Rileggo Simone Weil 66

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Bisogna accettare completamente la morte come annientamento.
La credenza nell’immortalità dell’anima è nociva perché non è in nostro potere rappresentarci l’anima come veramente incorporea. Così questa credenza è di fatto credenza nel prolungamento della vita, e nega l’uso della morte. (III, 189) Continua a leggere

Nobel

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Il Nobel per la Pace ad Obama, un presidente americano all’inizio del suo mandato, è una follia. Ma è una follia che riflette in pieno i caratteri fondamentali della nostra epoca, che anzitutto è un’epoca dell’impazienza, della precipitazione, e della scommessa sul futuro. Se sono razionali i futures sul prezzo del petrolio, allora è razionale anche assegnare il Nobel ad un presidente che potrebbe ordinare da un giorno all’altro un attacco militare su grande scala.

La vecchia e i fiori

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Nel corso della mia vita raramente ho visto compiere dei gesti per gratuito amore della bellezza. Solitamente, quando la gente, e in particolare la gente italiana, cura la bellezza, lo fa perché si tratta della bellezza delle cose proprie, a cominciare dalla propria persona per finire al giardino, all’auto, alla casa, ecc… La cura della bellezza è sempre legata ad un interesse proprio, e anche la bellezza pubblica, di cui si dovrebbe occupare chi amministra città e regioni, viene curata in relazione allo “sviluppo”, e mai per se stessa. Per questo, vedere qualcuno che opera per puro amore della bellezza di cose non sue mi riempie di stupore e di gioia. Continua a leggere

Rileggo Simone Weil 65

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La sofferenza come koan. Dio è il maestro che fornisce questo koan, lo colloca nell’anima come una cosa irriducibile, un corpo estraneo non assimilabile, e costringe a pensarci. Il pensiero della sofferenza non è discorsivo. Il pensiero urta contro il dolore fisico, contro la sventura, come la mosca contro il vetro, senza poter progredire in alcun modo né scoprirvi nulla di nuovo, e senza potersi impedire di tornarvi. Così si esercita e si sviluppa la facoltà intuitiva. Eschilo: “Mediante la sofferenza la conoscenza”.
Fare della sofferenza un’offerta è una consolazione, e quindi un velo gettato sulla realtà della sofferenza. Ma lo è anche considerare la sofferenza come una punizione. La sofferenza non ha significato. E’ questa l’essenza stessa della sua realtà. Occorre amarla nella sua realtà, che è assenza di significato. Altrimenti non si ama Dio. (III, 179) Continua a leggere

Messina

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Dissesto idrogeologico. Formula che ritorna continuamente nei media, e ha assunto il carattere di un mantra vuoto. L’Italia è sovrappopolata e ipercementificata, e con cemento di bassa qualità. Tuttavia si lamenta l’insufficienza delle nascite e delle costruzioni, anche se siamo ormai 60 milioni in un paese che è la metà della Francia. Non c’è una visione ampia e prospettica, si vive per emergenze. Si pensa in termini di sviluppo, e non di conservazione. Ciò che non viene conservato si dissolve. Come i muri a secco degli infiniti terrazzamenti costruiti dalla sapienza e dalla fatica di generazioni passate, che si sgretolano e lasciano il campo alla fanghiglia che le piogge riversano sugli abitati abusivi, incontrollati ed orrendi. Lo sviluppo ha assunto un carattere distruttivo, che si andrà accentuando nei prossimi anni. Il Ponte di Messina sarà il monumento (funebre) al Progresso Dissennato.

Volpi e tacchini

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Sendo adunque, uno principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quelle pigliare la golpe e il lione; perché il lione non si defende da’ lacci, la golpe non si difende da’ lupi. Bisogna, adunque, essere golpe a conoscere e’ lacci, e lione a sbigottire e’ lupi. Coloro che stanno semplicemente in sul lione, non se ne intendano. Non può per tanto uno signore prudente, né debbe, osservare la fede, quando tale osservanzia li torni contro e che sono spente le cagioni che la feciono promettere. Continua a leggere

Rileggo Simone Weil 64

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Roma è il grosso animale ateo, materialista, che adora solo se stesso. Israele è il grosso animale religioso. Nessuno dei due è amabile. Il grosso animale è sempre ripugnante. Non c’è spiritualità se non là dove il grosso animale si dissolve; e allora, inevitabilmente, la vulnerabilità rispetto ai pericoli esterni è grande. E tuttavia è l’imperialismo, non il disordine, che ha rovinato Atene e di conseguenza la Grecia. (III, 177) Continua a leggere

Informazione

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“L’informazione è essenziale alla democrazia”. “E’ fondamentale essere informati sui fatti”. “Irrinunciabile il ruolo dei giornalisti”. Sarà vero. Ma non è mai possibile arrivare al nudo fatto, e l’oggettività nell’informazione è totalmente impossibile. L’informazione consiste infatti nell’ in-formare, ovvero nel dare una forma interna a ciò che evidentemente non ce l’ha. Ma l’atto di dare una forma è un atto di forza. L’informazione per eccellenza è dunque quella prodotta dai media degli Stati totalitari, in cui tutta la forza sta in un solo campo, e si esercita su una massa amorfa. Negli Stati non totalitari quello dell’informazione non può essere altro che un campo di scontro tra forze contrastanti. Continua a leggere

Rileggo Simone Weil 63

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Il freudismo sarebbe assolutamente vero se il pensiero non vi fosse orientato in modo tale da renderlo assolutamente falso.

Rimproverare i mistici di amare Dio con la facoltà dell’amore sessuale è come rimproverare a un pittore di dipingere con colori che sono fatti di sostanze materiali. Noi non possediamo altro mezzo per amare. Per altro lo stesso rimprovero potrebbe essere fatto anche a un uomo che ama una donna. Il freudismo è interamente impregnato del pregiudizio stesso che si è assunto la missione di combattere, e cioè che tutto ciò che è sessuale è vile. (III, 164-165) Continua a leggere

Battigia

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La battigia è il luogo di fascinazione, dove l’aspetto delle cose muta continuamente, come nell’opposto fuoco. Lo sguardo del mortale si posa sui relitti, e sulle cose vive che stanno tra la terra e il mare. Il fluido si mescola al costante. La vita assume le sembianze della morte, e la morte quelle della vita. Alternanza di andare e venire, i miliardi di granelli si compattano in un unico suolo, il suolo si scioglie e ritorna. Le orme si cancellano e stanno. Qui i mortali incontrano gli dèi del mare, le rappresentazioni della mente umana prendono origine dalle forme della natura, rare nella distesa piatta. Continua a leggere