Lady Diana

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I media ci hanno bombardato pesantemente con le immagini e i racconti delle celebrazioni (come altro chiamarle?) del Decennale della morte di Lady Diana. La sua funzione di vittima girardiana, prima aborrita e insultata, poi divinizzata e in grado di unire la comunità, è assolutamente evidente. I media perseguitano, i media divinizzano: il Sacro immanente si è concentrato nei media, che rivelano insieme la loro capacità di porre al Centro e di sacrificare, in un circuito ininterrotto.

Con i fatti di cronaca nera succede una cosa analoga. Il Sacro immanente è richiamato dal sangue delle vittime, e non potendo inserirle nella sua orbita prima della loro morte (come era avvenuto per Diana), cerca altre figure intorno al crimine, figure viventi. E siccome tra Spettacolo e Informazione oggi c’è totale identificazione, come non comprendere le due povere gemelle, stritolate dal meccanismo, già pronte a qualsiasi cosa pur di raggiungere il Centro. Il Centro delle televisioni, tutte eguali, tutte devote ad un unico culto, il Centro dove c’è la vera Vita, il vero Essere.

Lady Diana non è affatto la Principessa del Popolo come si dice. E’ la Principessa delle Masse televisive e dei Media. In questo senso, è una figura eccezionale, e la vecchia Inghilterra non cessa di sorprendere per capacità mitopoietica. Tra i Beatles e Lady D c’è evidente continuità. Il loro ruolo ne fa delle figure anticristiche.

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