Moderni alchimisti

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Mi piacerebbe conoscere un moderno alchimista che abbia dato un contributo fondamentale alla conoscenza dell’umano. Jung lo trovo insopportabile, gli junghiani mi fanno pena. Ciò che sta tra la filosofia e la scienza è sostanzialmente magia, ovvero una forma di ricerca del dominio (magari inteso come auto-dominio). Continua a leggere

Scoperta

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Non è mai troppo tardi per scoprire il proprio vero sé.
Il proprio vero sé si scopre di fronte all’altro-da-sé.

Così, navigando tra vari blog altri-da-me (cosa che faccio di rado, il mio è un universo di libri), ho scoperto quello che sono.

Sono modernista, occidentalista, mondialista, filo-sionista, imperialista, maschilista, omofobo, antianimalista. Non male.

Digiuno della sete

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Ho già scritto in un post che i Radicali rappresentano una forma di arcaicità politica. Questo si evidenzia al massimo grado nel loro leader Pannella. Egli ne è il capo, al di là delle cariche istituzionali, per essenza. Perché la sua essenza è più grande di quella di tutti gli altri. Egli è il Big Man del gruppo, colui che possiede una natura differente, e un grado di potenza superiore. Continua a leggere

Rileggo Simone Weil 3

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Senza ostacoli inevitabili – senza necessità – l’arte stessa sarebbe ricondotta a un puro gioco. Infatti che cosa esprimerebbe? Ogni opera d’arte canta la necessità. L’arte greca come le altre. Filottete, ecc.
   (I,137)

Penso che sia vero e non vero. Se è vero, infatti, che l’arte sarebbe ridotta a un puro gioco in assenza di ostacoli inevitabili, anzitutto mi chiedo che cosa vi sia di negativo nel puro gioco. Continua a leggere

Codibugnoli

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Seguo dalla mia finestra le evoluzioni di una coppia di codibugnoli tra i rami di un albero del mio vicino. Il mio piccolo giardino, come quelli accanto, ospita, a volte per pochi minuti, varie specie di uccelli. Cince, verdoni, pettirossi, lucherini, verzellini, capinere, scriccioli, merli, storni, tortore dal collare orientale, e altre specie ancora. Ma di codibugnoli non ne avevo mai visti qui. Continua a leggere

Rileggo Simone Weil 2

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La Grecia è la giovinezza dell’umanità. Ma la virilità promessa da questa giovinezza, ahimé, non è venuta. (I, 135).

Io non dico ahimè. Dico “grazie a Dio e all’elezione di Israele”. Continua a leggere

Capitale

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Al di là di ogni ragionamento e di ogni distinzione più o meno sottile, mi sembra che una verità sia evidente: non esiste e non è mai esistita alcuna società industriale in assenza di un’accumulazione del capitale. Anche le società del socialismo reale, in quanto si sono volute industriali, hanno dovuto passare attraverso la fase dell’accumulazione, realizzata con metodi schiavistici (vedi l’estrazione dell’oro in Siberia realizzata negli anni Trenta con mano d’opera forzata), e sono divenute società capitalistiche, differenti dalle occidentali solo per la natura statale del loro capitale. Continua a leggere

Rileggo Simone Weil 1

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Rileggo i Quaderni di Simone Weil, nell’edizione Adelphi. La lettura della Weil in questi anni mi ha dato molto, forse per la sua immensa distanza in alcune cose (la ritengo una grande catara, e io sono avverso al catarismo), e per la sua vicinanza in altre, lontananza e vicinanza intrecciate. Continua a leggere

Ingannevoli passioni

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Elisabetta Liguori ha letto l’ultimo romanzo di Lidia Ravera, e ne parla nella sua pagina sul mio sito, cominciando così:

Questa volta non vorrei raccontare una trama.
Davanti ad un romanzo come questo, vorrei poter parlare di passione. Di quella di ieri, di quella di oggi. Di passione e di equivoci. Parlare cioè di quello che di mio o di altri, forse di universale, mi è parso di riconoscere dentro il nuovo romanzo di Lidia Ravera, “Le seduzioni dell’inverno” edito da Nottetempo: una storia che racconta abilmente le attuali conseguenze dei fraintendimenti amorosi. Continua a leggere