Sinistra (?) contro Destra (?)

Il PDL e il PD sostengono entrambi il Governo Tecnico. Gli votano continuamente la fiducia. Dunque, non possono dire all’elettorato di non condividerne la politica economica, altrimenti la loro posizione sarebbe del tutto insostenibile, e addirittura assurda. Se però si sostiene una politica economica importante e incisiva, significa che nella sostanza la si condivide: anzi, che nella sostanza essa è la propria stessa politica economica, escluso qualche elemento secondario. Dunque, la politica economica che hanno presente i due partiti è sostanzialmente la stessa. Di fronte all’elettorato non potranno presentarsi con politiche economiche davvero differenti. Se il PDL cavalcasse populisticamente il ritorno alla lira, ad esempio, gli si chiederebbe perché abbia sostenuto Monti, e prima perché Berlusconi abbia firmato un anno fa la lettera di intenti della BCE, e il PDL non potrebbe dare risposte sensate. Ne consegue che, essendo in realtà unica la politica economica, le differenze che giustifichino lo scontro si dovranno trovare su altri piani. E il piano sarà soprattutto quello dei cosiddetti diritti civili. Caduta ogni idea di giustizia, la Sinistra imborghesita e dominata dal pensiero radical-borghese punterà sui diritti civili. Per questo, Bersani non può fare a meno di Vendola, cioè esattamente di quel massimalismo in versione post-operaia che ha fatto crollare precedenti Governi, e che minerà alla radice anche il suo. Anche perché gli elettori di Vendola (lui anche, forse, ma tanto è in grado di narrare qualsiasi cosa) questa politica tecnica non l’amano affatto. Per questo, assisteremo ad una campagna elettorale pesantemente sbilanciata sui gay e i loro diritti, che sarà utilizzata in modo del tutto strumentale e da tutte le parti.

Vespe

Cacce sottili nel giardino di casa: sui fiori di lavanda una piccola vespa (una dolichovespula di un qualche tipo, penso).
Il mio primo incontro ravvicinato con le vespe avvenne nel lontano 1964, in montagna nei boschi di Caviola. Cercavo formiche e coleotteri sollevando cortecce dei ceppi degli abeti tagliati, e incappai in un nido di vespe, che mi aggredirono immediatamente. Avevo i calzoncini corti (di velluto a coste) e mi presi dodici punture. I miei genitori al mio ritorno si dimostrarono stranamente terrorizzati, e ne rimasi stupito, perché io sentivo un gran dolore ma pensavo che mi sarebbe passato presto. Così venni a sapere che mio padre era violentemente allergico alla puntura delle vespe, e se punto anche solo da uno di questi insetti rischiava la morte per la reazione anafilattica, e tutte le volte che lo avevano punto era svenuto. Perciò i miei temevano che io potessi aver ereditato l’allergia, e quindi potessi morire da un momento all’altro (mio padre con dodici punture sarebbe morto). Invece non sono allergico al veleno delle vespe, delle formiche e delle tracine, e di altri insetti e creature come ragni e ragnetti che mi hanno punto. Sono bensì allergico a qualcosa: alle cozze e alle graminacee, e ad alcuni tipi umani.
Né l’episodio di Caviola ha ingenerato in me alcun odio o repulsione per le vespe, anzi: ne sono un ammiratore.
Purtroppo, ogni tanto devo ucciderne, quando mi fanno un nido sul muro di casa, ad esempio. Stasera dovrò usare l’arma chimica contro i calabroni che si sono insediati in casa mia. Non è possibile aprire una trattativa, purtroppo: la dichiarazione di guerra è già stata consegnata ai loro ambasciatori.

Memores Domini

Il sito web di Comunione e Liberazione ci offre una definizione dei Memores Domini, tra le cui file spicca Roberto Formigoni:

«L’Associazione Memores Domini riunisce persone di Comunione e Liberazione che seguono una vocazione di dedizione totale a Dio vivendo nel mondo. I fattori portanti nella vita dei Memores Domini sono la contemplazione, intesa come memoria tendenzialmente continua di Cristo, e la missione, cioè la passione a portare l’annuncio cristiano nella vita di tutti gli uomini.
Il Memor Domini “è un laico che liberamente vive una esistenza totalmente immersa nel mondo con una totale responsabilità personale” (Memores Domini – Intervista a Monsignor Luigi Giussani) e che si impegna alla missione vivendo il proprio lavoro professionale come il luogo della memoria di Cristo, traducendolo, cioè, in offerta. Continua a leggere

