La comparsa

JeAnche se la questione fondamentale nella vita di Noga, l’arpista quarantenne protagonista de La comparsa di Abraham Yehoshua (Nitzevet, 2014, trad. it. di A. Shomroni, Einaudi 2015 ) sembra essere quella della maternità, da lei rifiutata anni prima per un intreccio di ragioni, il tema di questo romanzo è quello generale del romanzo come genere letterario: il ruolo dell’individuo nel mondo, il suo significato o la sua totale irrilevanza. Il teatro antico ha prodotto il termine protagonista e vi si è aggiunto il termine comparsa: ma nella realtà del romanzo europeo una infinità di volte, paradossalmente, il protagonista del libro è un’irrilevante comparsa nella vita, e questa irrilevanza, con la frustrazione connessa, diventa il tema per eccellenza. La vita di Noga, l’arpista, viene qui interpellata in una sua svolta critica: la donna da Gerusalemme si è da anni trasferita in Olanda, dove ha trovato un posto in un’orchestra sinfonica. Torna in Israele per tre mesi dopo la morte del padre. Il fratello vorrebbe infatti che la madre lasciasse Gerusalemme, dove lei laica si trova a vivere in un quartiere ultra-ortodosso, e si stabilisse in una gradevole casa di riposo a Tel-Aviv. Vi andrà “in prova” per tre mesi, in cuor suo avendo già deciso per il no, e nel frattempo la figlia occuperà il suo appartamento, il cui proprietario desidera fortemente che sia liberato. Tre mesi sono lunghi, Noga non può suonare l’arpa, e per passare il tempo e guadagnare qualche soldo inizia una breve carriera di comparsa in serial televisivi e nell’opera lirica. E riemerge l’irrisolto rapporto con l’ex marito, nel frattempo sposato e divenuto padre di due bambini. Ma se la carriera di comparsa è solo una parentesi, la domanda se anche l’intera sua vita sia quella di un’irrilevante figura di sfondo si porrà in modo inquietante, anche se mai esplicito. Per quanto le ambizioni di Yehoshua siano alte, io non trovo che questo romanzo sia pienamente riuscito: almeno per quanto mi riguarda, non fa sorgere in me alcuna cura per i personaggi. Noga è un personaggio che lascia freddi, il suo destino non preoccupa il lettore. Né ogni libro di un grande scrittore può essere un capolavoro.

 

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