Il tiranno e il suo pubblico

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La figura del tiranno e la condizione della vita sotto la tirannide sono una creazione del mondo greco-romano, una rappresentazione che ha percorso l’intera storia dell’Occidente mantenendo dei caratteri che sono costanti. Questi caratteri tornano continuamente alla luce anche in situazioni in cui gli ordinamenti politici sono democratici. Ad esempio, la natura semi-ferina del tiranno, il suo portare costantemente una maschera, il suo disordine sessuale e le sue perversioni. Continua a leggere

Rileggo Simone Weil 55

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Poiché per la teologia cattolica la Santa Vergine occupa in cielo un posto capitale, non si tratta di Maria, ma di qualcosa che si trova con il Verbo in un rapporto analogo al rapporto di Maria con Gesù; altrimenti come la si potrebbe mettere al di sopra degli stessi angeli? E’ Demetra; la Grande Madre; Astarte, Cibele, ecc. La Santa Vergine si è incarnata in Maria come il Verbo in Gesù. Ed è proprio questo ciò che Platone chiama qui la Madre. Ma che cos’è? (III, 7) Continua a leggere

Zabaione 2008 (II)

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Ho pubblicato nella pagina LECTURAE del mio sito una raccolta di post dello Zabaione dell’anno scorso (seconda e ultima).

http://www.bibliosofia.net/files/Zabaione_2008_2.htm

Concertone

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Il Concertone del 1 maggio, che con regolarità si celebra a Roma, è un evento su cui riflettere. Devolvendo i 100.000 euro del suo compenso per una iniziativa benefica, Vasco Rossi mostra quali siano i compensi che i sindacati pagano alle star che devono intrattenere i giovani della piazza. Poiché si tratta di puro intrattenimento, che rivela il pieno inserimento dei sindacati stessi nella logica dell’ordinamento socio-politico-mediatico berlusconiano. Ovvero nella Società dell’Intrattenimento di Massa. Quali segni lasci l’evento nella coscienza del Paese, oltre le tracce di cui si occupa il mattino seguente il servizio di nettezza urbana, non è possibile dire. Continua a leggere

Rileggo Simone Weil 54

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Dioniso, dio della follia mistica, è senza dubbio identico all’Amore. (III, 36)

Simone Weil vede in quella che lei chiama la Grecia il vero precursore del Cristianesimo. In qualche modo la storia e la carne di Israele sono sostituiti in lei dallo spiritualismo dell’India, dell’Egitto e della Grecia. Ed è evidente come lo spargimento di sangue reale del rito nelle sue pagine sia misti-ficato simbolicamente. Affermare l’identità di Dioniso e Amore significa infatti allontanare lo sguardo dallo sparagmos, che del dionisismo rappresenta il nucleo primigenio e insuperabile. Significa non porre apertamente la questione del sacrificio, del cuore violento della religione. Continua a leggere

Risorse

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Un principio fondamentale che nessuno può mettere in discussione è il seguente: in presenza di una disponibilità di risorse limitata, una popolazione non può crescere illimitatamente. Le risorse del pianeta Terra sono limitate, ergo la popolazione umana del pianeta non può crescere illimitatamente. Coloro che sostengono che tutti i problemi si risolverebbero con una spartizione equa di ciò che è disponibile non possono rispondere a questa semplice domanda: assumendo una spartizione giusta ed equa di tutte le risorse, fino a che punto la popolazione terrestre potrebbe crescere numericamente? 15 miliardi? 30 miliardi? Continua a leggere

Rileggo Simone Weil 53

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L’energia soprannaturale è lo Spirito , la cui immagine nel Vangelo è il fuoco. La folgore e il fuoco sono in Eraclito immagini dello Spirito Santo. (III, 19) Continua a leggere

Riluttanza

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RILUTTANZA, una poesia di Robert Frost nella traduzione di Franco De Poli per Guanda, 1961. L’ultima strofa è la mia epigrafe.

Fuori, tra i campi ed i boschi,
al di là delle mura ho camminato;
ho salito i colli della bella vista,
ho guardato il mondo, e sono ridisceso;
per la via maestra sono tornato a casa.
Ed ecco, tutto è finito.

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Disastri

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Penso che nessun governo italiano possa fare progetti di lungo periodo senza mettere in conto l’eventualità di grandiosi disastri naturali, che richiederanno enormi capitali per le necessarie ricostruzioni. Cerco di ricordare, così alla buona, le catastrofi più o meno naturali che hanno devastato il Paese durante la mia vita (dal 1950). Mi vengono in mente alluvioni e terremoti. Ne cito alcuni. Continua a leggere