Comunione cattolica. Dio non si è fatto carne solamente una volta, egli si fa ogni giorno materia per donarsi all’uomo ed esserne consumato. Reciprocamente, mediante la fatica, la sventura, la morte, l’uomo è fatto materia e consumato da Dio. Come rifiutare questa reciprocità? (I, 337)
Questa che appare reciprocità non può sussistere come tale, anzitutto perché propriamente la reciprocità può darsi solo tra eguali, e il farsi carne del Logos non lo rende per questo finito e contingente in quanto Dio. Secondariamente, se materia corrisponde alla carne biblica, l’uomo è già da sempre materia, anche nella sua condizione edenica, e distinto da Dio. Proprio il rifiuto della differenza da Dio è il peccato d’origine. Qui, d’altra parte, è presente il problema del rapporto tra Dio e gli enti mondani, e il mondo nel suo insieme. Un Dio trascendente che consuma gli enti fino a ridurli al nulla non è pensabile, soprattutto se contemporaneamente si voglia vedere nello stesso Dio il Creatore-Salvatore. Ma Simone Weil, come si sa, rifiuta l’Antico Testamento, secondo un’antica tradizione gnostico-catara, ed è questo che le impedirà fino alla morte di entrare nella Chiesa.

ma nella bibbia è anche scritto che Dio è in ogni cosa….
E’ in ogni cosa non nel senso del panteismo. Vi è come loro creatore. Se c’è un dato evidente nella Bibbia, ed è esattamente quello che fa della fede biblica qualcosa di essenzialmente differente dal paganesimo, è la trascendenza divina, e il fatto che nulla in questo mondo è divino, nulla in questo mondo può essere adorato. Il divieto assoluto di rappresentare Dio e di adorare gli idoli dice proprio questo.
come scrisse Spinoza, “Deus sive natura”…
sono molto stimolanti le tue letture, Fabio, ora torno in montagna con qualcosa da approfondire…
a presto!
:-)