega si pensa, con un pensiero fondato sulla struttura della frase dichiarativa Dio non esiste. Ma l’esistenza di Dio non è l’esistenza che si predica di una mela o della befana. Si potrebbe dire che si prega all’interno della consapevolezza che colui cui si rivolge la preghiera non esiste per sé, ma solo come illusione, un prodotto, in ultima istanza, della struttura neurologica del cervello umano. In tal caso pregare Dio significherebbe pregare noi stessi.
2) Si potrebbe dire che lo sforzo del pensiero di comprendere, ovvero di afferrare (begreifen) Dio sia già una forma di preghiera? Solo se si parte dalla fede nell’esistenza di Dio, e di un Dio cui sia in qualche modo possibile relazionarsi.
3) Il pensiero della non esistenza di Dio è già un pensiero metafisico. Fondato su una proposizione dichiarativa-metafisica. In questo senso, tutto il gran darsi da fare di materialisti di ogni tipo per smontare la plausibilità della credenza è la conferma del fatto che il pensiero umano ha sempre bisogno della trascendenza, anche nella sua negazione. E il motivo è semplice: anche il pensiero più ateo è per sua natura una realtà trascendente.

Mi impressiona, in questo senso, la faciloneria con cui si usa il termine realtà (oggi molto più usato del termine verità). Esso è maneggiato da tutti in modo superficiale ed acritico. Come se non fosse una bomba metafisico-epistemologica.

Un pensiero su “Rileggo Simone Weil 28

  1. è una contraddizione pura, questa sentenza,
    come si può pregare una divinità annullandola a priori col pensiero?

    sulla realtà ci sarebbe da aprire un post a sè, (ci pensavo anche io in questi giorni)…cosa è veramente reale?
    i fatti, dove per fatti si intende la proiezione verso l’esterno di ciò che abbiamo dentro,
    oppure i fatti che ci appaiono, cioè ciò che vediamo al di fuori di noi?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...