Ante Pugnam

Vedea Berlusco Milanese su ‘l corno destro de l’oste sua le schiere de’ Padani verdi per lo colore de l’arme e stemmi, e ne lor volti per la rabia de lo perduto foederalismo; e vedea anco lo Boxone da Gemonio lor duce, co ‘l filio Trotarello e li famuli e scudieri e capitani guatare torvi al centro de li inimici il gran Casino, ch’ei Berlusco avria voluto trar da la parte sua co’ premi e condotte e castella. Ma lo Gemoniese stimava ‘l Casino un fil di paglia, e ‘l centro de l’essercito suo debile e pronto a esser franto, sì che mal celava l’intenzion sua di forzare, e dar l’assalto pria che ‘l fetor de la neapolitana feccia, che tenea ‘l Berlusco in sua reserva, ammorbasse li Lanzi Bergamaschi.

Ma pur sappiendo l’oste sua divisa, e temendo no infedel li fusse, il Berlusco ne’ li precordi sui gaudeva, poi che vedea l’arme de li inimici sui esser divise, e dubia la vertude de li efemenati guerrier del Vendola Pugliese, cui li democratici assegnorno lo baston del comando, ché increbbe lor mal consigliati Bersano cunctatore, et essi elessono un cianciator d’onne fandonia pleno.

Dal Bellum Foederale I dell’umanista Broctino da Zairo

La capanna nella vigna 7

Come l’armonia invisibile è, secondo Eraclito, più importante di quella manifesta, così un atto di violenza segreto è più tremendo di uno aperto. (p. 136)

La diffidenza nei confronti di chiunque si accosti al proprio oggetto al di là degli apparati è uno dei segni dell’epoca della tecnica e del suo progresso. Risulta sospetto, per esempio, il tale che, leggendo la Bibbia, aggiunga una nuova osservazione senza essere un professore di teologia. Ma, anche se lo fosse, ci sarebbe da fare una distinzione ulteriore tra studiosi dell’Antico e del Nuovo Testamento.
Ciò significa però rovesciare le cose, perché questo tipo di conoscenza specialistica costituisce una delle ragioni per cui si è esclusi dalla ricchezza originaria degli oggetti. Mosè e Cristo si sono rivolti a spiriti di ben altra natura e continuano a farlo anche oggi. Un sarto, un giardiniere, un contadino, un pescatore possono essere più vicini al testo e attingere alle sue sorgenti più profonde, non certo in virtù della loro professione, bensì della loro ingenua freschezza. Ci leggeranno qualcosa di nuovo, ne ricaveranno un’acqua vitale, e quella novità verrà a coincidere con il testo antico, con il testo sacro originario che ancora si rivela nella Parola. La fatica di Sisifo degli eruditi della Scrittura, invece, che porta nel vuoto su strade sempre più sottili, andrà dispersa. (p. 194)

La capanna nella vigna 6

La croce sta nel fatto che l’essere umano è allo stesso tempo la più reale delle realtà e la più astratta delle astrazioni. È la doppia lama della forbice con cui è incisa la sua misura, per un breve istante. (p. 125)

La capanna nella vigna 5

I tibetani, costruendo i loro monasteri, devono evitare i disegni simmetrici che attraggono i demoni. Il perché di un simile divieto si capisce già solo pensando alla specularità. Una delle tendenze vitali primarie punta a sottrarsi con sempre crescente libertà all’obbligo della simmetria: è un fenomeno che possiamo osservare sia nella genealogia degli animali sia nell’arte. La tecnica invece è essenzialmente incline a creare figure non solo simmetriche, bensì addirittura congruenti e dovrebbe dunque – se si vuole dar credito ai tibetani – predisporre delle vere e proprie piste di atterraggio per i demoni. La cosa non è improbabile, visti i suoi successi. Ne è indizio tutto ciò che va al di là delle intenzioni (p. 114)

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Da un punto di vista girardiano, il senso è trasparente. Dietro ogni simmetria si celano i demoni della mimesi violenta.

Marpionne

Nel 2010 le vendite di auto FIAT sono andate malissimo. Marchionne vuole aumentare la produttività degli stabilimenti italiani. Ma il problema che deve risolvere è quello della bassa produttività degli operai di Mirafiori e Pomigliano o quello della scarsa appetibilità delle auto FIAT? Non è forse un problema di qualità prima che di numero? This is the question, Marpionne.

La capanna nella vigna 4

La grandezza di san Martino non sta tanto nel fatto che egli porga aiuto, quanto nel fatto che egli porga aiuto immediatamente al prossimo sulla via. È questa la virtù che sfiora il miracolo. (pp. 51-52)

L’umanità faziosa è più spregevole della barbarie. (p.76)

Fintanto che c’è un libro a portata di mano e il tempo di leggerlo, nessuna condizione potrà mai essere disperata, né del tutto priva di libertà. (p. 99)

[Per questo nei gulag comunisti di solito non ci sono né libri né tempo. – F.B]

Islam e Cristianesimo

Perché Islam e Cristianesimo possano convivere pacificamente occorrono delle condizioni precise. Penso che la storia lo dimostri in modo inconfutabile. La condizione prima è che la comunità cristiana o quella musulmana debbono rappresentare, nel territorio dato, una piccola minoranza. La condizione seconda è che in quel territorio esista un potere sovrano forte e deciso, e non democratico. In qualsiasi Stato debole o democrazia ove esistano una comunità musulmana forte e una comunità cristiana anch’essa forte, lo scontro inter-religioso sarà sempre inevitabile. Non conosco alcun caso di convivenza pacifica tra due comunità altrettanto forti e dedite ad un intenso proselitismo. Il Libano è un caso limite, e la comunità maronita e quella sunnita e quella sciita hanno avuto i loro eserciti. Ma anche tra una comunità sciita forte e una sunnita forte non è possibile la convivenza pacifica. Ovunque poi differenti religioni siano convissute in pace, lo hanno sempre fatto sotto un potere formidabile. Non si tiri dunque in ballo Akbar o il califfato in Spagna.

Cristianofobia

Nelle Maldive la religione di stato è l’Islam sunnita, e la legge si fonda sulla Sharia. Mi pare interessante, per capire le attuali tensioni in Africa, con le stragi di cristiani (e non solo), quanto dice il mullah Ahmed Al-Qataani in una intervista del 2000  ad Al-Jazeera, riportato in inglese qui, in un sito web maldivese.
I musulmani ritengono che l’Africa stia subendo una gigantesca cristianizzazione, e che essi stessi, che un tempo erano la grande maggioranza degli abitanti del continente, ora siano ridotti ad un terzo. Al-Qataani pone una differenza tra evangelizzazione (invitare una persona ad abbracciare una religione) e cristianizzazione (cioè approfittare di debolezza e povertà per strappare persone di fede musulmana alla propria religione). Mi pare che l’intervista esprima bene il senso di una invasione, di una violenza subita. “Ogni ora 667 musulmani si convertono al Cristianesimo, ogni giorno 16.000 musulmani si convertono al Cristianesimo, ogni anno 6 milioni di musulmani si convertono al Cristianesimo”. Le comunità umane si identificano in usi/costumi/religione, e reagiscono quando si avvertono in qualche modo aggredite in questo trinomio. Prima dell’ 11 settembre, e dei torbidi di Alessandria,  il tema si poneva già.