Il Mito democratico e il nuovo Sacro

zabdi Nicholas Charney

Nella democrazia la violenza, come si è detto, è decisamente più clandestina di quella esposta dall’analisi girardiana tradizionale. La natura clandestina della violenza latente è inestricabilmente connessa con i modi in cui la violenza è posta in atto, e quindi nascosta dal mito democratico, un mito che erroneamente pone lo stato democratico come perfetta incarnazione del governo moderno. Così, a dispetto della centralità della violenza latente, la democrazia continua ad imporsi poiché il mythos della democrazia è stato costruito in modo tale da attribuire valore ai suoi principi essenziali celando nel contempo altri elementi operazionali ai quali questo valore non si può attribuire affatto. Il mito, tuttavia, non è nulla più che la reiterazione narrativa del meccanismo del capro espiatorio dalla prospettiva dei suoi beneficiari: o, secondo le parole di Girard, i miti scaturiscono ” … da crisi sacrificali di cui sono la trasfigurazione retrospettiva, la rilettura alla luce dell’ordine culturale sorto da tale crisi” (La violenza e il sacro, p. 93). Nel caso della democrazia parlamentare canadese contemporanea, dato che la maggioranza formata beneficia direttamente del modo in cui è strutturato il sistema di governo, la probabilità che essa lo cambi, o cambi il mito che sta intorno alla sua legittimità, è nulla. Ogni tentativo di operare in tal senso confliggerebbe direttamente con la sua presunta legittimità che il sistema la ha conferito. Quindi abbiamo scoperto una barriera alla trascendenza del sistema che è inerente al suo disegno. Questa barriera inerente ha solo rafforzato la legittimità del mito democratico, aiutando la sua trasformazione nel sacro. Girard accenna all’importanza di comprendere il sacro come cruciale per la comprensione delle strutture, dal momento che il sacro “regna anche sulla struttura, la genera, l’ordina, la sorveglia, la perpetua o invece la strapazza, la decompone, la metamorfosa e la distrugge” (La violenza e il sacro, p. 316).

Esaminando la struttura della democrazia parlamentare canadese contemporanea possiamo spiegare la presenza di elezioni regolari come adempimento del primo compito del sacro – impedire alla rivalità mimetica di crescere fino al punto di un’imprevedibile violenza e di un collasso sociale completo e irreparabile. Inoltre qualcuno potrebbe sostenere che i termini prescritti per i governi eletti sono l’evidenza del fatto che abbiamo trovato quello cui Girard si riferisce come distanza ottimale dal sacro (La violenza e il sacro, p. 349), dal momento che abbiamo eliminato l’imprevedibilità della rivalità mediante la diffusione della nostra violenza costruttiva assoggettando la nostra gente e le sue visioni del mondo alle elezioni. Il processo assicura che l’ordine sarà ristabilito dopo la dissoluzione della situazione presente. La differenza principale essendo che la scheda segreta ha evidentemente sostituito il sacrificio pubblico come atto calcolato di violenza sanzionata che minimizza il rischio della violenza reciproca.  (da  IL CAPRO ESPIATORIO MODERNO. Comprendere il principio democratico contemporaneo)

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