Micronote 48

gufo1. Se un alieno mi chiedesse di spiegargli la nostra cultura, comincerei dicendogli che noi negli ultimi due secoli abbiamo prodotto una massa enorme di riflessioni sull’eros, e molto poco o quasi nulla sull’amicizia.
2. Negli anni Settanta infuriava un’epidemia di psicanalite, e io mi sono vaccinato. L’effetto della vaccinazione è permanente. Nei decenni successivi ho avuto molti contatti con la psicanaglia italica, senza riportarne alcun danno.
3. Gratta e perdi. Gratta un po’, e dal piccolo borghese italiano emerge il fascista, magari convinto di essere di sinistra o di non essere niente di preciso. No, quello di piccola borghesia è un concetto zoppicante. Sostituiamolo con ceto medio insicuro e risentito. Resta il fascismo potenziale, la fascinazione della potenza totalitaria mai sopita, il sogno di una forza che risolva i problemi con la scure.
4. L’ accettazione delle differenze pone un insolubile problema di fondazione. Dove si colloca, e come, il discrimine tra le differenze da accogliere e quelle da respingere? Perché non esiste alcuna società umana che respinga ogni differenza, e ugualmente non può esistere  alcuna società che le accetti tutte. L’equilibrio, infine, mi pare stabilito di volta in volta dai rapporti di forza, secondo le declinazioni che la forza assume nei vari contesti socio-culturali.
5. Il compimento di una vita (esistono vite compiute e incompiute?) implica l’esistenza del compimento.
6. Non c’è spettacolo più deprimente di quello offerto dal piccolo borghese nord-italico, che sogna risibili secessioni indolori, e ora, impaurito di fronte a profughi e migranti perché teme di perdere il suo benessere, abbaia rabbiosamente sui social media, invocando muri e durezza, ma alla vista di un’arma qualsiasi si cacherebbe addosso.
7. Quando fanno un discorso, i politici si rivolgono alle viscere di chi li ascolta, per dirigere le sue emozioni, e additano nemici. Fanno sempre esattamente quello che un uomo saggio non deve fare. Politica e filosofia non possono convivere. I politici sono inevitabilmente gli assassini di Socrate. E nella Bibbia il fondatore della prima città, della prima polis, non a caso è Caino.
8. Il politico italiano deve ottenere i voti di un elettorato composto per il 47% di analfabeti funzionali (tra i quali, temo, anche molti politici). Questo spiega molte cose.
9. Non c’è nulla di più terribile del conflitto tra diritti.
10. Questa è una nota formale che non ha una valenza politica immediata. Quando si divide il campo tra gli umani e le bestie, si compie un atto che rimanda ad un’attitudine ancestrale, e che trova molte corrispondenze nell’antropologia. Sappiamo infatti che in molte culture tribali i membri della propria tribù venivano designati come uomini, mentre gli appartenenti a tribù vicine e rivali erano le pulci, i cani, ecc. Tale attitudine è consustanziale all’umano, e può riemergere in qualsiasi momento, in tutte le culture. Per quanto ci possa apparire spregevole e malvagio un nostro avversario, la sua espulsione verbale dalla sfera umana e il suo abbassamento all’animale è un atto culturalmente gravido di implicazioni estremamente negative, e strettamente connesso alla violenza.
11. A proposito di matrimonio cattolico, penso ai tanti casi in cui l’uomo unisce ciò che Dio voleva mantenere diviso. Voleva? A me pare che la volontà di Dio sia lo scoglio su cui si infrangono tutte le teologie, nessuna esclusa. E anche le pratiche di tutte le chiese, nessuna esclusa.
12. Un vecchio saggio è sempre e solo un saggio che è diventato vecchio. La specie è stata sempre rara, oggi appare quasi estinta.
13. Tra bontà e buonismo c’è di mezzo il mare. No: l’oceano. Distinguere è però difficile, perché la nostra è un’epoca emotiva e sentimentale.
14. Tutti gli esseri umani sono simili. In questo: mal sopportano le differenze che non sono istituite e controllate da loro stessi.
15. Tutti i cattolici integralisti che conosco spirano risentimento, livore e odio, diversamente miscelati e graduati. Hanno bisogno anzitutto di nemici da condannare, e di avere sopra di sé autorità che esercitino anzitutto giudizio e condanna. Ma questo non avviene solo nella Chiesa cattolica, è un carattere essenziale di tutti gli integralismi.
16. La casa, disse, è troppo vasta, il sole
non la raggiunge mai, la strada
empia e contorta che svanisce a volte
puoi vederla di notte scintillare.
