Uno, cento, mille Carlo Giuliani!

Potenza della mimesi! Quello del lancio dell’estintore contro i mezzi della polizia è diventato un gesto sacro. Carlo Giuliani è stato fatto santo. Come tutti sanno, i santi sono modelli da imitare.

 

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8 risposte a "Uno, cento, mille Carlo Giuliani!"

  1. Fabio, non credi che o la scuola, genitori, chiesa tornano a offrire ai ragazzi, di ogni età a partire dalle elementari, cose molto semplici ma altrettanto impegnative come: autorevolezza delle persone impegnate con loro; contenuti didattici e disciplinari seri e chiari; evidenze culturali, classici, competenze linguistiche basilari e non sottoposte a critiche preventive… o i ragazzi o non hanno altra strada che vandalizzare da soli o in gruppo? Non si può continuare con questa melassa ignobile fatta di promesse mancate; di intenzioni che smentiscono a un dipresso, solo nell’arco di poche ore, quello che si è appena fatto o si ha in animo di fare e poi stupirsi che accada quello che è accaduto. Si devono abbassare gli orizzonti… lavoro manuale o tecnica avanzata, diminuire le facoltà sociologiche e di comunicazione, restringerle a quelle che devono essere in base alle richieste reali… se non riesci a fare il Politecnico vai nell’artigianato evoluto che si può fare, dà valore aggiunto e ti fa crescere… non puoi vendere cultura umanistica senza uno sbocco umano al fare della società… che è come dire rimettiamo in piedi un’antropologia sostenibile. Guarda che è non deprimente ma ignobile quello che sta succedendo: nell’inserto economico del Corriere, solo per fare un esempio, di oggi c’è una pagina intera sulle manovre che Fassino, Chiamparino e soci stanno facendo a Torino per rimodellare la finanza di quella città… fondazioni, Fiat, società di consulenza, capitali speculativi, fondi… il tutto mentre s’indignano… io lo trovo sconcertante questi sono matti o sono personaggi privi di qualsiasi percezione della realtà… sono loro che costruiscono giorno per giorno il nichilismo che i giovani realizzano o come a Roma o come tutti giorni tra pub birrerie discoteche e strade…

  2. Caro Riccardo, dal canto mio sono alquanto pessimista. Tuttavia, mi sembra che il tuo sguardo sia volto quasi esclusivamente sulla sinistra, come se la parte destra non fosse quel verminaio che è. Il problema è che all’assetto capitalistico-finanziario delle nostre società nessuno è in grado di contrapporre un’alternativa, che non sia meramente utopica e irreale.

    1. è che la sinistra ha l’onere della prova… come tutti i nostri buoni sentimenti… chi fa il lavoro sporco ne è, seppure parzialmente, esentato… il verminaio della destra è relativo al possibile scarto tra una pratica che confermi l’esistente (ma allora sarebbero di destra pressoché tutte le formazioni politiche che si muovono nel teatrino italico) e una che ne prefigura uno inedito e più giusto e nel farlo dimostri che è costiotuito della stessa pasta dell’altro… a che pro distinguere allora? Poi credo che la pratica del conservatorismo sia meglio di quella progressista… può riuscire meno bene e può anche entrare in contraddizione con se stessa ma mai raggiungerà i vertici di schizofrenia della pratica progressista… il progresso si autocancella, è destinato per definizione a lasciare il passo a ciò cha qualcun’altro considererà vecchio e disponibile alla cancellazione necessaria al proseguimento del movimento incessante della storia entro cui tutto si scioglie e tutto perisce. A che pro essere di sinistra?

  3. Infatti, io sono convinto che le differenze ideologiche oggi siano scarse. Tra l’altro, Berlusconi si presenta come rivoluzionario liberale e accusa la sinistra di conservatorismo. Io non faccio questioni di etichette politiche, apprezzo solo la gente seria. E ne vedo poca. Infine, in Italia nessuno si definisce conservatore, tutti sono riformatori, e questo la dice lunga.

