Dura legge 2

Un terrore antico è quello di essere ingoiato vivo. Per questo, o anche per questo, i serpenti hanno acquisito nelle culture umane il loro status. Il simbolo della medicina e della saggezza è anche simbolo di perfidia e di fredda spietatezza. I serpenti soffocano e avvelenano, ma anche ingoiano la preda intera. Spesso ancora viva, come in questo caso.

Dura legge

L’airone è un animale dall’aria innocua. Ma è un predatore. Mangia animali di ogni specie, basta che siano ingoiabili: pesci, insetti, vermi, rane, piccoli mammiferi e uccelli. Non è facile ingoiare un anatroccolo, e la bestiola rimane viva a lungo nel becco del trampoliere. In natura muoiono uccisi e divorati infiniti piccoli di tutte le specie. Raggiungere l’età adulta non è un’impresa facile.

Novant’anni dopo

Un inglese che combatté nella tremenda battaglia di Passchendaele nel 1917 torna a visitare i luoghi del massacro. Novant’anni dopo. Ha 109 anni, ma vede e parla. In quel volto segnato dal tempo e in quelle poche parole sussurrate percepisco più verità di quanta sia contenuta in milioni di discorsi. Harry Patch depone un mazzo di fiori su di una lapide in cui sono scritti i nomi dei caduti tedeschi.

A noi appare lontanissima la Seconda Guerra Mondiale, figurarsi la prima. Ma io sono nato nel 1950, cinque anni dopo la fine della seconda, e mio padre nacque nel 1920, due anni dopo la fine della prima. Harry Patch ha davvero attraversato un secolo, nascendo nel precedente e morendo nel successivo (17 giugno 1898 – 25 luglio 2009), e ha lasciato questo mondo da poco. A 106 anni ha incontrato l’ultimo tedesco sopravvissuto alla battaglia, un uomo di 108 anni, facendo amicizia con lui.

Non posso non pensare al passare dei decenni, ai mondi differenti che si succedono, e a quanto viene preteso, in termini di adattamento culturale, agli esseri umani. Nasci in un mondo, muori in un altro, che non è che uno dei tanti che hai attraversato. Ovvero, tu formi il tuo mondo nel primo decennio della tua vita, ma i decenni successivi trasformano tutto, e tu ti devi adattare a ciò cui non sei stato chiamato. Io sono nato nel 1950, e sono una persona di quel mondo lì. Anche ora, col mio notebook davanti, penso ai cavalli da tiro che ancora popolavano le stradine bianche della campagna veneta di quel tempo, e alle grandi barche dei carbonai veneziani, gli uomini neri che non ci sono più, come tante altre realtà viventi sprofondate nell’abisso del passato.

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Siam pronti alla morte

Morire per Bengasi? Ebbene, sì. Qualcuno ha detto che se oggi fossero vivi Mazzini e Garibaldi il primo sarebbe a Bruxelles a denunciare con veemenza la viltà dell’Europa, il secondo sarebbe in prima linea a Bengasi, a fianco dei patrioti libici. Che si muoia per Kabul e non per Bengasi significa solo questo: gli Stati antepongono gli interessi ai princìpi. Ma spesso sbagliano nel determinare il loro stesso interesse.

“Siam pronti alla morte” cantiamo, ma non è vero. L’Italia non chiama, noi vogliamo vivere tutta la nostra consumistica vita.

Sbranamento

Chissà se la comitiva di turisti in Africa era composta di animalisti. Per qualcuno di loro essere coinvolti in un’azione di caccia di una banda di licaoni sarà stato senz’altro una esperienza sconvolgente, come si capisce dai gemiti. Qui vediamo in tutta la sua potenza cosa sia uno sparagmos, il modello del dionisismo, l’arcaica matrice dell’umano, e l’incunabolo del sacrificio e dell’omofagia.