SUV e pensioni

Se nell’attuale crisi italiana c’è un elemento chiarissimo, è questo: l’unico reddito seriamente colpito dai Sacrificatori è quello dei pensionati. E io sono un pensionato, uno di quelli che per un tempo imprecisato non beneficeranno dell’adeguamento dell’assegno all’aumento del costo della vita. Ovvero uno di quelli che di anno in anno saranno sempre più poveri.
I pensionati, tuttavia, non costituiscono affatto una massa unica. Anche Giuliano Amato percepisce pensione/i. Dunque, oportet distinguere tra pensionati e Pensionati.
Qui a Treviso si vede per le strade uno straordinario numero di SUV costosissimi e auto di lusso, cui non corrisponde nelle dichiarazioni dei redditi un numero adeguato di contribuenti ricchi. Questo fatto offre una chiara visione delle reali dimensioni della crisi italiana, per cui io, che ho tre figli a carico, di cui uno gravemente disabile, e una moglie che ha perduto il lavoro, sono sacrificato con la cancellazione dell’adeguamento annuale della mia pensione alla crescita del costo della vita.
E tu vedi la classe politica, riluttante di fronte alla prospettiva di perdere una parte dei suoi privilegi, affidare ad un Sacrificatore esterno l’opera di cui essa è incapace di assumersi la responsabilità, nella convinzione che tu in seguito, ritenendola innocente, tornerai a darle il tuo voto…
René Girard ci ha mostrato come a coloro che debbono essere linciati/sacrificati venga sempre addossata una colpa. Al pensionato viene rinfacciato di essere per essenza nemico dei giovani. Ma facendo questo non si pensa al manager pensionato d’oro, sibbene al pensionato sotto i 2000 euro al mese, cioè al pensionato del vasto e impotente ceto medio-basso.
Infatti le categorie mediante le quali viene rappresentata la realtà non sono mai elaborate dai ceti subalterni, ma sempre entro i confini della classe dominante. Poi avviene la mediatizzazione-mediazione. Dal basso e dalla periferia la classe dominante assume solo ciò che è funzionale al mantenimento del suo dominio.
Quando però le vittime sono molto più numerose dei sacrificatori, l’operazione di portarle al Centro per il sacrificio è paradossale e rischia di incepparsi, e la crisi sacrificale può dilagare, precipitando la società nell’indifferenziazione e nel caos.

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