    1. cmq al di là del fatto che è più facile discutere con chi non ha una filosofia della storia piuttosto che con chi ne ha, essere conservatori mantiene in questo momento molto più attiva l’attenzione sui mutamenti antropologici giganteschi che si stanno producendo… la difficoltà che incontra la politica progressista è anticipata dalla difficoltà che tutto il pensiero moderno incontra quando è obbligato a riflettere sui propri presupposti… dopo che ha predicato l’assenza di ogni presupposto… ma qui il discorso sarebbe lungo. Tornando a sabato, il teppista di quartiere che è in me e nella mia storia mi dice che se nell’insensato c’è della ragione questa è tutta nei casseur, malgrado loro stessi e forse anche contro di loro, ma certo sono convinto che non ce ne fosse un briciolo tra i cosiddetti manifestanti pacifici il comportamente dei quali era motivato per lo più da ragioni di opportunità non certo da una serie e meditata adesione a un qualsiasi programma politico percorribile in una manifestazione… Insomma se devo perdere tempo allora lo perdo scaricando adrenalina pura contro i simboli del potere e spacco tutto… chi può accontentarsi a vent’anni di reggere il cordone a politicanti disfatti dall’uso e dall’abuso di potere? O studio, seriamente, studio e non perdo tempo, ma se non ci credo mi hanno detto che non serve a nulla, mi hanno iscritto a sociologia, a lettere a quell’obbrobrio culturale che è filosofia, o a quella vera fucina di frustrazioni che scienze delle comunicazioni o peggio ancora a scienze politiche… allora cosa faccio… inculo i passeri? posso accontentarmi del letto del docente tanto figo e tanto stronzo? no, spacco tutto… vorrei che avessero pensato a questo… almeno tolgono l’alibi ai maestri culturali del nulla, glielo indicano, glielo spiattellano davanti agli occhi… fanno come i ragazzi di arancia meccanica di fronte al prof di sinistra che tanto li comprendeva… poverino e alla moglie che voleva offrirgli il te…

  4. Rimane il problema del conservare. Che cosa? Il conservatore dovrebbe essere colui che in tutti i modi difende l’ordine sociale vigente, altrimenti non ci intendiamo sui termini. Ed è forse questo il punto. I termini oggi sono quanto mai labili, volatili, ed usati in tutti i modi. A me la tua posizione appare determinata da un fortissimo risentimento verso i “progressisti”. E anche nichilista, perché potrei dirti che altrettanto legittima è, poniamo, quella di chi invoca l’uso delle armi contro il blocco nero. Io mi schiero di qua, tu per tuo arbitrio di là, a me piace quello, a te questo, a me Mao, a te Hitler. Chi può eleggere, elegga, tanto non ci sono fondamenti, e tutto è indifferente. A me piacerebbe vedere la truppa che avanza con le baionette innestate: “Prima linea in ginocchio”, “seconda linea caricate!” “Prima linea: fuoco!” Un bel massacro ha sempre una dimensione estetica.

    1. no imploro soltanto la fatica del concetto… come direbbe Hegel, la fatica di innescare processi di conoscenza anche nell’azione politica e civile. la nostra è una democrazia con tutte le procedure funzionanti, dal condominio fino al sindacato e all’ospedale passando per la scuole. Ma chi la dovrebbe far funzionare non lo fa, i cittadini per primi, in preda a una negligenza atavica che negli ultimi decenni si è moltiplicata con il moltiplicarsi degli strumenti tecnologici. Risentimento? anche, tieni conto che io da dieci anni lavoro con il parlamento nel senso che ho ottenuto il dlgs 122, sto cercando di migliorarlo, sempre dall’esterno. So come lavorano e il caos mentale che attanaglia i suoi abitanti. Oggi se telefono a un deputato della Lega mi risponde se telefono a un Pd non mi risponde, non ha tempo, devo parlare con il suo portavoce e su dieci che ne pensa venticinque non ne fa. Ma scriverei un post lungo un libro… ma i cittadini cosa ne sanno mai chi mai è andato a raccontargli di come le banche hanno agito in questi anni? Chi sa cos’è la cartolarizzazione dei crediti e che conseguenze ha comportato per migliaia di famiglie coinvolte loro malgrado in fallimenti immobiliari… ad esempio? Ma come potrebbero parlarne se la loro unica preoccupazione è come ottenere il consenso di Passera o di Profumo o di Bazoli che su quelle pratiche hanno fatto la loro fortuna e le loro liquidazioni? Fabio l’è in sci… come si dice a Milano… il resto sono puttanate, più o meno solenni ma sono puttanate e il nostro popolo, se mai ne abbiamo uno, è semplicemente sfiancato e non potrebbe essere diversamente… qualcuno ogni tanto sclera… Lisciare il gatto come ha fatto Draghi e stupirsi che il gatto gli ha fatto la faccia feroce? Ma è il minimo sindacale…

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