Viaggi di distruzione e libri spazzatura

Si è dibattuto molto sulla scuola, nelle ultime settimane, e sempre all’interno dell’eterno scontro italiota tra guelfi e ghibellini. Sono tutti discorsi di facciata, che coprono la vera questione, quella del risparmio. La gara a chi taglia di più è iniziata anni fa, e non è ancora finita. La diatriba sul maestro unico è di una miseria allucinante.

Le colpe, in verità, sono universalmente distribuite, e tutti dovrebbero recitare il mea culpa, ma la maggior responsabile dello sfascio è la classe docente, di cui ho fatto parte fino ad un anno fa. Affetta da quello che per Platone è il maggior vizio, causa di infiniti mali, la viltà. Della viltà dei miei colleghi ho avuto infinite prove. In tutte le occasioni in cui c’era da rischiare qualcosina, tutti si tiravano indietro. Quando, nel 1993, ho segnalato un grave imbroglio durante gli esami di stato mi sono trovato solo e accusato di infamare la scuola, e minacciato di sanzioni gravissime da un provveditorato mafioso, e solo mi sono trovato anche quando ho denunciato alla direzione scolastica regionale un dirigente del mio istituto, incapace e maneggione. Tutti con una fifa folle di trovarsi nelle peste, di subire ricatti, di andare incontro a difficoltà. Tutti attenti non a quel che è giusto, ma a quel che conviene (nel senso più basso). Tutti gran gitaioli e gran promotori di acquisti sconsiderati di libri di testo.

Cosa intendo per gitaiolo? Per gitaiolo intendo l’insegnante che trova ovvio, naturale e buono che le classi vadano ogni anno in viaggio di istruzione. Da cui regolarmente gli allievi tornano fisicamente distrutti, e con ben poche acquisizioni culturali in petto, ma felici perché hanno potuto esprimere la loro scarica libidica. Si tratta di una coazione a ripetere da cui non v’è scampo, anche in questi neri tempi di crisi economico-finanziaria. Libri di testo orrendi e carissimi, e viaggi di distruzione. Questa diade impera e no, non v’è scampo. E capita che la famiglia che ha due figli agli studi sia salassata. Ma la cosa non importa a nessuno, questi non sono settori in cui si debba risparmiare: l’insegnante italiano stringe i denti e va.
E i libri di testo che adottano! Pesano tonnellate, zeppi di foto inutili, hanno forme differenti da un qualsiasi libro sano, sono libri deformi, malati, handicappati. Repellenti. Costosissimi. Con CD che non saranno mai usati. Lo studente ne leggerà qualche pagina, per liberarsene appena possibile. Sono spazzatura industrial-pseudoculturale. E molti sono scritti da insegnanti.

Ecco qua. La classe di mio figlio va in viaggio di distruzione anticipato a ottobre, di cinque giorni: costo di 350 euro, più 100 per le spese giornaliere. Contemporaneamente c’è l’acquisto dei libri di testo: 300 euro. Sono 750 euro in un mese, pagati per la scuola. Con gli stipendi e le pensioni che ci sono, c’è da riflettere. O no?

2 pensieri su “Viaggi di distruzione e libri spazzatura

  1. i costi dei libri sono davvero imbarazzanti; ma lo scandalo dei viaggi è terribile. Le agenzie di viaggio fanno il loro lavoro, e spennano i “clienti” in modo indecoroso. Tanto nessuno chiede lo sconto! Anzi, forse il contrario…
    Negli anni antecedenti il ’68, ricordo che nel mio ginnasio-liceo l’organizzazione dei viaggi era “autogestita” dal consiglio degli studenti (abolito poi con il ’68 !!): i lavori di preparazione, studio e organizzazione duravano mesi. e si riusciva a far pagare una cifra giusta. Oggi mi risulta che anche gli istituti per operatori turistici comprano pacchetti tutto compreso, quando almeno per loro dovrebbe essere una ottima esercitazione….
    (notazione di tecnica democratica: nell’organismo elettivo che coordinava le attività studentesche, vigeva questo singolare sistema. Gli alunni del primo anno non votavano, ma potevano essere eletti; quelli dell’ultimo anno votavano, ma non potevano essere eletti. Se ci si pensa, ha una logica: i nuovi arrivati, in media, hanno poche conoscenze di che cosa e come agire, ma tra loro può esserci qualcuno particolarmente dtato e sveglio; i veterani hanno grande esperienza per scegliere le persone adatte, ma, approssimandosi a maturità, hanno di meglio da fare…)

  2. Io penso, caro Brotto, che le gite scolastiche andrebbero abolite. Ma abolirle è impresa più titanica (quasi utopica) che riformare virtuosamente la scuola italiana. Perchè le gite sono oggi gli assi portanti dell’attività ludico-mercantile dei nostri istituti.
    Ho visto un preside rimproverare duramente un bravo insegnante di arte solo perché non accompagnava gli studenti in gita a vedere i musei…

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