Dare il la

La ministra Fornero non gradisce essere chiamata la Fornero. In questo non amare l’articolo femminile prima del cognome, e voler quindi essere chiamata semplicemente Fornero, come Monti non viene chiamato il Monti, la contestata ministra non è sola. Molti italiani e italiane dei ceti intellettuali oggi si adeguano a tutti i modi degli Angli e dei Sassoni, avvertendo come politicamente corretto, perché non discriminante, e quindi progressivo e segno di modernità, non porre il la prima del cognome di una donna. Grave confusione tra disuguaglianza sociale e differenza. A me questo sembra davvero una sciocchezza: nel Veneto si usa dire la Maria, la Francesca, ecc., e io parlando di mia figlia dico la Beatrice, mentre non chiamo i miei figli maschi il Giacomo, il Guido. Ma un milanese magari lo farebbe. L’articolo non discrimina in effetti un bel nulla, sono usi che non hanno a che fare con la disuguaglianza, ma con la differenza. E la differenza di genere è un bene. Infatti anche mia figlia chiama le sue amiche col la davanti al nome, come tutti i veneti. Il mio grande amico Alberto Gallas mi chiamava il Brotto, e io chiamavo lui il Gallas, come forma di reciproca stima, e lo abbiamo fatto per decenni. Piuttosto, questo venir meno dell’articolo femminile, che impedisce di capire subito se la persona di cui si parla è maschio o femmina, mi sembra uno dei tanti segni del processo di indifferenziazione dilagante: un piccolo segno, ma forte.

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6 thoughts on “Dare il la

  1. Ciao prof. sono d’accordo con quello che dici, ma forse è abbastanza naturale per noi veneti e molto meno per gli altri dialetti.
    in ogni caso prendersela per così poco ha poco senso visto che le cose a cui pensare sono ben altre.
    Buona serata.

  2. Io so che in italiano mettere l’articolo davanti ai nomi propri è sbagliato, detto questo, chiamo tutte le mie amiche con il la davanti, ma le colleghe, quando le chiamo per cognome, le chiamo come chiamo i miei colleghi maschi, senza l’articolo davanti o, al massimo, col titolo (dott.ssa) che, per fortuna, è corretto anche al femminile senza storpiature strane (tipo ministra, per l’appunto). A meno che non le chiami per nome e allora uso il la per tutte :-)

  3. Mi permetto di osservare che “ministra” non è una storpiatura, ma il ritorno di un termine che troviamo già in Dante :

    Colui lo cui saver tutto trascende,
    fece li cieli e diè lor chi conduce
    sí, ch’ogni parte ad ogni parte splende,
    distribuendo igualmente la luce:
    similemente alli splendor mondani
    ordinò general ministra e duce
    (INFERNO – CANTO SETTIMO vv. 73 e sgg.)

    Ergo, io mi sento pienamente legittimato ad usarlo :)

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