Rileggo Simone Weil 30

“Per una necessità di natura, qualunque essere, per quanto può, esercita tutto il potere di cui dispone”. Non esercitare tutto il potere di cui si dispone significa sopportare il vuoto.
Può esserci accettazione volontaria del vuoto nei rapporti tra collettività?

Il desiderio contiene qualcosa di assoluto, e se fallisce (una volta esaurita l’energia), l’assoluto si trasferisce sull’ostacolo. (II, 56)

La tragedia dell’umanità sta proprio nell’impossibilità di una accettazione collettiva del vuoto. Infatti solo una mediazione dialettica del pieno e del vuoto produce la misura. Ma tutti i segni che possiamo cogliere nella storia dell’umanità ci dicono che i gruppi umani aspirano, per natura, alla pienezza (del numero, della quantità, della potenza, del piacere, della sicurezza, del dominio). Perciò il discorso degli Ateniesi ai Meli, che la Weil qui cita, è un discorso vero.
Ma poiché la ricerca del pieno è la ricerca dell’assoluto sul piano mondano, questa ricerca non è altro che il desiderio. L’eros sessuale ne è una delle declinazioni, oggi pervasiva, ma pronta ad essere sostituita da altre, o a convivere con esse. La frase di Simone Weil sul desiderio e l’ostacolo è una delle più girardiane che ella abbia scritto. La metamorfosi del desiderio e il suo spostamento sull’ostacolo al desiderio stesso è anche la spiegazione del culto del capo nei regimi totalitari, e, credo, anche negli ordinamenti religiosi. Da ciò la fuga di Gesù ogni qual volta la folla lo vuole innalzare.

3 pensieri su “Rileggo Simone Weil 30

  1. Adesso rischio di impantanarmi in un discorso che non sono in grado di sostenere, ma proprio per questo ne sono incosciente.

    Quando io rinuncio ad esercitare il potere lo faccio per amore. Può anche essere amore per me che desidero si compia un bene per l’altro, e soddisfo così il mio desiderio; ma se fosse possibile definire il bene in modo assoluto per quale motivo si dovrebbe sopportare il vuoto?
    Che non sia possibile definirlo mi sembra un esercizio intellettuale che ha niente in comune con la vita. Pertanto continuo a cercare il bene ed essere felice di questo, al meno dei frequenti e continui errori.

  2. il vuoto mi ha sempre fatto terrore…non potrei mai sopportarlo.

    ma questo ostacolo…sul quale si trsferisce l’assoluto del desiderio mancato…
    può essere anche dentro di noi?

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