La letteratura non salva

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I libri sono pericolosi. Nell’era dei media scatenati e del trionfo del video ci si è dimenticati di questa verità. Le anime belle pensano che lettura e scrittura siano attività salvifiche. Non lo sono affatto. Lettura e scrittura dovrebbero essere maneggiate con estrema attenzione, con una cura attentissima. Questo è oggi impossibile.

Il più grande discorso sul pericolo rappresentato dalla letteratura è quello che Dante svolge nel V dell’Inferno. Travolte dalla bufera infernale, egli vede migliaia di anime di eroi ed eroine della letteratura di tutti i tempi, e ne è sconvolto, perché è un letterato, e si accorge che la letteratura può dannare. Poi, il racconto di Francesca, che mostra come la sua dannazione e quella di Paolo siano state determinate da una imitazione, mediata dalla lettura di un libro, del modello di Lancillotto e Ginevra, porta Dante ad un tale punto di smarrimento da fargli perdere i sensi.

La letteratura mette in azione forze mimetiche potentissime, questa è la sua realtà più profonda. I suoi derivati moderni, cinema e televisione, lo fanno in modo massivo, aiutati dalla forza dell’immagine. Non è lecito venerare libri scritti da umani. Le anime belle devono ricordare che anche Mein Kampf è un libro. Noi vediamo solo i pochi intellettuali e artisti fuggiti dalla Germania hitleriana, ma artisti e maestri e professori a migliaia hanno sostenuto il nazismo.

La letteratura non ha mai reso migliore un uomo. Né un lettore né uno scrittore.

Lo si è sempre saputo: Tolstoj vede l’umano realizzato nel contadino analfabeta Platon Karatev. Socrate e Gesù parlavano, non scrivevano.

Eppure ci sono libri in cui si trova saggezza. Ma quella saggezza non viene dalla letteratura. Se così fosse, troveremmo gli uomini più saggi tra i grandi lettori, tra gli studiosi di letteratura, tra gli scrittori e i poeti. Ma guardateli: sono una massa di meschini, di invidiosi, di risentiti. E con tutti coloro che scrivono versi e pensano di essere poeti, che in Italia sono centinaia di migliaia, dovremmo avere centinaia di migliaia di uomini e donne buoni. Per capire come stanno le cose basta leggere per qualche giorno il blog La Poesia e lo Spirito, antropologicamente interessantissimo.

4 pensieri su “La letteratura non salva

  1. caro professore,
    è vero, la lettura e la scrittura non sono di per sè “salvifiche”, e la letteratura è potenzialmente pericolosa. Ma ciò vale per qualunque cosa: gli incontri, le varie fedi (siano esse religiose, calcistiche, politiche o di qualunque altro tipo), la musica… si tratta solo di mezzi che possono veicolare messaggi, a prescindere dal loro contenuto. Ciò che veramente può segnare la differenza è la coscienza critica di chi legge un libro o parla con una persona. Non saprei dire se la coscienza critica è innata o se per svilupparla bisogna avere la fortuna di fare gli incontri giusti. So solo dire che chi affronta la letteratura con le giuste proporzioni di emozione e razionalità può davvero diventare una persona migliore, perchè in quel caso sa capire quale sia la saggezza e in quali libri si possa annidare. Rimane il fatto che cogliere un messaggio non significa necessariamente metterlo in pratica: posso benissimo leggere dei libri buoni e assimilarli, ma non è detto che io diventi una persona migliore. Eppure la lettura è una possibilità, è un esercizio. Anche (e forse soprattutto) la lettura di libri “cattivi”. La questione non gira attorno al messaggio o al mezzo, ma alle persone. E questo è preoccupante.
    Quanto a chi si sente poeta solo perchè accosta parole e concetti abusati andando a capo prima della fine della frase… è uno scenario desolante! Da quando ho detto di voler scrivere una tesi sulla poesia contemporanea decine di miei conoscenti hanno voluto farmi leggere le loro poesie, magari prima di inviarle a un concorso letterario. Inutile dire che si tratta di persone che non hanno mai letto libri di poesia. Inutile dire che ciò che ho letto non era poesia. Ma ormai scrivere è una moda, è un presunto anticonformismo. Chiunque pensa di potersi autodefinire poeta da quando il metro non è più un presupposto essenziale per scrivere una poesia. Come capire che la poesia è ben altro??? Leggendo? Non basta. Almeno finchè persone come Baricco verranno definite Scrittori. E si ritorna al punto di partenza… non sono i libri che salvano. Non sono gli altri che salvano. Se qualcuno può rendermi migliore, quella persona sono solo io.

    Scusi per il troppo lungo commento…
    P.s. complimenti per il suo blog! Speravo che prima o poi ne aprisse uno!

  2. bhe sì, però la letteratura, scrivere come leggere, ha bisogno di una più solida costituzione. Chi di regola scrive o legge parecchio ha qualche arma in più rispetto all’uomo massa bombardato quotidianamente dai media molto più immediati ed aggressivi. Coloro che spesso sfruttano il mimetismo umano per i loro scopi sanno benissimo che per l’uomo medio servono mezzi immediati ed aggressivi, perciò la letteratura è un po’ più al riparo da tutto ciò. La letteratura è forse più protetta contro quel mimetismo imperante, che è la prima cosa che si studia quando ci si iscrive ad economia e commercio o quando si studia marketing pubblicitario. C’e comunque sempre bisogno di scegliere la giusta letteratura, come c’è sempre bisogno di scelgiere anche i giusti media. Usiamo internet, ma possiamo anche non ridurci a vegetali. Un blog come questo è l’esempio.

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