Olympic Spread

«L’augurio è che la vita politica» come lo sport «non sia un conflitto lacerante ma sia un confronto e una competizione leale». Questo riportano i media italiani come detto da Napolitano a Londra. Se la politica dovesse diventare come lo sport contemporaneo, ci troveremmo ad avere politici pieni di anabolizzanti e di sostanze varie. Già la nostra borghesia è alquanto incline alla cocaina…

«L’Olimpiade deve essere una prova per il nostro Paese della capacità di affermare quei valori e quelle virtù che costituiscono la parte più importante del patrimonio dell’Italia». Ben detto, Napolitano. Infatti in anni passati alle Olimpiadi trionfavano Paesi virtuosissimi, come la Germania Est, l’URSS, e oggi la Cina, dove l’idea dell’atleta è quella di un combattente di regime, opportunamente sostenuto dalla medicina sportiva. Quali poi siano quei valori e virtù che distinguerebbero l’atleta italico stento a vedere, ma forse il mio sguardo è offuscato.

Nota finale: recentemente proprio Spagna e Grecia hanno organizzato splendide Olimpiadi, e dopo qualche anno vedi un po’ come si sono ritrovate. Tra me e le Olimpiadi avverto uno Spread.

La retorica su Falcone e Borsellino

«XY è vivo / e lotta insieme a noi!». In tanti cortei dopo il 1968 è risuonato questo grido, in cui il nome di un caduto (ucciso dalla polizia o dagli avversari politici) veniva invocato. Si trattava sempre di vittime di morte violenta: di loro si affermava che in realtà erano vive, anzi continuavano a lottare. A differenza degli altri morti, essi mantenevano la capacità di agire, erano potenze, anzi in quanto vittime da morti erano più potenti che da vivi. Il fenomeno è ben noto, e precede di molto il 1968 (basta guardare alla Germania hitleriana), è diffuso a destra e a sinistra, e oggi riguarda anche Falcone e Borsellino. Continua a leggere

Micronote 17

  1. Volevate burro? Avrete cannoni.
  2. Il problema è questo: il pianeta non può reggere lo sviluppo come si è dato finora; non sono disponibili risorse sufficienti per tutti gli umani; un modello alternativo praticabile pacificamente non c’è. Qualcosa di radicalmente nuovo potrebbe affermarsi solo mediante un conflitto inimmaginabile. Per ora si applicano pannicelli caldi ad un malato terminale. Continua a leggere

Colombacci

Rimasi stupito nel 1971, a Londra, vedendo colombacci a passeggio sull’erba nei parchi, senza alcun timore degli umani. Non ne avevo mai incontrati, nella campagna veneta. Da qualche anno alcuni gruppi di questi migratori sono divenuti stanziali, e dalle mie parti è abbastanza facile incontrarne. Anche vicino a casa mia. L’altro giorno ho potuto fotografarne uno da pochi metri di distanza, posato dentro le fronzutissime chiome del mio olmo. Sono uccelli molto eleganti: dorso azzurrognolo, petto color vinaccia, collare bianco e banda bianca sull’ala, che li rende facilmente riconoscibili. Se li confrontiamo coi piccioni cittadini, questi colombi selvatici ci appaiono come eleganti nobili di campagna ben distinti dalla plebe urbana.

Repubblichino e imboscato 5

1 Gennaio 45. Ieri è venuta Lisetta. A casa tutto bene. Ciro è stato incolume. Poteva lasciarci la pelle nell’incursione del 27 su Treviso.
Avevo sognato di lui stranamente.
Ho saputo del ritorno di Frezza da Torino.
Secondo Teresa, Titi Rossi avrebbe saputo da Spinelli il prossimo nostro ritorno da TO.
Ieri sera con Armando sono stato a Martellago per il cinematografo. Siamo tornati subito perché il cinema era chiuso.
Oggi ho fatto gli auguri a tutti i parenti. Stasera sono tornato dal piccolo trattenimento in casa Casarin. Diverse ragazze. Dolci, vino e musica di Armando.
Mi sono discretamente passato qualche ora.
Ogni giorno si va a scivolare sui fossi. Niente altro. Continua a leggere

Papavero

Il tempo della fioritura è breve, suggerisce la contemplazione di un papavero. C’è l’espansione della vita e c’è il suo ritrarsi. Conosco pochi umani che sappiano rappresentarsi serenamente il ritrarsi della propria vita. Conosco pochi umani che contemplando un papavero vedano se stessi.

Risponde al sole l’immagine fugace,
si ritrarrà dal libro dei presenti
la memoria che reggi tu, lo stelo,
astro d’amor che si soave ardi.

Il ladro della guerra e della pace,
l’ospite, si annida e tu lo senti
falco delle tue brame, la tua notte,
pietra delle faville e dei tormenti.