Adulterio & altri diversivi

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Tutti quanti abbiamo un grosso potenziale impossibile da realizzare entro i confini necessari a tessere il tutto. Lavoro e matrimonio sono le nostre massime prigioni. Quando le chiedeva cosa non andava, e come faceva lui a capire se lei non gliene parlava, gli ribatteva che se solo le avesse dedicato un attimo di attenzione avrebbe capito da solo. Qualunque intimità, si sa, è un potenziale inferno. Alistair definiva il sesso con la moglie “scopata d’obbligo”. (pp. 16-17)

Questo è un passo di Adulterio & altri diversivi, (Adultery & Other Diversions, 1998, trad. it. di G. Granato, Adelphi, Milano 2000), di Tim Parks, scrittore intelligente e moralista nel senso autentico di indagatore dei costumi e degli atteggiamenti umani (e italiani). In realtà, il libro parla poco, e solo all’inizio, di adulterio, ma tocca molti temi, tra cui quello della traduzione da un’altra lingua, su cui Parks, che ha…

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Heliopolis

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Può essere a tratti strana l’impressione che si prova leggendo Heliopolis (Heliopolis, trad. it. di M. Guarducci, Guanda, Parma 2006) il romanzo di anticipazione che Jünger pubblicò nel 1949. Si ha la sensazione di leggere uno strano ibrido tra fantascienza e Goethe. Una visione complessa di una società dominata dalla tecnica ma ancora pervasa di umanesimo aristocratico, con intuizioni sul futuro tecnicizzato dell’umanità che si alternano a squarci di narrazione tradizionalissima, ma mai scontata. Come nel dibattito tra gli amici alle pagine 106 – 111, in cui ciascuno è chiamato a esprimere la propria idea della felicità, un passo che rimanda alle origini arcaiche della letteratura e della saggezza. C’è un brano che mi pare una vera profezia dei nostri anni (in parte ex eventu, ma solo in piccola parte), in cui soprattutto mi inquietano molto queste parole: Alla fine non c’era più nulla di insulso, di…

