Rileggo Simone Weil 11

Che altri esseri, esseri particolari, esistano senza dominarli né esserne dominati. Quando c’è incontro morale, è amicizia. Quando c’è incontro fisico, è amore. Ma solo in quanto può esserci amore senza desiderio. (I, 185)

Il desiderio qui è evidentemente brama di possesso e di dominio, di asservimento dell’altro al sé. L’amore autentico è realizzazione di sé non nel possesso dell’altro ma nella contemplazione del suo essere altro dal sé, e non come un oggetto ma come un altro sé. Dunque, l’amore cristiano implica la differenza e la pluralità. In fondo, rimanda al compiacimento di Dio creatore, che considera buono ciò che non è Lui. E’ per questo che io diffido di tutte le posizioni che sostengono che l’unico oggetto degno dell’amore divino è Dio stesso: non vi sarebbe stata la Creazione. Simone Weil oscilla tra un pluralismo cattolico e un dualismo gnostico, che prevede infine una Decreazione, uno svuotamento che finisce per svilire l’atto creativo divino. Tutte le posizioni gnostiche si trovano in difficoltà nella spiegazione del procedere del molteplice dall’Uno. Perché se l’Uno è perfetto al punto di attrarre il molteplice verso la sua unità, perché non esiste solo l’Uno nella sua perfezione? Proprio la sua incapacità di pronunciare un sì senza riserve all’esistenza del molteplice e all’irriducibilità delle miriadi di persone concrete ad un unico Umano trascendentale-cosmico fa di Simone Weil una non-cattolica.

4 pensieri su “Rileggo Simone Weil 11

  1. Al liceo avevo tra i libri di testo uno strano “dizionario di filosofia”, autore se non erro Miano.
    In formato tascabile c’era “tutta” la filosofia ! altro che Bignami…
    Mezza pagina per “Aristotele”; sei righe per “Descartes”; due o poco più per voci come “Dio”, “platonismo”, “Hobbes”. Ovvio che era un testo assolutamente inutile a ragazzi di 16 anni digiuni di filosofia: la sua lettura pre-supponeva la conoscenza della materia.
    Eppure, ero affascinato dalla sinteticità , dal tentativo dell’autore di condensare nel minor numero di parole possibile l’essenza, il nocciolo di argomenti sui quali esistono intere biblioteche.
    A distanza di quarant’anni, ricordo la definizione di “amore”. Non posso garantire la precisione, ma sono certo del “succo”:
    dicesi A. un sentimento che spinge a ricercare la vicinanza con l’oggetto-persona cui è indirizzato; e che comporta sofferenza se questa congiunzione viene impedita.
    Tutto qui.
    Questo spiega la differenza sostanziale dei miei sentimenti verso Sharon Stone e verso mia moglie.
    Come molti di voi, “amo” S.S. , ovvero sono portato a desiderarne la vicinanza, ma per fortuna non soffro e non maledico l’avverso destino che mi priva della sua compagnia.

  2. l’amore…credo sia impossibile definirlo con poche parole…
    l’amore è tutta una contraddizione, desidera la sofferenza dell’attesa,
    e piange l’indifferenza di chi insegue…
    non si riesce mai ad afferrare!

    Ciao Fabio!
    :-)

  3. …e poi dicono che il romanticismo è finito…
    fino a che ci sono donne come Carla, il mondo è salvo.
    (spero che Carla non si offenda del tono leggero che uso, nei confronti oltretutto di chi non conosco)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...