Paradiso per gatti

Ascolto oggi alla radio in auto, mentre ritorno a casa dall’Orto di San Francesco, dove ho portato il mio figliolo autistico, nella trasmissione Uomini e profeti di Gabriella Caramore, la fanta-teologia animalistica di Paolo De Benedetti, che farnetica, tra le altre cose, di un paradiso per cani e gatti. C’è da restar basiti. Mi viene da pensare che ascoltando le bambinate teologiche di De Benedetti un uomo adulto razionale potrebbe avvertire tutto il fascino dell’ateismo e dello scientismo. Un paradiso solo per cani e gatti? Un Pet-Paradise? Per i coccodrilli e i cobra niente? E come sarebbe il paradiso dei gatti? Il solito umano-troppo umano, animalista-troppo animalista. De Benedetti proietta l’umano (il suo) nell’animale, stravolgendone e violentandone la natura, ma seraficamente, senza nemmeno accorgersene. Il gatto come pacifico umanoide a quattro zampe che mangia solo crocchette vegetali. La morte che entra nel mondo col peccato di Adamo, dunque portata dagli umani, coinvolgendo gli animali innocenti, che prima dell’avvento degli umani dunque non morivano? Erano tutti erbivori, anche quelli dotati di unghie e zanne? E gli squali si nutrivano di alghe… Ma io lo so come sarebbe il paradiso gattesco (me l’ha detto la gatta del vicino): sarebbe pieno di topi da cacciare, che felicità.

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Branchi

Ad un cane non occorre molto per ritornare ad uno stato semi-selvaggio. La vita del branco si ricostituisce facilmente, ma in condizioni non naturali. Ne viene fuori qualcosa di inquietante, come a Gravina in Puglia, dove cani si aggirano per le strade senza alcun controllo, e diventano una minaccia. Anche perché, a differenza dai lupi, non hanno alcuna paura degli umani. E i rifiuti diventano la loro fonte di cibo. Una metafora del nostro possibile futuro?

gatto, cane e topo

Questo video mostra un comportamento animale assai interessante. Un cane e un gatto che tra loro sono evidentemente in ottimi rapporti si imbattono in un sorcio. Entrambi cacciatori, si divertono a turno con la stessa preda. C’è sempre da riflettere sul fatto che i due animali amici dell’uomo per eccellenza siano entrambi predatori. Denti e artigli non sono stati dati loro perché potessero mangiare crocchette. E se si ama la natura, bisogna amare anche questo suo aspetto.

Museruole

In questi giorni si dibatte sui cani pericolosi. Prevalgono, ovviamente, le posizioni più irrazionali, tra le quali la più ricorrente ed esemplare è quella che si condensa nella frase “non sono i cani ad essere pericolosi, ma i loro padroni”: ovvero non esistono razze più o meno aggressive, ma “anche un barboncino può mordere”. Continua a leggere