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Micronote 42

zab
1. Tutti questi critici della finanza internazionale, questi soloni pronti a fare la morale in ogni occasione, questi insonni denunciatori della corruzione politica, della burocrazia soffocante, delle ingiustizie subite dai disabili, tutti costoro si inchinano felici davanti al dio Calcio, lo adorano, non ne criticano la mostruosa metastasi, non vogliono vedere la sua vera natura di gigantesco intreccio di interessi economici. E il fatto che per un singolo incontro di campionato si siano dovuti impegnare 1000 poliziotti non li sveglia dal loro sonno di drogati.
2. Dicono che l’unica soluzione del conflitto israelo-palestinese sia la creazione di due Stati. Da dove traggono questa certezza? Due popoli che si odiano, anche quando si formino due Stati differenti continueranno ad odiarsi, e la violenza non finirà. Vedi Pakistan ed India, con guerriglia ai confini, attentati sanguinosi, e conflitto aperto sempre incombente. E uno Stato palestinese governato da Hamas non sarebbe mai in pace col suo vicino, anche se Israele rientrasse nei confini del 1967.
3. Di norma in Italia per i potenti non esiste responsabilità alcuna, di norma in Italia nessuno che sia ricco e ammanigliato paga per i reati commessi, salvi i casi di particolare sfortuna. È vero anche che la maggior parte dei diavoli poveri e meno poveri che saccheggiano le case altrui gode di impunità quasi totale. Ormai siamo oltre il Pecos, diciamo.
4. Quant’è più fico parlare di job anziché di lavoro. Senti come lavoro sa di fatica e di sudore… Invece job, anzi jobs, è frizzante, fa tanto happy hour, ricorda lo spritz e i tappi che saltano. E poi ricordalo: se puoi usare un’espressione inglese al posto dell’italiana, fallo sempre che è meglio. Sii smart, come la tua city, boy.
5. Prendere il 40% dei voti del 40% degli aventi diritto al voto non rivela un grande consenso sociale, diciamo…
6. «Guardatevi, miei cari, dalla falsa profondità e dalla finta prossimità» disse il Maestro.
7. Destino politico dell’Italia: grande Centro eternamente al potere, Sinistra-sinistra e Destra -destra eternamente fuori. Capito?
8. Hanno deciso che Obama è un nero. Ha una madre bianca e un padre nero, dunque è tanto bianco quanto nero, ma lui è il primo presidente afroamericano della storia. Il 50% di sangue nero, dunque, nella definizione della sua identità personale conta di più. Perché uno col 50% di sangue nero non è puramente bianco. Ovviamente qui la biologia non c’entra nulla, c’entrano la cultura e l’ideologia. Dunque, per non essere nero occorre essere totalmente bianco, e dunque, comunque si veda la cosa, è sempre una questione di stigma, o, a dirla differentemente, una questione di razzismo. Io penso che nell’essere nero di Obama sia inscritta una tragedia.
9. Se al Movimento 5 Stelle si sottrae l’Espulsione, di cui quella compulsiva di un parlamentare dopo l’altro è la manifestazione più superficiale, gli si sottraggono la sua essenza e la sua missione. Un movimento che ha sempre avuto come idea fondativa quella del tutti a casa, cioè di un’espulsione generalizzata del marcio, finisce necessariamente per mandare a casa se stesso.
10. Gli argomenti razionali possono funzionare nel confronto tra ragioni. Dove entrano in campo le fedi, gli argomenti razionali perdono forza, non possono persuadere alcuno.
11. Per avere successo oggi un politico deve: essere rozzo, spararle grosse, non leggere libri, e mentire, mentire, mentire.
12. Anche la fede nelle primarie, come tutto ciò che ha fragili basi negli entusiasmi mal fondati, sta spegnendosi. La politica senza idee, senza serietà e senza sostanza si avvolge su se stessa, e più che generare mostri produce aborti.
13. Una moneta debole parallela all’Euro forte? Una moneta che nessuno vorrebbe? Quos Deus perdere vult dementat prius.
14. La questione oggi è: quali sono le cause che hanno fatto dell’Italia un paese così corrotto?
15. Mai nessuno nell’intera storia umana ha compreso tanto poco la realtà che è pagato per studiare, ottenendo tanto ascolto e prestigio, ed esercitando tanta influenza, essendo nel contempo tanto arrogante. Parlo degli economisti.
16. «Siamo tutti stranieri». Certo, è vero: anche Unni, Mongoli, Sciti, ecc. ecc., furono stranieri. Anche gli Spagnoli in America, anche gli Inglesi in India, anche gli Europei in Africa. «Siamo tutti invasori».
17. Il rapporto tra fotografia e verità è stato sempre incerto, dialettico, e spesso apertamente conflittuale. L’avvento del Photoshop significa l’espulsione finale dei residui di verità dal mondo immaginale.
18. Chi ricorda che negli anni Ottanta tutti pensavano che il Giappone si stesse avviando a dominare il mondo?
19. Leggiamo le tavolette di argilla dei Sumeri, tra cento anni e anche meno nessuno leggerà nulla di noi, e le foto digitali saranno tutte svanite. Dove siete voi, floppy disk?
20. La scuola come la pensano i pedagogisti, massimi responsabili della sua distruzione. Gente per cui la parola studio è una bestemmia—che non proferiscono mai—e la cui insulsa retorica imbastisce vacue argomentazioni, prevedibili in ogni dettaglio. Venerano le innovazioni tecniche e i ritrovati tecnologici di ogni tipo, mentre le scuole cadono a pezzi e la carta igienica per gli studenti deve essere comperata dalle famiglie.
21. Non mi pare che ospitare le Olimpiadi faccia bene ai Paesi fragili… Sicuramente fa bene alla ricerca chimica e farmacologica globale.
22. Le menti troppo logiche non riescono ad attingere e comprendere ciò che negli umani si sottrae alla pura logica. Che è moltissimo, e spesso decisivo. E non sempre è irrazionale.
23. Superficialità, tu sei la dea di questa era declinante.
24. In Italia sarebbe possibile oggi girare un film o un telefilm in cui il villain fosse un nero o un gay?
25. Ovunque gli schemi si ripetono: un sottobosco di traffici indicibili che le autorità sembrano ignorare finché tutto crolla…

Arredamento

Avatar di Fabio BrottoGuido e l'autismo

Guido 14

Nel corso degli anni, l’arredamento della nostra casa è stato progressivamente alterato, condizionato e impoverito dall’autismo iperattivo di Guido. Vediamo quali importanti elementi di un arredamento che rendeva bella e piacevole l’abitazione sono scomparsi.
Prime furono le tende alle finestre, che il piccolo Guido con grande forza tirava e staccava. Ora le finestre di entrambi i piani sono spoglie.
Vennero poi i soprammobili. Guido li lanciava—e continua nel suo amore per il lancio di oggetti di ogni forma, peso e natura. Eliminati. Mia moglie ama molto andare per mercatini, e acquistare oggetti e oggettini, ma poi…
Seguirono i lampadari pendenti dal soffitto. Ne avevamo di belli. Il piccolo Guido amava accenderli e poi, salito su una sedia o un tavolo, farli pericolosamente oscillare. Eliminati.
Poi fu il turno dei tappeti. Nel tempo ne avevamo acquistato diversi, persiani e di altra origine. Ma Guido ad un certo punto iniziò…

