Antenati

La nostra è una società senza culto degli antenati, radicalmente privata delle radici. Quasi sempre la stessa conoscenza dei puri e semplici nomi degli antenati è assente. La frattura che interviene nella catena delle generazioni è una espressione dell’individualismo e del nichilismo del soggetto contemporaneo. Forse però è anche l’altra faccia della libertà individuale di cui godiamo.

Nella vecchia foto i bisnonni materni Gaetano Ghedina e Teresa Dal Bon, a Cortina D’Ampezzo, luogo d’origine della famiglia. Per scarsa attitudine al governo dei beni materiali, i due coniugi persero tutta la loro fortuna (tra cui il bel laghetto Ghedina), e mio nonno Gino dovette guadagnarsi da vivere con la sua arte di pittore.

Pellicani

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Dal punto di vista del cibo gli animali si dividono in tre grandi gruppi: quelli che mangiano solo vegetali, quelli che mangiano solo altri animali, e quelli che mangiano vegetali e animali. Noi umani apparteniamo al terzo gruppo. Quelli del secondo gruppo possono essere suddivisi in vari sottogruppi in relazione al modo in cui si procurano il cibo, e in particolare in relazione al modo in cui uccidono la preda e la mangiano. I modi di consumo dell’oggetto di nutrizione sono essenzialmente due: ingoiamento dell’oggetto intero (morto o ancora vivo), o suo sbranamento. Continua a leggere

Il mappamondo

Nel 1959, nell’appartamento in cui abitavamo a Venezia, in Campo San Giacomo dell’Orio, eravamo in cinque: mio padre, mia madre, la zia Maria, mio fratello Paolo, e io. Oggi sono andato al cimitero di Zero Branco, a portare fiori sulla tomba del mio bisnonno paterno Tomaso e dei suoi discendenti.  Quattro dei membri della mia famiglia di allora, di quel 1959, dormono là insieme  il sonno eterno. Paolo è morto nel 1993, a 41 anni. Oggi lo ricordo così, vicino al mappamondo che ci regalarono in quell’anno lontano, che aveva una luce al suo interno, che si poteva accendere e spegnere. Era bello guardarlo luminoso in una stanza buia.

Babilonia

Babilonia. All'origine del mito

Per chi come me non è assiriologo di professione (ma in gioventù è stato tentato di aspirare a diventarlo), il libro di Paolo Brusasco Babilonia. All’origine del mito costituisce una lettura interessante di un testo di divulgazione alta.  L’affresco che Brusasco offre è vasto, e spazia dalla condizione attuale del luogo ove sorgeva la città (con le terribili e devastanti conseguenze delle Guerre del Golfo)alla storia della cultura babilonese. L’autore si propone di sottrarre in qualche modo Babilonia dalle conseguenze negative  e fuorvianti delle maledizioni bibliche facendone risaltare il ruolo di civilizzazione, di faro e di laboratorio sotto tutti i profili – tecnico, architettonico, teologico, ecc.  Di certo dopo la lettura di questo libro ricorderò il significato del nome Nabucodonosor: “Nabu proteggi il mio bambino”. Nabu era il dio della sapienza.