Delle armi 2

Qualche giorno fa, ho ascoltato alla radio (Prima pagina, sul terzo programma) un giornalista di Famiglia Cristiana, Alberto Chiara, discutere con un ascoltatore dell’acquisto da parte dell’Italia di un certo numero di caccia-bombardieri. Il giornalista si diceva contrario, e  sosteneva che questa spesa è ingiusta e inopportuna, e che l’Italia secondo la sua Costituzione non dovrebbe possedere armi d’offesa, ma solo armi difensive. Siccome gli aerei in questione sono anche bombardieri, cioè armi d’attacco, argomentava il giornalista, il loro acquisto è contrario alla Costituzione, che ripudia la guerra. Continua a leggere

Donna, ragazza

Susanna Maiolo, la persona che ha fatto cadere il papa, ha 25 anni. Una persona di quell’età nella vita comune oggi si chiama ragazza. In quasi tutti i media, invece,  in questi giorni Susanna Maiolo viene chiamata donna: “la donna che ha aggredito il papa”. Se avesse subito lei un’aggressione, ovunque sarebbe chiamata ragazza. Ho sentito chiamare un caduto in Afghanistan “un ragazzo di 38 anni”. Sembra che la nostra cultura attuale non  possa attribuire il male a soggetti giovani, ma solo a uomini e donne avanti con gli anni, che appunto possono essere chiamati uomini e donne. E quando un giovane o una giovane commettono un atto negativo, gli viene tolto l’appellativo che loro spetterebbe, quasi fosse una sanzione. E’ uno dei tanti indicatori dell’attuale prolungamento dell’irresponsabilità, del rinvio della crescita, dell’incapacità di concepire l’essere umano pienamente adulto come positivamente realizzato.

Delle armi 1

Alla fine della battaglia di El Alamein, dopo giorni di terribili combattimenti, con carri armati, aerei e mitragliatrici, l’armata italo-tedesca ebbe circa 10.000 morti. A Canne, dopo poche ore di battaglia combattuta con archi, spade e giavellotti, l’esercito romano contò circa 50.000 morti. In rapporto ai numeri delle popolazioni di quei tempi, conflitti come quelli romano-cartaginesi o spartano-ateniesi sono stati di una distruttività impressionante. Continua a leggere

Senza luci

Ci sono realtà minime, che però inquietano. Sono realtà che forse, opportunamente interrogate, possono rivelare qualcosa. Per esempio sul nostro livello di educazione civile. Una di queste realtà la vivo ogni giorno, soprattutto quando sono al volante di sera, lungo le strade della città simbolo del nordest italiano, Treviso. A Treviso circolano moltissime biciclette, ad ogni ora del giorno. Come è noto, la bicicletta è un veicolo normato dal Codice della Strada e il cui conducente dovrebbe rispettare la legge. Dovrebbe, ma in assoluto è il  veicolo che la rispetta di meno. Continua a leggere

Una rosa per Copenhagen

Nel mio giardino 13 sotto zero. Riscaldamento globale, raffreddamento locale. L’ultima rosa è per il Vertice di Copenhagen, i soldi spesi e il grande Accordo per salvare la Terra. La rosa è di Allah.

Profeti armati

È necessario per tanto, volendo discorrere bene questa parte, esaminare se questi innovatori stiano per loro medesimi, o se dependano da altri; ciò è, se per condurre l’opera loro bisogna che preghino, ovvero possono forzare. Nel primo caso capitano sempre male, e non conducano cosa alcuna; ma, quando dependono da loro proprii e possono forzare, allora è che rare volte periclitano. Di qui nacque che tutt’i profeti armati vinsono, e li disarmati ruinorno. Perché, oltre alle cose dette, la natura de’ populi è varia; et è facile a persuadere loro una cosa, ma è difficile fermarli in quella persuasione. E però conviene essere ordinato in modo, che, quando non credono più, si possa fare loro credere per forza. (Machiavelli, Principe, VI)

Tartaglia

Lo spazio che separa colui che detiene un grande potere dalla condizione di vittima è sempre limitato, spesso esiguo. In ogni momento l’uomo potente può diventare una vittima. L’imperatore romano finisce quasi sempre ucciso da una congiura di palazzo, dal veleno o dal pugnale di un pretoriano. Il re deve temere il tirannicida, o il suo stesso figlio che brama per sé la corona. O il folle, che compie il gesto insano di violenza che lo fa uscire dalla Periferia (in cui è indistinguibile dagli altri e quindi privo dei connotati che lo possono rendere oggetto di persecuzione) e lo colloca nel Centro, dove stanno le vittime, attuali o differite. Continua a leggere

Caccia e sacrificio

Penso che René Girard sbagli a ipotizzare una derivazione dell’attività venatoria del genere umano dalla pratica del sacrificio. La caccia e l”uccisione di animali di altre specie a scopo alimentare vengono prima del sacrificio. Potrebbe dimostrarlo quel che si è scoperto sugli scimpanzé.

Rileggo Simone Weil 72

Ciò che chiamiamo paganesimo, in tutte le sue forme, non può essere altro che una degradazione, non qualcosa di primitivo.

L’imperfetto procede dal perfetto e non inversamente. (III, 251) Continua a leggere

Politeismo

In forma stampata, in parola e immagine, i media oggi assumono nuovamente il sacrificio umano, rappresentandolo e moltiplicandolo con una tale frenesia che queste ripetizioni riportano la nostra cultura ad una malinconica barbarie e ci spingono ad un enorme regresso in termini di ominizzazione. Le tecnologie più avanzate riportano la nostra cultura all’età arcaica del politeismo sacrificale.

Dal discorso di accoglienza di René Girard nell’Accademia di Francia (1995) pronunciato da Michel Serres