Micronote 47

images1. “Per pensare davvero, cioè liberamente, occorre pensare contro il proprio tempo”.  “Io, che penso jihadisticamente, penso forse contro il mio tempo?”
2. Qualcuno si chiese: se l’Islam è intrinsecamente una religione di pace, perché al Profeta vengono attribuite tante spade?
3. Se Gesù avesse esplicitamente ordinato agli apostoli di non impugnare mai un’arma, come si spiegherebbe il fatto che nel cenacolo due apostoli avessero una spada?
4. Lo scontro di civiltà è una cosa orribile, ma pensare che possa avvenire solo se qualche gruppo di occidentali bastardi spingerà gli islamici in un angolo costringendoli a radicalizzarsi, e che evitarlo sia una cosa semplice, è da ingenui o da filistei.
5. Totalitarismo. Può una società democratica, che considera tra i suoi valori fondamentali la lotta all’omofobia e la non-discriminazione delle persone in base al genere e agli orientamenti sessuali, tollerare al suo interno l’esistenza di organizzazioni omofobe che attuano sistematicamente la discriminazione delle donne, impedendo per statuto ad esse in quanto tali di accedere ai loro livelli più alti? Può dunque una società progredita e progressiva tollerare le pratiche omofobiche e l’ordinamento antifemminista della Chiesa cattolica?
6. Varoufakis, Corbyn, ecc. come eroi di un nuovo ideale Vietnam antimperialista. Da decenni, non potendo disporre di eroi loro, molti italiani li cercano disperatamente ovunque. Ridere? Piangere?
7. Nell’Occidente contemporaneo la sfera dei diritti individuali-privati si è dilatata, e i diritti nella scena collettiva sono presenti come diritti del singolo, anche quando appaiono riferiti ad un gruppo. I diritti dei neri, ad esempio, sono in realtà pensati come diritti del singolo individuo in quanto è nero, non propriamente come diritti di una comunità. Sono pensati nella chiave di una omologazione generale. Al collettivo sono invece riferiti i doveri: dell’amministrazione, delle istituzioni, dello Stato. Insomma, l’individuo nel comune sentire è tendenzialmente portatore di soli diritti (il diritto di avere diritti), mentre la sfera del dovere si rattrappisce, tende all’esaurimento, alla consunzione nel singolo, e i suoi residui vengono espulsi verso entità collettive, che tuttavia sono composte da individui. Questo non può che determinare corruzione, gravi problemi anche a livello economico, e generale debolezza di fronte alle minacce esterne.
8. Ragione e sentimento sovente non seguono la stessa strada e quando lo fanno spesso è quella sbagliata.
9. Occidente contemporaneo: dallo Stato etico allo Stato sentimentale.
10. Una cosa mi è chiara: i contemporanei non possono comprendere il loro presente, non è mai successo e non accadrà mai. Qualcuno soltanto, rara avis, capisce qualcosa, e gli viene tributato grande onore (spesso postumo). La stragrande maggioranza è convinta di capire tutto, ma questo tutto ha la breve misura della loro dimensione infima. Per quella particola di comprensione che sono convinti di possedere saldamente, tuttavia, essi sono pronti a scannarsi, perché gli umani bramano il sangue: da noi metaforico, al momento, altrove realissimo.
11. Nella mia visione, il nucleo della Bibbia e i Vangeli presentano un messaggio fondamentalmente antisacrale. Questo messaggio antisacrale è già nel Dio senza nome né immagine dell’AT, e si conferma in Gesù, l’uomo in cui vediamo il Padre. Sacro significa anzitutto sacrificio, e nella Bibbia si fa strada (in modo dialettico) l’idea che a Dio i sacrifici non interessino affatto, ecc. Il sacro è cratofania, epifania della forza, e Gesù viene nella totale debolezza di un bambino inerme. Ma lo scontro tra il Sacro e Dio pervade tutta la Bibbia, appare nei Vangeli e perdura nei 2000 anni di Cristianesimo. Il Cristianesimo è una realtà paradossale e intimamente conflittuale. E il sacro riappare anche nella messa cattolica, in cui un sacer-dote celebra il sacri-ficio di Cristo. Paradosso: poiché chi lo ha ucciso non intendeva fare un sacrificio, ma un’esecuzione capitale, che per i Romani era già cosa tutta profana. Sacro e Potere sono legati, la Chiesa nei secoli in quanto gestiva il sacro si è fatta potente (in futuro probabilmente sarà di nuovo perseguitata, anche in Europa, e forse sarà un bene).
12. “La democrazia l’hanno inventata i Greci” ripetete come pappagalli. Ma lo sapete che i Greci hanno inventato anche la demagogia, l’oligarchia e la tirannide? Rovinoso per l’intelligenza è darsi in pasto ai nomi.
