ROSA DIRA

rosa dira
Tu che ci inondi di musica ancora
anche se ben distorta armonia
della donna perduta ci rimane
il sarcasmo disciolto nel sorriso
di un’innocente e flebile mania:
componi quell’amato e vano riso.

Dai tempi lontani inaridito
non hai in mano che polvere di cose.
Ma non fermare i dolcissimi suoni,
tu dei passaggi disperato dio
sedotto dal profumo delle rose.

Tu che dell’occidente
conosci la pia rosa dei fruscianti
silenzi d’orizzonte,
momento in cui si posa
il cuore degli amanti
e ride dell’eterno incandescente:
rompimi questo duro incantamento.

Io sono nella stasi senza pace,
vicino a me si muove ogni vivente,
l’erba germoglia – intorno a me, la pietra.

Dileguare dell’ombra nella luce
della luce nell’ombra: tu sei questo.
Anche se muori d’ombra nell’amore
e se vivi di luce nel dolore.
Resta oscura la madre delle rose.

 

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