L’autismo come territorio di falsi profeti e capri espiatori

Nell’ultimo numero della rivista quadrimestrale Problemi in psichiatria compare un mio scritto col titolo Idee per l’autismo. Ne riporto un passo.

Fin dal suo emergere come una questione specifica e mondiale, l’autismo si è presentato come un territorio di forte conflittualità. Dura è stata infatti la lotta delle prime grandi associazioni di familiari, che hanno avuto un ruolo decisivo negli ultimi decenni del secolo scorso, una lotta contro le convinzioni radicate e per i diritti delle persone con autismo, che non è ancora cessata. Oggi il conflitto presenta, tuttavia, molte facce, e appare anzitutto come scontro tra scienza ufficiale e pratiche alternative. Molti genitori di soggetti autistici vivono il loro grave problema in solitudine, nel loro isolamento. Altri si muovono alla disperata ricerca di una soluzione, vagano nell’Internet, incontrano casualmente altri genitori, scoprono che esistono delle possibilità di guarigione offerte dalla scienza borderline, dalle pratiche alternative, e vi si gettano a capofitto, disposti anche a spendere tutti i propri denari. Occorre ricordare sempre che in questi decenni le famiglie con figli autistici hanno vissuto ogni sorta di difficoltà. Prima l’imperante cultura psicodinamica e psicoanalitica a lungo ha colpevolizzato le stesse famiglie, e in particolare le madri, riconducendo l’autismo del figlio ad un inconscio rifiuto dello stesso da parte loro, aggiungendo dramma a dramma (con libri come La fortezza vuota di Bruno Bettelheim che hanno sparso un seme malefico in moltissime menti). In seguito, con ritmo crescente, un susseguirsi di “scoperte” e tecniche nuove hanno riempito i cuori di false speranze, inducendo le famiglie a illudersi e a profondere energie e denari in operazioni prive di qualsiasi riscontro scientifico e di qualsiasi effetto terapeutico e abilitativo reale, e talvolta addirittura fuorvianti o nocive. Per questo, occorre stare costantemente in guardia, poiché i falsi profeti dell’autismo sono sempre all’opera, e passano dalla bufala della Comunicazione Facilitata a quella del protocollo Dan!, da quella della secretina a quella della camera iperbarica, sfuggendo sempre al controllo scientifico rigoroso e sfruttando invece la frustrazione delle famiglie, le falle del sistema sanitario ufficiale, il bisogno di speranza, la disponibilità ad illudersi e anche il facile strumento della teoria del complotto. L’autismo, a livello mondiale e italiano, si presenta oggi anche come campo di possibili buoni e grandi affari, in cui prosperano i ciarlatani e si diffonde la junk-science, la scienza-spazzatura, a causa del vuoto nel quale i sistemi socio-sanitari pubblici lasciano le famiglie: vuoto di informazione, di risposte efficaci, di sostegno e anche di pura e semplice umanità.

In questo contesto in cui, da quando Andrew Wakefield pubblicò il famoso studio sul Lancet, si è andata diffondendo quella che possiamo chiamare la fede biomedica, le tensioni si sono spasmodicamente acuite. Infatti, moltissimi genitori si sono convinti che l’autismo del loro bambino sia dovuto alle vaccinazioni subite nella prima infanzia. Che si tratti della trivalente o di altre vaccinazioni, con o senza la presenza dell’etilmercurio come conservante, la cosa viene avvertita in questi termini: la scienza ufficiale, la medicina ufficiale, il Potere medico, le multinazionali, Big Pharma, queste entità malvage, hanno iniettato in mio figlio, col vaccino, un agente che ha inquinato il suo corpo, che ha agito sul suo cervello, lo ha rovinato, e ha scatenato l’autismo. Qui operano, in tutta evidenza, le paure profonde, arcaiche, dell’avvelenamento e del contagio. Il terrore che qualcuno inietti nel corpo mio o dei miei cari un agente maligno, per i suoi scopi nefandi e inconfessabili. Difficilmente queste paure, e le convinzioni che affondano le radici nel loro humus, possono essere dissipate o anche solo scalfite da un discorso razionale e da una prospettiva scientifica basata sull’evidenza. Anzi, chiunque si opponga alla lotta contro i vaccini viene visto come un nemico, un agente delle multinazionali del farmaco, o un utile idiota, un fantoccio manovrato, nei casi migliori come un ingenuo. Nella Rete è tutto un proliferare di siti e blog che diffondono queste credenze, e invocano e promuovono trattamenti dell’autismo che rispondono al modello antico della purificazione. Poiché se la causa di un male è l’avvelenamento, l’inquinamento di un corpo, il rimedio, all’interno di una forma di pensiero mitologica, sarà ripristinare l’originaria condizione di purezza. Si è arrivati così a praticare, su numerosi bambini, in specie negli USA, la chelazione come trattamento dell’autismo. Secondo lo schema per cui rimossa la causa del male si avrebbe la guarigione. Qui è evidentemente all’opera quello che René Girard ha definito il meccanismo del capro espiatorio. Occorre trovare un responsabile umano del male che ci ha colpiti, e il vaccino si presta molto bene, risponde benissimo al ruolo che gli viene richiesto: è qualcosa che tutti conoscono, qualcosa che viene iniettato nei bambini da agenti umani. Inoltre è qualcosa che si avverte come proveniente da poteri oscuri, spietati e che avvolgono il mondo nelle loro spire, e che tuttavia sono umani. L’umano necessita sempre di un colpevole umano su cui scaricare la colpa, un colpevole da espellere o linciare.

Questo spiega l’enorme successo della lotta alle vaccinazioni, viste come la causa dell’autismo. Ben poco serve replicare che non esiste un solo studio ben condotto e rigoroso che abbia potuto confermare un qualche legame tra il vaccino e la sindrome autistica. Di fronte a queste spinte emotive, a quelli che in America vengono chiamati gli Autism Cults, è necessario che il potere politico mantenga una seria, razionale e scientifica visione della materia.

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3 thoughts on “L’autismo come territorio di falsi profeti e capri espiatori

  1. Come sempre leggerti è acquisire notizie molto importanti, il tuo linguaggio semplice è alla portata di tutti e dovrebbe sempre essere così, specialmente da parte di scienziati e medici che invece troppo spesso con i loro paroloni lasciano sconcertati e nel dubbio.
    Uno scritto molto interessante, che mette in luce come ci siano sempre persone che si approfittano del dolore delle famiglie che devono affrontare la vita con figli autistici. Un approfittarsi veramente vergognoso, che ha come unico risultato il far piombare ancora di più nello sconforto i genitori che non vedono nessun risultato positivo.
    Grazie Fabio, sei una persone veramente in gamba ed il tuo impegno, come quello di tutte le altre persone che cercano di dare aiuti concreti alle famiglie di questi bambini, è lodevole.
    Un caro saluto, Patrizia

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