13. La natura filtrata dalle fiabe politicamente corrette inoculate ai bambini è talmente distorta e stravolta, così alienata, che le nuove generazioni sono totalmente separate dalle piante e dagli animali quali realmente sono. A suo tempo lo vidi a scuola, dove gran parte degli allievi ignorava, tanto per fare un esempio, la differenza tra bue e toro. Il processo è iniziato da anni: ricordo la fiaba di Cappuccetto Rosso inscenata nell’asilo di mio figlio, vent’anni fa, in cui il lupo non veniva ucciso dal Cacciatore (non sia mai che costui possa avere un ruolo positivo!) ma alla fine diventava buono… In questo modo, la difesa della natura sarà solo un idolo, sarà rivolta ad un fantasma, una relazione a ciò che non è, sarà un mero ornamento dell’oscurità.
14. Il fondamento della giustizia italiana è la prescrizione.
15. Cosa accade ai giudici italiani quando leggono le sentenze? Farfugliano, si mangiano le parole, ma soprattutto parlano velocissimi, in genere si fa fatica a capire. Forse vi è una qualche singolare connessione tra le farraginose e lunghissime procedure, i rinvii, l’inesorabile tendenza alla prescrizione, e questa accelerata e convulsa emissione delle parole, quasi che sia quello l’unico luogo in cui la giustizia italica può permettersi la velocità.
16. Intanto il concetto di riforma applicato alla scuola andrebbe precisato. La scuola autenticamente riformata è la scuola che riceve una nuova forma in tutte le sue parti e componenti: non solo nell’organizzazione, ma nei programmi, nelle discipline, nel rapporto tra le stesse, nella gerarchia degli istituti, ecc. In questo senso, l’unica autentica riforma scolastica degli ultimi 100 anni fu quella di Gentile. Tutte le altre sono state aggiustamenti, modifiche molto parziali, riaggiustamenti. Ognuna pretendendosi, superbamente, Riforma. Quella di Renzi è dunque l’ennesima pseudo-riforma. Ma perché meravigliarsene? Di una vera riforma della scuola nessuno oggi in Italia sarebbe capace. E Renzi, del resto, quello del famoso “Enrico, stai sereno”, è una menzogna incarnata.
17. La storia insegna che per l’Europa e il suo destino la cosa peggiore che possa capitare è una Germania isolata.
18. Voglio pronunciare una frase assolutamente reazionaria: tutti i mammiferi nella prima fase della loro esistenza hanno bisogno del latte materno, e da questa relazione di nutrimento il genitore maschio è escluso.
19. Domanda: che differenza c’è, ora, tra radicalismo borghese e Sinistra politica nei Paesi occidentali?
20. L’uso estensivo e quasi-metafisico del termine Europa, per cui Commissione, Parlamento, Corte ecc. sono sempre l’Europa che fa questo e dice quello, quest’uso rozzo, e infine ideologico, provoca in me un leggero senso di nausea.
21. Molte persone avevano la vocazione del seminatore di odio, ma erano prive di uno strumento con cui operare senza correre rischi. Poi venne Facebook, ed esse gioirono.
22. Ai versi di certi poeti, e soprattutto di certe poetesse, preferisco di gran lunga i versi degli animali.
23. Quando dicevo che per una certa, vasta, opinione pubblica un palestinese vale più di trenta giovani curdi mi sbagliavo. Per una certa, vasta, opinione pubblica un leone africano vale più di trenta giovani curdi.
24. Ho un piccolo problema. Non riesco ad immaginarmi i parlamentari che, con tutti gli impegni che hanno, studiano le carte per poter rispondere ad una richiesta dei magistrati. Non me li vedo che studiano tutte quelle pagine, che ci posso fare?
25. Quando un qualsiasi italiano mi parla di concorrenza mi viene da ridere.
26. La totale eclissi in Occidente di ogni discorso sui doveri, cui corrisponde una inflazione di discorsi su diritti, non casualmente coincide con l’affermazione dei diritti degli animali, cioè di enti essenzialmente e permanentemente esclusi dalla sfera del dovere.
All’obiezione degli stolti “ma allora tu perché riconosci diritti a chi non può avere doveri, come ad esempio un bambino appena nato o una persona in coma?” si risponde che quelli appartengono all’umano, non all’animale, e avranno o hanno avuto o potranno o avrebbero potuto avere doveri, perché la sfera dell’umano coincide con quella del dovere, che scaturisce dall’obbligazione, che nasce dal legame mediato dalla rappresentazione. No moral obligation without representation.
27. Ma io dico: chi filosofa col martello si aspetti di essere a sua volta martellato.
28. Nei progressisti, ad una professata tolleranza verso tutte le culture diverse dalla propria corrisponde in genere una violenta intolleranza verso gli appartenenti alla propria stessa cultura che appaiano retrogradi e rozzi. Come dire: noi apparteniamo ad una cultura che è aperta alle culture altrui, ma totalmente chiusa verso le sue proprie sub-culture.
29. “Se vedi gente che sta combattendo contro una banda di ladroni,” disse il Maestro, “non entusiasmarti, e fa’ molta attenzione: potrebbe essere un’altra banda di ladroni”.
30. Chi soffrirebbe di genderfobia come deve essere qualificato? Genderfobo? Che si pronuncia gendèrfobo? Suona bello. Suona altamente culturale. Peccato che il livello delle argomentazioni addotte nell’orrido scontro in atto sia penoso. Ed è penoso che nessuno tenti di innalzarlo, anzitutto tacendo.
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