Due cose giuste

Ho sentito dire due cose giuste sulla scuola. La prima da Fausto Bertinotti: il movimento degli studenti di oggi non ha alcun rapporto col Sessantotto, e semmai assomiglia per alcuni versi alla Pantera del 1985. La seconda cosa giusta l’ha detta Oliviero Beha: Destra e Sinistra sono responsabili insieme di uno sfascio totale della scuola iniziato 30 anni fa, e continuano a non avere un’autentica percezione della realtà di questo sfascio e delle sue conseguenze apocalittiche.

Bertinotti ha ragione nel sostenere che questo movimento è post-millenniale, e cioè apartitico. Ma secondo me ha torto (e questo ha radici nella sua visione del mondo) nell’attribuire positività al movimento in quanto tale, in quanto spontanea manifestazione delle masse. Ha ragione invece Beha nel vedere in esso una manifestazione di un generale ammutinamento degli Italiani. Si tratta di un ammutinamento strano, almeno in apparenza, nel quale la brama diffusa di ordine, sicurezza e benessere si mescola col rifiuto della legge e delle regole, e la voglia di cambiamento col terrore del nuovo. Come ho già scritto altrove, la società italiana prima ancora dello Stato è sull’orlo di un disfacimento e di una globale perdita delle differenze, con l’eccezione di quelle di reddito, che però sono inadeguate a sostenere l’ethos di un popolo. Il primo luogo in cui la cancellazione della differenza ha avuto luogo è la scuola, grembo della società futura. In questa congiuntura, Berlusconi che prima fa apparire e poi nasconde i manganelli, e Veltroni che cerca di cavalcare la protesta, sono due incarnazioni dello spirito italiota. Ma il secondo è ben più patetico del primo.

2 pensieri su “Due cose giuste

  1. Che il movimento assomigli al ’68 o alla Pantera, l’importante è che gli studenti rifiutino un modello in cui l’istruzione non è un diritto ma un privilegio. Non riesco a trovare un elemento positivo in ciò che propone la Gelmini e nella legge 133. Cosa possiamo fare se non manifestare il nostro dissenso? Accettare passivamente? Il problema di fondo è la disinformazione: a coloro che acclamano la Berlusconi e stimano la Gelmini farei leggere il discordo di Calamandrei in difesa della scuola.

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