Non ci si può impedire di amare. Ma si può scegliere ciò che si ama.
Bisogna amare ciò che è assolutamente degno d’amore, non ciò che è degno sotto certi aspetti, indegno sotto altri (Platone).
Niente di ciò che esiste è assolutamente degno d’amore.
Bisogna dunque amare ciò che non esiste. (II, 142) Continua a leggere
Zabaione
Crolli
Crollano le scuole. Ma è la Scuola italiana che è crollata, anche se molti fingono ancora di non essersene accorti. In pochi anni due crolli catastrofici (più molti episodi minori in cui non ci sono stati morti, e che tuttavia segnalano una situazione diffusa, estremamente precaria e pericolosa). Continua a leggere
Rileggo Simone Weil 35
Amare con distacco. Sopportare il pensiero che coloro che amiamo, a cui si pensa con amore, sono mortali, forse sono morti nell’istante stesso in cui si pensa a loro. E’ un dolore. Non cercare consolazione a questo dolore; ma sopportarlo. Si sopporta questo pensiero tanto meglio quanto più si ama. Non pensare mai ad un essere umano, se non lo si ha accanto, senza pensare che forse è morto. (II, 139) Continua a leggere
Rileggo Simone Weil 34
Tutti i problemi si riducono al tempo. (II, 136) Continua a leggere
Barak Hussein Obama
Sul neoeletto presidente americano mi vengono in mente solo tre semplicissime e banalissime osservazioni.
Il suono del nome è quello di un principe saudita, non quello di un presidente USA. Questo significa molto, secondo me. Anzitutto entro l’orizzonte della rappresentazione in cui i nomi acquistano un potere ed una consistenza che eccede di gran lunga il loro valore semantico e la loro funzione comunicativa. Obama il presidente, Osama il suo peggior nemico. Una b al posto della s. Continua a leggere
La chiesa di Sade 4
Il saggio di De Benedetti si muove nella tradizione di quella forma del pensiero critico che opera per smascheramenti. Qui viene smascherata l’ideologia della Modernità, con i suoi diversi corollari. E vi sono punte acuminate e sorprendenti. Ad esempio, l’accostamento di Sade alle teorie della decrescita (p.79); o l’interpretazione del movimento gay, o le considerazioni sul trapianto d’organi (p. 87). Le descrizioni sadiane dei costumi dell’immaginario regno di Butua appaiono a De Benedetti sinistre profezie razionali degli sviluppi del nostro presente. Continua a leggere
4 novembre
E dunque festeggiamo il 4 novembre. La data di una vittoria militare. Una inutile strage. Premessa di regimi totalitari. Premessa di una seconda e peggiore guerra. Premessa di una alleanza con i nazisti. Premessa della perdita definitiva dell’onore nazionale. Una vittoria acchiappata per un soffio, all’italiana, dopo disfatte di ogni tipo e prima di una totale disfatta militare nell’ultima guerra possibile, combattuta dalla parte sbagliata. Amen.
La chiesa di Sade 3
L’opposizione di Sade alla pena di morte comminata dallo Stato, parallela alla sua incondizionata adesione alla tortura e uccisione perpetrate da privati, non è affatto contraddittoria. De Benedetti vede anche qui una vicinanza a Sade di gran parte della società occidentale contemporanea. Continua a leggere
Poesia della domenica
Passaggi di Carolyne Van Der Meer
Raggi a chiazze polverose danzano
sulla consunta tappezzeria satura di fumo.
Mi appoggio all’indietro sulla rigida sedia di quercia,
una copia squinternata di Jane Eyre tra le mani,
tutta presa dagli scambi arguti, appassionati,
tra lei e Rochester il traditore. Continua a leggere
La chiesa di Sade 2
Il sadismo pervade sempre più la nostra società grazie al “processo di valorizzazione delle merci”, che è evidentemente collegato, secondo De Benedetti, al Sessantotto e alla sua rivoluzione sessuale (p.24), ed è “tutto interno alla nostra libertà, ne è una dimensione essenziale e per certi versi inevitabile” (p.28). Essendo un potere assoluto sulla vita altrui, quello che Sade invoca elevando la natura a realtà intrascendibile e negando radicalmente Dio si invera nell’attuale tecnoscienza, la quale esprime la stessa hybris che su scala minima esercitano i personaggi delle opere sadiane (p. 32). Continua a leggere