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L’Amore in sé

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Che cos’è l’Amore in sé? Il titolo del raffinato breve romanzo di Marco Santagata (Guanda, Parma 2006) potrebbe anche scriversi L’amore in sé con l’a minuscola. Il senso sarebbe lo stesso? Poiché il titolo è stampato a caratteri maiuscoli la cosa comunque rimane ambigua. Questo romanzo mi ricorda la famosa tenzone duecentesca, il dibattito in rima tra Pier della Vigna e Jacopo Lentini e Jacopo Mostacci sulla natura dell’amore.
Non è un caso. Il protagonista di questo romanzo, infatti, è un professore universitario di letteratura italiana, che si trova in Svizzera a tenere delle lezioni accademiche sul Petrarca. Lezioni che (fortunatamente!) tendono a discostarsi gradualmente dall’accademico. Mentre Fabio (un mio omonimo, ohibò) sta presentando agli studenti una sua analisi del sonetto La vita fugge, e non s’arresta un’ora, e rispondendo ad un’obiezione di una giovane ascoltatrice, gli escono dalla bocca le parole « Vede, Bubi è il…

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Leggere Lolita a Teheran

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Il matrimonio è anzitutto una questione di potere e di libertà. Una società non è libera se i suoi membri di sesso femminile non possono scegliere liberamente chi sposare (e nell’Iran khomeinista non possono farlo e non possono fare molte altre cose). I grandi romanzi occidentali, come Lolita, Il grande Gatsby e Orgoglio e pregiudizio, che Nazar Nafisi analizza con acume, sono fattori di liberazione, perché mettono in luce il conflitto tra le ragioni dell’individuo che vuole essere libero e la logica del potere totalitario che vuole far sognare a tutti il suo proprio sogno. Sono le idee fondamentali espresse da Nazar Nafisi nel suo Leggere Lolita a Teheran (Reading Lolita in Tehran, 2003, trad. it. di R. Serrai, Adelphi, Milano 2004). Un libro che dice molto sulla condizione femminile, sul matrimonio e sul potere, scritto da una studiosa di letteratura inglese che insegnò per anni…

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Il cervello autistico

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templ  Il cervelloautistico. Pensare oltre lo spettro, di Temple Grandin e Richard Panek , (The Autistic Brain. Thinking Across the Spectrum, 2013, trad. it. di M. A. Schepisi, Adelphi 2014) ha un sottotitolo significativo: il libro non parla solo del funzionamento della mente autistica riportandolo al cervello e alle differenze tra cervelli, ma dei tipi di funzionamento generale delle menti umane, che sono per la Grandin sostanzialmente tre. Le idee su cui si incardina l’argomentazione sviluppata nel libro sono due: 1) l’autismo è prodotto dal cervello, ed è dunque una realtà essenzialmente neurobiologica; 2) esistono tre fondamentali modalità di pensiero (verbale, per immagini e per pattern), sia negli autistici che nei neurotipici, e non sono rigorosamente separate, ma possono convivere e interagire tra loro, sia nell’individuo che nella relazione sociale.  Si vede dunque come Temple Grandin abbia corretto la sua precedente estensione a tutte le persone con…

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Uomini e topi

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Se si considera la figura del topo nell’immaginario occidentale dell’ultimo secolo, quale appare mediato dal cinema e dalla televisione, non si può non rimanere stupiti. Dal Topolino di Disney a Geronimo Stilton passando per Topo Gigio e per una moltitudine di roditori umanizzati, tutti appaiono eroi positivi, mentre i loro principali antagonisti, i gatti, svolgono il ruolo di villains.
Ora, questo è un colossale rovesciamento della realtà, ove il topo nelle sue varie specie, dal topolino delle risaie al ratto delle chiviche, è stato per l’umanità una peste, che consuma le risorse alimentari, porta malattie, rovina i libri, ecc. ecc. Un animale da cui l’umanità si è sempre dovuta difendere. Mentre il gatto è stato un animale benefico, non a caso compagno dell’uomo da migliaia di anni. Qui ovviamente non regge l’obiezione che in natura c’è posto per tutti, perché nel suo meraviglioso ordinamento anche il topo e la…

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D’un tratto nel folto del bosco

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Ho letto questa favola per adulti di Amos Oz, D’un tratto nel folto del bosco (Feltrinelli, Milano 2005). Il racconto è un apologo sull’intolleranza del diverso e sulla solitudine del ribelle. In un villaggio isolato d’un colpo tutti gli animali spariscono, compresi gli insetti e i pesci del fiume. Per anni la comunità stende un velo sull’accaduto, e ai bambini si narra di un demone Nehi, che infesta il bosco, e si aggira di notte anche nelle strade del villaggio. Due fanciulli, infine, decidono di scoprire dove siano finiti gli animali, e si inoltrano nel bosco. Tipica situazione favolistica. Non mi ha soddisfatto. L’idea di tutti gli animali carnivori ed erbivori che in un luogo segreto vivono insieme come fratelli (il che comporta, poi, un cambiamento di dieta ed abitudini dei soli carnivori, che si abituano a mangiare un vegetale dal sapore di carne, il carnemone) mi sembra…

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