Taccuino di un soldato veneto

Il taccuino 1943-45 del tenente Nino Brotto di Zero Branco, mio padre, è leggibile in pdf, cliccando sull’immagine.

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Taccuino di prigionia (13)

7 Gennaio 1944. L’anno scorso 1943 com’è finito male! Con Mario le feste ce le siamo passate alla meno peggio. Avevamo un po’ di pane del baratto sveglia.

8 Gennaio. Ho ricevuto una cartolina con mia somma gioia. È arrivata la commissione di cui tanto si era parlato. Tutte le supposizioni che avevano riempite le nostre giornate, facendoci sperare dio sa che ispirate condizioni per rientrare, crollarono appena vedemmo arrivare quel colonnello degli alpini. Poi ci parlò di assistenza, di interessamento per il miglioramento del trattamento, e infine disse qualcosa della situazione militare.
Accennò anche ai giovani italiani che imbracciavano le armi con gli inni del risorgimento sulle labbra. Lasciò capire che avrebbe ricevuto anche gruppi di noi per schiarimenti e per eventuali possibili facilitazioni ecc. Insomma una velata fine propaganda. Molti aderirono e sottoscrissero:
Dichiaro di aderire all’idea dell’Italia Repubblicana Fascista e di combattere con le armi nell’istituendo esercito repubblicano senza riserve anche sotto comando supremo tedesco.
Il 7 di bastoni decise la nostra adesione. 900 circa ufficiali firmarono.

Taccuino di prigionia (12)

24 Dicembre 1943. La vigilia. Mario ha ricevuto una cartolina dalla famiglia tramite la Croce rossa. È stata una bella sorpresa ed il più bel regalo per Natale. Io spero ricevere tra giorni poiché altra posta sembra sia arrivata. Da Treviso hanno ricevuto parecchi ufficiali, tra cui Turchetto e Zucchegna.
Stanotte ho vegliato per cuocere i fagioli che Mario ha avuto come noleggio della bilancia. Ancora cinghia in questi giorni, sempre acqua nelle sbobbe!
Avevano promesso un rancio speciale per domani. Ma già è arrivata la smentita. Si parla con una certa sicurezza della partenza degli ufficiali effettivi. Molte supposizioni. Non parlo dei ricordi che mi inteneriscono.

Taccuino di prigionia (11)

20 Dicembre 1943. Finalmente ci hanno dato la 2ª cartolina da scrivere a casa. Però siamo stati scalognati, a noi niente modulo per il pacco. Scriverò a casa che si interessino per farmelo avere tramite  la Croce rossa.
Ho messo in vendita l’unica maglia che avevo: il maglione regalo di Lisetta. Stamattina sono stato a Messa. Han fatto anche la Novena. Soliti ricordi!
Ieri sera ho visto il teatrino. Rivista di Guareschi. Alcuni quadri furono davvero interessanti. L’orchestrina suonò canzonette di qualche anno fa. Chiudendo gli occhi mi trsportai in Sala Balzaro. Un momento, quante cose si rievocano!
Dicono che a Natale ci sarà la pastasciutta. Intanto ci fanno fare una cinghia straordinaria.

Taccuino di prigionia (10)

16 Dicembre 1943. Stasera fumeremo l’ultima sigaretta della razione di novembre. Dicono che al 24 distribuiranno quella di dicembre. Quindi 9 giorni senza fumare.
Dovevamo darne 12 al cap. Rorè per via dell’orologio mio. Però è stata una fregatura! L’orologio non funziona neanche adesso, dopo la riparazione. Pazienza! Non lo potremo vendere. Chissà se la sveglia tascabile di Mario potremo commerciarla.
Don Pesa viene sempre per la funzione nella nostra baracca. Stamane hanno cantato la novena. È caro al cuore il canto liturgico imparato alla Pieve del paese natio.
E ricordi, ricordi arrivano galoppando che non si potrebbero dire tutti.

Taccuino di prigionia (9)

