Babel Revisited di Julee Holcombe (revisited)
Il Scritore filosofo
Questa è vera filosofia. Sia lode a Balasso!
Autoricordi: Lancia Appia
La torre
Non è solo un romanzo, è un mondo – salvato dall’oblio – il poderoso La torre di Uwe Tellkamp ( Der Turm, 2008, trad. it. di Francesca Gabelli – sia lode a lei! -, Bompiani 2012). Il mondo che le 1334 pagine del romanzo-poema di Tellkamp cantano senza elegia è quello della Repubblica Democratica Tedesca, la DDR, negli anni del suo inesorabile declino. Ho definito quest’opera un romanzo-poema perché la prosa di Tellkamp è straordinariamente poetica, ma non nel senso di un banale lirismo bensì per la creatività delle sue lunghe e avvolgenti frasi. La torre può essere letto come una immensa sinfonia, con temi che si intrecciano e si richiamano, con un continuo germinare di nuovi spunti che riconfluiscono in un immenso mare. Continua a leggere
Letteratura canadese e altre culture 3, 2
Esce il N.2 della terza serie di Bibliosofia Canada – Letteratura canadese e altre culture, a cura di Elettra Bedon e Giulia De Gasperi.
Dare il la

La ministra Fornero non gradisce essere chiamata la Fornero. In questo non amare l’articolo femminile prima del cognome, e voler quindi essere chiamata semplicemente Fornero, come Monti non viene chiamato il Monti, la contestata ministra non è sola. Molti italiani e italiane dei ceti intellettuali oggi si adeguano a tutti i modi degli Angli e dei Sassoni, avvertendo come politicamente corretto, perché non discriminante, e quindi progressivo e segno di modernità, non porre il la prima del cognome di una donna. Grave confusione tra disuguaglianza sociale e differenza. A me questo sembra davvero una sciocchezza: nel Veneto si usa dire la Maria, la Francesca, ecc., e io parlando di mia figlia dico la Beatrice, mentre non chiamo i miei figli maschi il Giacomo, il Guido. Ma un milanese magari lo farebbe. L’articolo non discrimina in effetti un bel nulla, sono usi che non hanno a che fare con la disuguaglianza, ma con la differenza. E la differenza di genere è un bene. Infatti anche mia figlia chiama le sue amiche col la davanti al nome, come tutti i veneti. Il mio grande amico Alberto Gallas mi chiamava il Brotto, e io chiamavo lui il Gallas, come forma di reciproca stima, e lo abbiamo fatto per decenni. Piuttosto, questo venir meno dell’articolo femminile, che impedisce di capire subito se la persona di cui si parla è maschio o femmina, mi sembra uno dei tanti segni del processo di indifferenziazione dilagante: un piccolo segno, ma forte.
Micronote 20
- Nella politica italiana ci sono molti galli. Ma c’è ancora un pollaio?
- Il finto cieco che prende la pensione da 30 anni è la più potente metafora della condizione della società italiana.
- In Italia l’unico pensiero conservatore serio si trova nella Chiesa. Ne servirebbe uno anche fuori di essa.
- Agli Italiani un controllo che non sia oppressivo risulta inconcepibile.
- In effetti agli Italiani risulta inconcepibile l’autocontrollo. Continua a leggere
Rondini
Guido e le foglie
Ecco un piccolo episodio che illustra come funziona la mente autistica, e i problemi che questo modo di funzionare arreca a noi normali. Accompagno a scuola ogni mattina il mio figlio autistico Guido con la Panda, che solitamente è parcheggiata in giardino sotto un olmo. D’autunno l’olmo perde le sue foglie, e durante la notte molte finiscono sul parabrezza dell’auto, soprattutto se piove e tira vento. Succede quindi spesso che Guido salga in macchina, e mi veda togliere dal vetro le foglie prima di mettermi al volante. Guido non solo è autistico, ma ha un grave ritardo mentale, e non parla: comunica come può, ad esempio in auto per richiamare l’attenzione dal sedile posteriore protende un braccio, e tocca la spalla del guidatore e indica con la mano. Spesso si fatica a comprendere cosa intenda esprimere. L’altro giorno, alle 8 di mattina, come al solito lo faccio salire auto, gli sistemo la cintura, e, non vedendo foglie sul parabrezza, mi siedo e avvio il motore. Continua a leggere
Eroici ladri di carne
Una scena simile deve essersi ripetuta per centinaia di migliaia di anni.