17. Un’analisi approfondita della tanto vituperata indifferenza ne porta alla luce la natura ambivalente. Essa infatti da un lato determina disinteresse nei confronti degli altri e ripiegamento sul proprio interesse personale, dall’altro immunizza dal contagio mimetico della violenza. Questa infatti tanto più facilmente dilaga nelle società in cui sono forti i legami clanici e gli obblighi solidaristici interpersonali, le società pre-moderne, nelle quali ad esempio la vendetta per l’uccisione di un familiare, di un amico, o di un membro del clan, è un obbligo assoluto. Proprio perché in esse non vi è indifferenza, nelle società tradizionali è facilissimo che si verifichi l’offesa, che un gesto involontario venga letto come un insulto, che una parola fuori posto scateni una reazione violenta. L’indifferenza ha due volti, e noi ne vediamo solo uno.
18. Ascolto Antonio Prete sostenere che la poesia è per essenza la realtà più antitetica alla guerra. Mi dovrebbe spiegare come mai la poesia nasce come epica… Ha mai letto l’Iliade? Gli ultimi libri dell’Eneide? Il Bhagavadgītā?
19. “O voi che lodate sempre la memoria”, disse il Maestro, “sappiate che essa è il principio della riconoscenza e del pentimento, ma anche della vendetta”.
20. La memoria dei popoli è spesso come quella dei vecchi: ricordano meglio i fatti lontani, e peggio o per niente quelli vicini nel tempo. Così nella memoria dei Serbi è impressa indelebilmente la sconfitta del Kossovo (1389) e in quella degli Ungheresi la sconfitta di Mohács del 1526. Entrambe ad opera dei Turchi musulmani che si stavano espandendo verso l’Europa. Questo dovrebbe far comprendere il substrato profondo delle ansie di oggi. Se lo sguardo si ferma solo all’ultimo secolo non afferra la realtà.
21. Alcuni ormai usano liberista come insulto, altri come offesa sindacalista.
22. La legge di gravità vale anche per le nazioni. Un Paese piccolo orbiterà attorno ad uno più grande, necessariamente. E anche entro una unione di Paesi, di qualsiasi tipo sia, ve ne sarà sempre uno dotato di maggior forza gravitazionale, come la Germania in Europa. Ma attenzione alla densità, perché vi sono Paesi piccoli ad alta densità tecnologico-militare (Israele) o finanziaria (Svizzera), ecc. Catalogna e Veneto non saranno mai del primo né del secondo tipo. E non saranno mai nemmeno un Afghanistan o un Vietnam, perché sono imbelli.
23. Disse che il Diavolo ha fatto due tentativi per introdurre il caos nel mondo e sovvertire la Creazione cancellando le differenze poste da Dio. Disse che il primo lo ha fatto all’inizio, persuadendo Adamo ed Eva che potevano essere come Dio mangiando il frutto della conoscenza del bene e del male. Disse che il secondo tentativo lo sta facendo ora, persuadendo gli umani che sono animali, e che gli animali sono come loro, che non c’è nessuna differenza.
24. Non c’è niente da fare: solo ciò che è perduto è veramente bello.
25. Instancabilmente, gli psicoanalisti secernono una poltiglia di pensieri, e la offrono come pensiero. E da decenni gli occidentali la bevono.
26. Non conosco alcun critico delle certezze altrui che non ne abbia lui stesso molte e inscalfibili
27. Il se stesso, il me stesso di cui parliamo, di cui andiamo alla ricerca e che spesso difendiamo violentemente non sono che la sistemazione provvisoria di un tessuto di relazioni intricatissimo e in continuo rifacimento, e che muta i suoi colori col passare del tempo.
28. La cosa splende di una luce dura,
mentre tu sei dentro l’eterna caccia
e perdi ogni peso, ogni misura
lasci lungo il sentiero senza traccia,
l’angelo dell’autunno sulla faccia.
29. Basta con questa esaltazione a priori del nuovo e del cambiamento e del meticciamento. Perché voi li sognate indolori. Ma nella storia sono stati sempre accompagnati da lacrime, sangue e immani sofferenze. Sono inevitabili? Ma l’inevitabile non è una categoria del bello, e sovente si accompagna al terribile.
30. La polis greca non è nemmeno concepibile senza il tempio (e il sacrificio), e dunque pensare che la religione e la politica siano due realtà originariamente e per sé separate è pensare malamente. La loro separazione concettuale è un fatto storico, e per ciò contingente. A noi sembra ovvia solo perché viviamo in questa cultura e in questa epoca.

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