Micronote 49

gufo1. L’indipendenza di uno Stato che per rimanere tale ha bisogno permanente delle armi altrui è un’indipendenza relativa, e può essere anche meramente nominale. L’integrità del vaso di coccio dipende dai movimenti del vaso di ferro. Se poi il vaso di coccio è un vasetto…
2. Riconosco il valore di Ingrao, ma sono contento di non avere mai sognato il suo stesso sogno.
3. La globalizzazione è tale perché non ammette nulla di esterno a se stessa. Ciò che si pensa essere esterno ad essa, fuori di essa, è come il buco in una fetta di formaggio: ne è comunque parte.
4. «Nessun maggior dolore / che ricordarsi del tempo felice / nella miseria». Ma la felicità ha questa natura: risplende tanto più viva nel nostro cuore, e con tanta maggiore realtà, quanto più è distante nel tempo, e perduta. Quando è presente la percepiamo a malapena, e a volte ci sfugge. Mentre quella futura è un fantasma, anche se sorridente. Infine, essa è come la sua sorella, la bellezza, che cogliamo nella sua verità solo quando è da noi irrimediabilmente lontana.
5. Guai a voi, preti e vescovi ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci!  (Matteo 23, 13)
6. E dunque antiche sofferenze e risentimenti di altre stagioni possono perdere almeno in parte la loro amarezza se la memoria è investita dalla luce sinistra del presente. Una luce di follia, perché sempre la follia in varie forme pervade gli imperi al tramonto. Tutti, qualsiasi sia la loro forma.
7. C’è un’espressione che condensi tutta la stupidità, coglioneria e spirito di gregge della lingua parlata dall’italiano di oggi, massime se giornalista televisivo? Sì, c’è, ed è questa: il combinato disposto.
8. «Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio» è una frase certamente pronunciata da Gesù in riferimento al Regno che lui pensava imminente, che avrebbe trasformato radicalmente la vita degli umani. Ma il Regno non è venuto, e le vicende umane continuano secondo la loro ratio: economia, potere politico e religione non sono mai separate, ma si intrecciano. Pensare che nell’attuale scacchiere mediorientale si possano dividere la logica religiosa e i conflitti che instaura dalla logica politico-economica e i conflitti che genera è un pensare futile. Templi, moschee e chiese costano, le fedi regolano la vita di miliardi di umani, e il potere è uno solo in mille forme. I cesari di Roma venivano venerati come dèi, e dopo morti ricevevano l’apoteosi, e Putin si erge a difensore del cristianesimo contro l’Occidente degenerato, che tale è anche secondo gli islamici. E anche la Destra americana innalza vessilli cristiani. Mi fanno pena i laici nostrani, che si pensano intelligenti e non capiscono nulla.
9. Ecco la famiglia secondo Gesù:
– Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti». Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre». (Matteo 12, 46-50)
10. Una verità che quasi tutti gli umani non vogliono avere davanti agli occhi è che tutto ciò che nasce deve anche morire.
11. «Lo Straniero, l’Altro, il Diverso, a cui ti vuoi aprire, che vuoi accogliere, che vuoi vedere simile a te, tuo prossimo, come ti vede?
Ma non importa, lui non viene solo, non vengono solitudini, ma gruppi, comunità, e ovunque vadano cercano il simile. Non giungono atomi dispersi, pronti ad aggregarsi ad altre molecole di atomi differenti. Si formano aggregati di simili. Quartiere ebraico, quartiere cinese, quartiere polacco, quartiere italiano, quartiere greco, quartiere cingalese, quartiere nigeriano. Il diverso è il simile, il simile è il diverso». (John Chung, “Diversity”, 1998)
12. Della parola nichilismo si è abusato quasi tanto quanto della parola emozione. Dal canto mio, preferisco di gran lunga la prima.
13. Come mi piacciono quelli che mi invitano ad ascoltare le loro profonde ragioni e non danno alcun ascolto alle mie, che mi invitano ad avere dubbi e non ne manifestano alcuno, che mi ingiungono di abbandonare le mie certezze, e non danno alcun segno di lasciare le loro.
14. Un fenomeno tipico dell’umano, che lo definisce pienamente, è questo: molti ragionano dell’umanità come se essi stessi appartenessero ad una specie differente.
