- Desiderio e pensiero sono sempre in lotta. Nonostante le apparenze, nella psicoanalisi il primo trionfa.
- Il “piuttosto che” nell’uso che se ne fa da parte di molti è un abominio agli occhi del Signore.
- Renzi è il nuovo che arretra.
- Qui ci sono moltissimi profeti. Per lo più falsi.
- La hybris europea sta ricevendo la sua punizione. Il gigantismo dei 27 ha sfidato gli dèi.
- Le barche di lusso nei porticcioli italiani sono dieci volte più numerose dei contribuenti che secondo il fisco potrebbero permettersele. Ora tutto il popolo italiano è chiamato ai sacrifici. Qualcosa non va, forse.
- In tutti i tempi i Faraoni al potere, amministratori dell’ovvietà della loro epoca, esigono obbedienza e culto degli dèi di cui sono i figli.
- “Equità sociale” è un’espressione oggi sulla bocca di pochi. E nemmeno quei pochi ci credono realmente. “Giustizia” è una parola-fantoccio.
- Può qualcosa di sostanziale essere prodotto da una serie di accidenti?
- Urge un nuovo patto sociale. Tra disoccupati e padroni di barche da diporto.
- L’Amore divino creò lo squalo, il coccodrillo, la tigre, la mosca, la zanzara e i virus.
- Nessuno ama il ruolo di cavia.
- Il sacrificio altro non è se non un’uccisione trasformata.
- L’alternativa al flusso monetario è il flusso del piombo.
Zabaione
Natura, guerra e pace

Se è legittimo l’uso della parola pace ad esprimere una condizione del rapporto tra gli umani e le forze naturali, allora è legittimo anche l’uso della parola guerra ad esprimere una condizione diversa. In Liguria abbiamo subito un attacco sotto forma di alluvione. Siccome la condizione di pace con le forze naturali è transitoria (come lo è il suo opposto), gli umani dovrebbero adottare tutte le precauzioni e le tecniche per rendere i danni più leggeri nel caso di un riesplodere del conflitto sempre latente. Invece cosa si vede, massime da noi? Si vede che coloro che dovrebbero gestire il territorio non solo lo fanno malissimo, attenti solo al risparmio o al profitto immediati, ma addirittura dimenticano che l’umanità non è con la natura in una condizione di pace permanente, ma di armistizio, che l’una e l’altra parte volentieri e spesso infrangono. Ma noi abbiamo sempre sottomano il comodo rimedio dell’aumento delle accise…
Scuola e non scuola 11

Dal 2001 al 2007 ho scritto una serie di Croniche di scuola e non scuola. Le rileggo in questi giorni, e mi pare che delineino un quadro che anche nell’era gelminiana rimane immutato. Drammaticamente. Ne ripubblico qui gran parte. Continua a leggere
Scuola e non scuola 10

Dal 2001 al 2007 ho scritto una serie di Croniche di scuola e non scuola. Le rileggo in questi giorni, e mi pare che delineino un quadro che anche nell’era gelminiana rimane immutato. Drammaticamente. Ne ripubblico qui gran parte. Continua a leggere
Centro del Centro

Foto stupenda dell’ottobre 2010: Gheddafi sta tra il dittatore yemenita e quello egiziano. C’è anche quello tunisino. Mai come in questi giorni appare in tutta la sua evidenza la verità fondamentale della condizione umana: il centro è il luogo della potenza ma anche quello della vittimizzazione. Il centro è il luogo da cui si irradia la potenza ma anche il punto del mirino reticolato di un’arma di distruzione. Tutto converge verso il centro.
Da uomo potentissimo a vittima inerme. Il linciaggio di Gheddafi, il trattamento inumano cui è stato sottoposto, sembrano scalfire ben poco la coscienza collettiva mediatizzata. Ancora una volta è evidente come l’alta considerazione in cui apparentemente è tenuta in Occidente la vita umana (e ora anche animale) sia solo una fragile crosta. Quel che J. Conrad aveva capito perfettamente, e noi che piangiamo per i gatti abbandonati ci rifiutiamo di vedere.
Scuola e non scuola 9

Dal 2001 al 2007 ho scritto una serie di Croniche di scuola e non scuola. Le rileggo in questi giorni, e mi pare che delineino un quadro che anche nell’era gelminiana rimane immutato. Drammaticamente. Ne ripubblico qui gran parte. Continua a leggere
Scuola e non scuola 8

Dal 2001 al 2007 ho scritto una serie di Croniche di scuola e non scuola. Le rileggo in questi giorni, e mi pare che delineino un quadro che anche nell’era gelminiana rimane immutato. Drammaticamente. Ne ripubblico qui gran parte. Continua a leggere
Uno, cento, mille Carlo Giuliani!
Asimmetria

Tento un esperimento di pensiero: figurarmi uno Stato arabo che libera centinaia di israeliani detenuti per crimini gravissimi in cambio di un proprio soldato. Non ci riesco. Perché?
Black bloc photoshop
Ed ecco che nel web circola questa foto. Naturalmente, chi la fa circolare intende diffondere il sospetto (o la convinzione) che i cossidetti black bloc siano manovrati da poteri occulti, cioè da organi dello Stato. L’uomo con gli occhiali neri (e si vede anche un cavetto bianco che va dal collo della camicia al taschino) sarebbe un poliziotto in borghese. Io so che le immagini di ogni tipo sono spesso ingannevoli, e tuttavia la scena è comunque interessante. Un signore se ne sta lì tranquillo mentre a due metri da lui due energumeni sfondano a sprangate i vetri di una banca. Che sangue freddo! Che sia il direttore della sede? Che sia un inviato di Draghi?


