Un libro di sole cento pagine che trovo molto ricco e stimolante è questo di Riccardo De Benedetti La chiesa di Sade (Medusa 2008). Devo francamente dire che per la figura del Divino Marchese non ho mai provato alcun interesse, neppure momentaneo e marginale, e che di Sade non sono in grado di dire nulla di serio, e neppure di giudicare la fondatezza della tesi generale del saggio, ovvero della pervasività della visione del mondo sadiana a tutti i livelli nella società contemporanea (tesi che di primo acchito mi lascia perplesso). Tuttavia colgo qua e là nel testo spunti di grande interesse, e per questa ragione vi dedicherò due o tre post.
Zabaione
Cancro morale
Ho scritto altre volte che il cancro dell’Italia è la sua Università. Come l’omonima malattia, infatti, essa non risponde ad alcuna legge etica e procede per metastasi. A giudicare dai media, l’attenzione sulla metastasi è abbastanza viva: la denuncia del proliferare dei corsi, delle sedi e sedine in ogni villaggio anche sperduto, le diseconomie, ecc. Ma non si è fatto nulla, finora. E non si è fatto nulla a causa di un pauroso buco nero di natura etica. Continua a leggere
Rileggo Simone Weil 33
La psicoanalisi, surrogato dello yoga ad uso del XX secolo. (II, 125)
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Due cose giuste
Ho sentito dire due cose giuste sulla scuola. La prima da Fausto Bertinotti: il movimento degli studenti di oggi non ha alcun rapporto col Sessantotto, e semmai assomiglia per alcuni versi alla Pantera del 1985. La seconda cosa giusta l’ha detta Oliviero Beha: Destra e Sinistra sono responsabili insieme di uno sfascio totale della scuola iniziato 30 anni fa, e continuano a non avere un’autentica percezione della realtà di questo sfascio e delle sue conseguenze apocalittiche. Continua a leggere
Mio nonno
Mio nonno materno era un pittore. Un pittore professionista, uno che viveva del frutto della sua arte. Non era un modernista, né un innovatore: era un attardato, un erede dei macchiaioli. Aveva una grande tecnica, dipingeva ritratti, paesaggi e nature morte. Era l’ultimo erede di una tradizione familiare antica. Dalla prima metà dell’Ottocento, il ramo della grande famiglia Ghedina da Cortina d’Ampezzo, da cui uscì mia madre, era stato fecondo di artisti: il mio trisavolo Giuseppe Ghedina, suo fratello Luigi, e il mio bisnonno Gaetano, e mio nonno Gino. Continua a leggere
Rileggo Simone Weil 32
Impotenza di Dio. Il Cristo è stato crocifisso; suo Padre l’ha lasciato crocifiggere; due aspetti della stessa impotenza. Dio non esercita la sua onnipotenza; se l’esercitasse, non esisteremmo né noi né niente. Creazione: Dio che s’incatena mediante la necessità – Si può sperare che alla morte le catene cadano, ma si cessa anche di esistere come essere separato – Perché la creazione è un bene, pur essendo inseparabilmente legata al male? Perché è un bene che io esista, e non Dio soltanto? Che Dio si ami attraverso il mio miserabile intermediario? Non posso capirlo. Ma tutto ciò che io soffro, lo soffre Dio, per effetto della necessità della quale egli si astiene dal falsare il gioco. (Così egli fu uomo ed è materia, nutrimento). (II, 95)
Scuola II
Anche questa è del 2004. L’oscillazione mi sembra davvero, anche in questi giorni, la cifra essenziale della questione scuola.
OSCILLARE. Nella parte conclusiva del suo meraviglioso Il Dio dei filosofi (Der Gott der Philosophen , 1971, trad. it. Brusati, Brusotti e Mauro, il melangolo, Genova 1994, vol III), Wilhelm Weischedel tenta di definire Dio come oscillazione assoluta (p. 303). Profanando il concetto weischedeliano, si potrebbe applicarlo alla scuola italiana contemporanea, e forse per estensione alla scuola occidentale contemporanea, e forse per estensione ancora più comprensiva all’intera società occidentale. Continua a leggere
Scuola I
In questi mesi si dibatte della scuola: in modo italico, ovvero isterico, ideologico e improduttivo. La scuola è usata soltanto come pretesto per attaccare il nemico, da l’una come dall’altra parte. In un’ottica lungimirante, il sistema scolastico richiederebbe investimenti colossali, altro che Grandi Opere! Su questo non posso dire nulla, è chiaro come il sole che sulla scuola non c’è un discorso culturale serio, da parte di nessuno. Vado dunque a ripescare cose che ho scritto negli anni scorsi. Questa è del 2004. Continua a leggere
Una visione
Mi è capitato una sola volta di vivere un’esperienza RSM (RSME è l’acronimo sotto il quale vengono rubricate le esperienze religiose, spirituali e mistiche, ovvero tutte quelle che, in modi diversi e anche diversissimi pongono il soggetto umano di fronte ad una radicale Alterità). Queste esperienze possono essere innescate da assunzione di droghe, da situazioni di particolare stress, ecc.: vi è una letteratura immensa su tali fenomeni. La mia, invece, è avvenuta entro un contesto assolutamente normale, in assenza di qualsiasi anomalia. Continua a leggere
Rileggo Simone Weil 31
I miliziani del Testamento spagnolo che inventano vittorie per sopportare la morte; esempio dell’immaginazione che colma il vuoto. Sebbene non ci sia niente da guadagnare dalla vittoria, si sopporta di morire per una causa che sarà vittoriosa, non per una causa che sarà persa. Per qualcosa del tutto privo di forza, sarebbe sovrumano; discepoli del Cristo. Il pensiero della morte esige un contrappeso, e questo contrappeso – a parte la grazia – non può essere che una menzogna.
(…)
La morte, fonte per gli uomini di ogni menzogna e di ogni verità.
(II, 59) Continua a leggere