16. Finalmente il sogno di Paracelso, creare l’Homunculus, viene realizzato su scala planetaria.
17. Dicono che se le tasse fossero più basse, tutti sarebbero meglio disposti a pagarle. Ma è evidente che, se anche vi sono differenze tra un Paese e l’altro nell’etica pubblica e nel senso di appartenenza alla comunità (che in Italia non sono un gran che), la disposizione individuale a pagare le tasse è ben più saldamente legata alla probabilità che l’evasione venga individuata e alla gravità della sanzione penale e sociale cui si andrebbe incontro. L’Italiano medio, potendo, evaderebbe anche una tassa dell’1%. E troverebbe tutte le giustificazioni immaginabili possibili, lo so per certo.
18. E infine mi è del tutto evidente che di Dio singoli e gruppi sempre si fanno l’immagine che più loro si addice, quella che più sentono conveniente ai loro languori o ai loro furori, e quella immagine coltivano scrupolosamente o accarezzano ogni tanto, e sempre difendono come se fosse una realtà trascendente. Perché difendendo quell’immagine difendono se stessi, e la loro anima, o il loro grumo di appetiti e pulsioni. Difendono cioè quello che hanno caro sopra ogni cosa: la loro stessa identità. L’umano è sempre un idolatra.
19. La profonda repulsione che l’italiano prova per ogni regola, anche per quella che gli garantirebbe la sicurezza personale, è particolarmente evidente nel comportamento stradale dei ciclisti.
20. Chiesa e famiglia. Nella prima lettera di Paolo a Timoteo sta scritto: «Ma bisogna che il vescovo sia irreprensibile, non sposato che una sola volta, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, non dedito al vino, non violento ma benevolo, non litigioso, non attaccato al denaro. Sappia dirigere bene la propria famiglia e abbia figli sottomessi con ogni dignità, perché se uno non sa dirigere la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di Dio?». C’è del relativo nella Sacra Scrittura…
21. In che cosa la vita di un cattolico borghese medio si distingue da quella di un non-cattolico borghese medio, a parte la frequenza alla messa domenicale? Quella cosa non l’ho mai trovata. Soprattutto non ho trovato un diverso rapporto al denaro.
22. Oscurità che si crede luce, balbettio che si crede parola, asini che profetizzano.
23. Il sentiero della conoscenza è incerto e pieno di insidie. C’è il pericolo costante di scambiare verità parziali e contingenti per verità trascendenti e universali. L’assenza della consapevolezza di questo pericolo definisce l’ignorante.
24. Mi ha sempre commosso l’ansia di esprimere le proprie idee dimostrata da molti che di idee non ne hanno alcuna, né propria né altrui.
25. Se ad un bicchiere di vino aggiungi un bicchier d’acqua, nella bevanda che ottieni il vino è ancora riconoscibile. Se versi un bicchiere di vino in un ettolitro d’acqua, quel che ne esce non può essere chiamato acqua e vino, definirlo così è una frode. Lo stesso è dei concetti. C’è una divulgazione in cui essi rimangono concetti, anche se diluiti, e c’è un’estrema volgarizzazione, in cui non esistono più come tali. Questa estrema volgarizzazione è quella dominante nel mondo contemporaneo.
26. La mia idea è che il cristianesimo istituzionalizzato, massime la Chiesa Cattolica, dovrebbe liberarsi di una immensa quantità di orpelli, soprattutto culturali, che ora impediscono a buona parte del mondo di cogliere il senso profondo del messaggio cristiano, e quindi anche di accoglierlo o rifiutarlo con piena consapevolezza. Ma penso anche che, nonostante ciò che sembra apparire dalle prime scene del nuovo pontificato, la spoliazione necessaria non sarà possibile. Essa richiede un’audacia teologica straordinaria, di portata ben superiore anche ad eventi inauditi e senza precedenti in duemila anni, come quello dei due papi che pregano insieme.
27. Se ci sono persone che, non potendo generare figli, affittano un utero, quanto più numerose sono quelle che, non potendo pensare, dovrebbero affittare un cervello. Ma della prima incapacità ci si accorge, della seconda no.
28. C’è un criterio per distinguere la dotta ignoranza del sapiente dall’ignoranza autentica dello stolto? Il più immediato è questo: la prima è molto difficile da comunicare, la seconda è contagiosissima. Lo si vede nei social media.
29. Tutti contro l’Omologazione. Mai che si senta uno che parli o scriva a suo favore. E quasi tutti contro Questa Società. Omologazione e Questa Società non hanno sostenitori, se non pochissimi. Dunque sono deboli, debolissime, spacciate. Fra poco celebreremo i loro funerali e vivremo felici nell’Altra Società.
30. Perché un intellettuale, poeta, scrittore, artista acquisti uno status superiore, diventi cioè in qualche modo un idolo, ottenga quindi una sorta di divinizzazione, gli è necessaria una di queste due cose: o la morte violenta o la follia.
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