Elvidio Prisco

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Elvidio Prisco… dedicò sin dalla giovinezza il suo ingegno eccezionale agli studi più elevati, non come fanno i più per nascondere sotto un nome illustre vani ozi, ma per prendere in mano gli affari pubblici assicurandosi meglio contro il caso. Seguì i maestri di sapienza: per loro non c’è altro bene che la nobiltà morale, altro male che il disonore, essi non pongono la potenza, la nascita e tutti gli altri valori esterni all’anima né tra i beni né tra i mali… Dai costumi del suocero non trasse nient’altro che la libertà; fu cittadino, senatore, marito, genero, amico, assolse egualmente tutti i doveri della vita, disprezzò le ricchezze, si ostinò nel retto cammino, restò impassibile di fronte alla paura. Alcuni gli rimproveravano un eccessivo desiderio di fama: il fatto è che anche per i saggi il desiderio della gloria è l’ultimo di cui ci si spoglia.

Tacito, Storie IV, 5-6

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