4 dicembre 1943. Tra 1/4 d’ora ci sarà il cinema alla baracca 9. Ieri furono distribuite le lettere con i moduli per i pacchi. Siccome non bastavano per tutti li diedero agli ammogliati. Dicono che tra giorni ne daranno in distribuzione a tutti. Speriamo. Arrivarono 37 lettere dall’Italia. Per noi niente. Ci fu anche una richiesta di lavoratori. Io ero propenso, Mario no. Abbiamo fatto le carte. Uscì il cinque di bastoni, carta dispari = a no. Diversi ufficiali aderirono.
Mario pensa: fintanto che abbiamo pane in più della razione possiamo restare. Poi si vedrà. Abbiamo quasi terminato il pane dell’orologio di Mario. Restano le 2 sveglie 1 paio di mutande 2 ghefanghens [sic] ed 1 paio di guanti di lana che mi regalò Trinca a Ragusa.
Oggi ci diedero 1 lenzuolo a testa. Non capisco perché i tedeschi facciano le cose a metà. Ci danno dopo 1 mese e mezzo 1 lenzuolo invece che due. Non potevano aspettare un altro po’ e darcene 2, oppure non darceli addirittura?
Dopo l’ondata di ottimismo suscitata dai bombardamenti inglesi in Germania, un senso di freddo pessimismo pervade ognuno. Tutti temono che la Germania sia ancora un osso troppo duro. Dio non lo voglia!
A casa ci penso sovente. Tanti tetri pensieri a volte mi avvolgono. Di Tomaso e Ciro che ne sarà? E gli altri come vivranno, cosa mangeranno? Dio li protegga.

Taccuino di prigionia (8)

26 novembre 1943. Oggi c’è un’adunata in campo sportivo. Ci sarà qualche comunicazione? Sono rimasto in baracca perché il dolor di denti di ieri sera mi produce una enfiagione alla guancia destra. C’è silenzio in baracca. Mi sembra una cosa stranissima. È così raro il silenzio in questo campo! Neanche di notte. A mezzogiorno ho mangiato minestra di semolino (acquosa) e poi io e Mario ci abbiamo aggiunto i rimasugli di patate del mastello filtrati con il sacco del pagliericcio. È venuta una cosa piuttosto densa. Però si sentiva la terra scricchiolare sotto i denti. Scommetto che in tempi normali i porci l’avrebbero rifiutata.
A volte penso che se avessi quella semola che Norma [una delle tre sorelle di mio padre] dà alle galline ci farei certi minestroni giganti (per usare un termine di Mario).
Adesso è finita la quiete; tornano dall’adunata. Nessuna novità.

Taccuino di prigionia (7)

24 novembre 1943. Sono passati 21 giorni. Se ci penso mi sembrano anni. Strano perché altre volte non so convincermi di aver trascorsi tanti giorni in prigionia. Mi par di essere arrivato ieri.
Cosa è successo di bello in questo lasso di tempo. Un concerto diretto da Scellini del Teatro la Scala di Milano. 6 violini. 1 violoncello. Cornetta. Clarino. Fisarmonica, pianoforte. Molto ben riuscito.
Sono partiti tutti gli ufficiali superiori. Sono arrivati altri ufficiali ancora.
L’adunata si fa fuori dalla baracca. Grande miglioramento. 1/4 d’ora di ginnastica al mattino a partire da ieri.
Compera di pane a 300 £ il Kg da parte di Mario. Continua a leggere

Taccuino di prigionia (6)

3 novembre 1943. Giorni tristi che ricordano le famiglie e i nostri cari trapassati. Memorie rievocate dai nostri cuori con malinconica tristezza. Si rivà con la mente ai giorni trascorsi nella pace delle nostre famiglie e vien voglia di piangere.
Ieri sono arrivati altri ufficiali, circa 300. Dicono che a Spalato ufficiali della Bergamo siano stati fucilati perché passati coi reparti di ribelli.
Mario ha procurato cavoli e patate. Ho fatto stamane la fila per le bucce di patata.

Taccuino di prigionia (5)

28 ottobre 1943. Stamane mi svegliai per il chiacchericcio dei miei vicini di letto tutti capitani meridionali anzi siciliani. Ricordavano il XXVIII ottobre, data da pronunciare dopo i debiti scongiuri. Si scherzò un po’ tutti, e qualcuno disse anche che ci sarebbe stato rancio speciale.
Nei giorni scorsi non ho scritto niente poiché ci fu la demolizione delle vecchie lettiere e la sistemazione dei lettini biposto. Io dormo sopra, Mario sotto. Non c’è male. Abbiamo lavorato però. Anche i capitani vecchiotti lavorarono. Anzi lavorarono forse anche più di noi. Sto fumando una sigaretta di quelle che ci hanno dato, che porcheria! Si dice che non siano fatte con tabacco. Oggi in qualche baracca fu distribuita la birra. 1/2 litro a testa. L’altro giorno vicino al campo delle adunate vidi dei ragazzini polacchi che lanciavano sopra il reticolato delle mele. Gli ufficiali che stavano più vicini si gettarono a tuffo per prenderle. Come i ragazzi si buttano sui confetti che gli sposi distribuiscono all’uscita di chiesa. Continua a leggere