Libero?

Se un antropologo marziano mi chiedesse un consiglio circa il punto da cui partire per una indagine sulle caratteristiche attuali della popolazione italiana, gli consiglierei di aprire internet sul portale di Libero (www.libero.it). In un solo luogo virtuale egli potrebbe cogliere alcuni aspetti dell’ homo italicus del 2008.

Questi aspetti sono i seguenti. 1) Il linguaggio: semplificato, rozzo, gergale, immediato, volgare, lontano dalla razionalità; 2) l’immaginario: a prevalenza assoluta della sfera sessuale, tette e culi, violazione della privacy, un gossip interminabile (quasi sempre a sfondo sessuale), morbosa attenzione a tutti gli aspetti di decadenza fisica delle persone note, o di qualche fama; 3)l’appiattimento verbale delle differenze sociali nello stesso momento in cui la ricchezza è esibita in modo sfrontato e bulimico; 4) la totale assenza di qualsiasi riferimento alla sfera della cultura alta; 5) il totale disprezzo di qualsiasi preoccupazione per la sanità psichica e morale delle fasce più giovani, e dei bambini, che a questo portale hanno ampio accesso; 6) la totale indulgenza verso tutto quello che un tempo avrebbe ricevuto una condanna di natura etica, e che è messo sullo stesso piatto di un lassismo edonistico a forte componente sadica; 7) La banalizzazione di tutto ciò che per sua natura è serio ed esigente; 8 ) la massificazione di quelle stesse istanze di individuazione parossistica che il Sistema per sua natura deve alimentare.

Conclusione: la libertà è esattamente ciò contro cui un portale come Libero sta combattendo da anni la sua paradossale guerra. Si può peraltro pensare che all’interno dei sistemi di libero mercato (dove il libero è forse altrettanto paradossale) queste paradossali guerre si debbano combattere proprio perché altre più sanguinose non debbano scoppiare. Si tratta pur sempre di canalizzazioni del risentimento sociale, che ogni tipo di società deve gestire, e la cui fonte è inesausta e inesauribile, perché coincide, semplicemente, con l’umano.

4 pensieri su “Libero?

  1. Hai straragione, Fabio, ma credo che il portale oltre a registrare, faccia un po’ diventare così chi vi accede.
    Perché non mettiamo su una campagna invitando tutti ad abbandonare il proprio account a libero.it o simili infamità, proponendo di passare a fornitori più controllati, come gmail?
    C’è anche chi usa la mail di libero solo per caricare Outlook e non sanno che, e come, esista anche un servizio in rete, diventandone complici inconsapevoli.
    Es. di slogan:
    “Il tuo indirizzo email parla di te”
    Un caro saluto

  2. Forse sono troppo rassegnato all’inevitabilità del processo in corso per pensare a campagne… E poi c’è la questione di tutte le persone che conoscono il mio attuale indirizzo di mail…

  3. Tutto costa.
    TI posso dire come ho fatto io, che avevo una mail @inwind.it,
    Disgustato, prima ho preso un account gmail, poi ho messo in inwind un risponditore automatico che comunicava a tutti la nuova mail,
    per un anno ho controllato di tanto in tanto anche inwind, poi, quando ho visto che lì ci arrivavano ormai solo spam, finalmente, ho messo un filtro che rifiuta tutte le mail. Non ho trovato il modo di cancellare del tutto l’account.
    Per ora con gmail mi trovo benissimo, da tutti i punti di vista.

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